Un fulmine a ciel sereno, o forse la conclusione inevitabile di una crisi che covava da tempo. A meno di tre mesi dall’inizio dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, il mondo dello sport paralimpico italiano è scosso da una decisione tanto drastica quanto necessaria: il commissariamento della Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici (FISIP). La delibera, approvata all’unanimità prima dalla Giunta e poi dal Consiglio Nazionale del Comitato Italiano Paralimpico (CIP), arriva al culmine di un’inchiesta che ha travolto il presidente federale, Paolo Tavian.

La motivazione ufficiale, come si legge nella nota diramata dal CIP, parla di “constatato disfunzionamento degli organi e degli uffici federali”, una formula che cela una situazione interna divenuta insostenibile. L’obiettivo primario del commissariamento è quello di “garantire la massima continuità gestionale” in una fase cruciale per la preparazione degli atleti azzurri in vista dell’appuntamento a cinque cerchi casalingo.

Le pesanti accuse contro il presidente Tavian

Al centro del terremoto federale c’è l’indagine della giustizia sportiva sul presidente Paolo Tavian. Le accuse, messe nero su bianco dal procuratore federale Stefano Comellini dopo sei mesi di indagini, sono gravissime e dipingono un quadro allarmante. Si parla di “violazioni gravissime dei principi di lealtà e correttezza”, con un focus specifico su presunti “abusi psicologici, molestie, minacce in danno del segretario generale Sonia Nolli e di altri componenti della segreteria”.

Secondo le ricostruzioni emerse, Tavian avrebbe creato un clima di lavoro tossico e discriminatorio, in particolare nei confronti delle donne. Agli atti dell’inchiesta ci sarebbero frasi denigratorie come “qui il mondo va alla rovescia, adesso le donne pensano di prendere il potere”, oltre a bestemmie proferite negli uffici federali. La segretaria generale Nolli sarebbe stata sistematicamente esclusa dai processi gestionali, tanto da costringerla a ricorrere a supporto farmacologico e psicologico a causa del forte stress. La situazione avrebbe inoltre portato alle dimissioni di due dipendenti su cinque e alla rinuncia al rinnovo contrattuale da parte di alcuni collaboratori, che non ritenevano più compatibili con la propria etica le condizioni lavorative.

Da parte sua, il presidente Tavian ha sempre respinto le accuse, parlando di un complotto ordito ai suoi danni e sostenendo di aver semplicemente rimosso una segretaria per sostituirla con una persona più capace, al fine di ristabilire l’ordine contabile.

La decisione “sofferta ma dovuta” del CIP

Il presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Marco Giunio De Sanctis, ha definito il commissariamento un “atto dovuto di responsabilità istituzionale”, seppur preso “a malincuore”. “Abbiamo cercato fino all’ultimo di soprassedere, proprio in vista dei prossimi Giochi Paralimpici Invernali, nella convinzione che la situazione potesse essere gestita senza interventi traumatici”, ha dichiarato De Sanctis. “Purtroppo, con il passare del tempo, ci siamo resi conto che le criticità emerse erano più profonde di quanto inizialmente ritenuto e non più procrastinabili”.

La decisione del CIP è stata influenzata da una serie di fattori convergenti:

  • Le continue segnalazioni dei media sulla situazione critica interna alla FISIP.
  • Le richieste formali di intervento da parte del Collegio dei Revisori dei Conti.
  • Le dimissioni del consulente amministrativo della federazione.
  • Le conclusioni delle indagini della Procura Federale.

De Sanctis ha espresso il suo dispiacere personale per Tavian, con cui ha avuto diversi confronti, ma ha sottolineato come il CIP, in qualità di ente pubblico, non potesse agire diversamente. L’obiettivo finale, ha ribadito, è “esclusivamente quello di tutelare il movimento paralimpico nazionale e lo sport invernale in particolare”, garantendo la necessaria serenità agli atleti e alle società sportive in un momento così delicato.

Verso Milano Cortina 2026: garantire stabilità e serenità

Il commissariamento rappresenta una svolta netta e un segnale forte da parte del vertice dello sport paralimpico italiano. La priorità assoluta ora è ricreare un ambiente stabile e sereno che permetta alla squadra italiana di prepararsi al meglio per i Giochi di Milano Cortina 2026. L’evento rappresenta una vetrina di importanza storica per l’intero movimento e non può essere offuscato da vicende interne che minano i valori fondanti dello sport: lealtà, correttezza e rispetto.

La strada verso i Giochi è ora affidata a una gestione commissariale che avrà il compito di traghettare la federazione fuori dalle secche, ricostruire un clima di fiducia e assicurare che l’unica preoccupazione degli atleti sia quella di dare il massimo sulle nevi di casa. Una vittoria, quella della trasparenza e dell’integrità, che vale quanto una medaglia d’oro.

Di nike

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