NEW YORK – Un secolo di gambe che fendono l’aria in perfetta sincronia, un’onda di bellezza e precisione che da cento anni definisce l’immaginario del Natale newyorkese. Le Radio City Rockettes, icona intramontabile dello spettacolo americano, celebrano nel 2025 il loro centenario. Un traguardo storico per il corpo di ballo che, con il suo “Christmas Spectacular”, ha trasformato una tradizione in una vera e propria leggenda, un appuntamento irrinunciabile che ogni anno, da novembre a gennaio, illumina il palco del Radio City Music Hall al Rockefeller Center.
Dalle “Missouri Rockets” al mito del Radio City
La loro storia, tuttavia, non nasce tra i grattacieli di Manhattan, ma a circa 1.600 chilometri di distanza, a St. Louis, Missouri. È il 1925 quando il coreografo Russell Markert, folgorato da una performance delle “Tiller Girls” – un gruppo di danza di precisione britannico ammirato durante gli Ziegfeld Follies a Broadway – decide di creare una sua versione americana. Il suo sogno, come ricorderà in seguito, era quello di formare “un gruppo di ragazze americane più alte, con gambe più lunghe, in grado di eseguire routine di tip tap davvero complicate e calci all’altezza degli occhi” che avrebbero lasciato il pubblico senza fiato. Nascono così le “Missouri Rockets”, un gruppo iniziale di 16 ballerine.
Il loro successo è immediato e attira l’attenzione dell’impresario Samuel “Roxy” Rothafel, che le porta a New York per il suo Roxy Theatre. Qui, il loro nome viene cambiato in “Roxyettes”. La consacrazione definitiva arriva nel dicembre del 1932, quando si insediano nel tempio dell’intrattenimento appena inaugurato, il Radio City Music Hall, assumendo il nome che le renderà celebri in tutto il mondo: le Radio City Rockettes. L’anno successivo, nel 1933, debutta il primo “Christmas Spectacular”, un successo folgorante che da allora ha affascinato oltre 72 milioni di spettatori.
La macchina perfetta della precisione
Ciò che rende le Rockettes uniche è la loro danza di precisione, un meccanismo perfetto in cui ogni movimento è studiato per creare un’illusione di uniformità assoluta. Dietro questa perfezione si cela un’incredibile disciplina e un talento eccezionale. Per entrare a far parte di questo corpo di ballo d’élite, le candidate devono padroneggiare diverse discipline: tap, danza moderna, jazz e balletto.
Oggi la compagnia conta circa 80-84 ballerine, divise in due cast da 36 che si alternano negli spettacoli, che possono arrivare fino a quattro o cinque al giorno durante l’alta stagione. L’altezza richiesta varia da circa 1,70 a 1,80 metri. Per creare l’iconico “colpo d’occhio” della linea, le ballerine più alte vengono posizionate al centro, mentre le più basse alle estremità, generando un’illusione ottica di altezza identica. In una singola giornata, una Rockette può eseguire fino a 650 calci, con una media di oltre 160 per spettacolo.
Il dietro le quinte è altrettanto impressionante: le ballerine curano personalmente trucco e acconciatura, sfoggiando l’inconfondibile rossetto rosso. Per ogni stagione vengono utilizzati oltre mille costumi e innumerevoli paia di scarpe, tanto che sono necessarie circa 350 lavatrici a settimana per mantenerli in perfette condizioni. E per assicurarsi che ogni passo di tip tap sia udibile in tutto il teatro, le loro scarpe sono dotate di microfoni.
Un secolo di evoluzione e impegno culturale
La storia delle Rockettes riflette anche l’evoluzione della società americana. Per decenni, il corpo di ballo è stato composto esclusivamente da ballerine bianche. La svolta è avvenuta nel 1985 con l’ingaggio di Setsuko Maruhashi, di origine giapponese, seguita nel 1987 dalla prima ballerina afroamericana, Jennifer Jones. Un passo ancora più significativo verso l’inclusività è stato compiuto nel 2019 con l’arrivo di Sydney Mesher, la prima ballerina con disabilità (senza la mano sinistra). Oggi, la compagnia promuove attivamente la diversità attraverso programmi come il “Rockettes Conservatory”, un corso di formazione intensivo e gratuito per coltivare i futuri talenti.
Non solo spettacolo, ma anche simbolo culturale. Le Rockettes hanno intrattenuto le truppe americane durante la Seconda Guerra Mondiale con la USO, partecipano ininterrottamente alla Macy’s Thanksgiving Day Parade dal 1957 e si sono esibite al Super Bowl e a due insediamenti presidenziali. Quest’ultimo evento, nel 2017 per l’insediamento di Donald Trump, non fu esente da controversie, con alcune ballerine che scelsero di non partecipare in segno di protesta.
Il centenario: uno spettacolo ancora più spettacolare
Per celebrare il 100° anniversario, il “Christmas Spectacular” del 2025 si preannuncia ancora più grandioso. Lo spettacolo, in scena dal 6 novembre 2025 al 4 gennaio 2026, fonde tradizione e innovazione. Accanto a numeri storici e immutati fin dalle origini come “Parade of the Wooden Soldiers” e “The Living Nativity”, lo show si arricchisce di nuove tecnologie, proiezioni digitali immersive e un sistema audio all’avanguardia modellato su quello della Sfera di Las Vegas. In occasione del centenario, sono previste attivazioni speciali al Radio City Music Hall, merchandise esclusivo e una clip celebrativa con immagini d’archivio. La città di New York ha reso omaggio alla compagnia rinominando temporaneamente il tratto della Sixth Avenue antistante il teatro in “Rockettes Way”.
Dopo la cancellazione forzata del 2020 a causa della pandemia di Covid-19, la prima nella loro storia, e un’interruzione nella stagione successiva, le Rockettes sono tornate più energiche che mai, pronte a dare il via al loro secondo secolo di vita, continuando a essere il cuore pulsante del Natale nella Grande Mela e un’icona intramontabile di grazia, disciplina e pura magia dello spettacolo.
