Il sipario del Teatro alla Scala si alzerà il prossimo 18 dicembre per inaugurare la nuova stagione di balletto 2025-2026, un appuntamento attesissimo che vedrà in scena uno dei capolavori più amati del repertorio classico: La bella addormentata nel bosco. Un’apertura dal forte valore simbolico, che non solo celebra l’arte coreutica ai suoi massimi livelli, ma rende omaggio a due figure che hanno lasciato un’impronta indelebile nella storia del teatro e della cultura italiana: il geniale coreografo Rudolf Nureyev e l’indimenticato stilista Giorgio Armani.
Le recite, in programma fino al 13 gennaio, sono già prossime al tutto esaurito, a testimonianza della grande attesa del pubblico per un titolo che è un vero e proprio pilastro della tradizione scaligera. La serata inaugurale, in particolare, sarà dedicata alla memoria di Giorgio Armani, scomparso lo scorso settembre, una figura centrale nella storia recente della Scala, non solo come socio sostenitore dal 2021, ma come amico e mecenate appassionato. Un legame profondo, quello tra lo stilista e il teatro, che sarà celebrato anche attraverso una mostra fotografica allestita nel Ridotto dei Palchi “A. Toscanini” a partire dal 18 dicembre.
Un capolavoro senza tempo: la “Bella” di Nureyev
La scelta di inaugurare la stagione con La bella addormentata non è casuale. Fu proprio alla Scala che, nel 1966, Rudolf Nureyev decise di affidare il debutto della sua rilettura del balletto di Marius Petipa, danzando egli stesso nel ruolo del Principe Désiré accanto a una leggendaria Carla Fracci. Quella produzione segnò un momento storico, ridefinendo i canoni del balletto classico e infondendo nuova linfa e profondità psicologica ai personaggi, in particolare a quello maschile. Nureyev, con la sua visione, trasformò la fiaba in un racconto di formazione, un banco di prova per l’eccellenza tecnica e stilistica di ogni compagnia.
L’allestimento che andrà in scena è quello sfarzoso firmato nel 1993 dal premio Oscar Franca Squarciapino, che ha ambientato la vicenda nella magnificenza della corte di Versailles, con costumi preziosi e scenografie che evocano un’eleganza regale. Un impianto visivo che esalta la purezza della danza classica, in un dialogo perfetto con la sublime partitura di Pëtr Il’ič Čajkovskij, che sarà eseguita dall’Orchestra del Teatro alla Scala diretta dal maestro Kevin Rhodes.
Un cast di stelle per un inizio sfavillante
A dare vita ai personaggi della fiaba sarà un cast di altissimo livello. Nella serata inaugurale, i ruoli di Aurora e del Principe Désiré saranno interpretati dall’étoile Nicoletta Manni e dal primo ballerino Timofej Andrijashenko, coppia acclamata sulla scena e nella vita. Si alterneranno nelle recite successive coppie di grande talento come Alice Mariani e Navrin Turnbull, entrambi al loro debutto nei ruoli, e Martina Arduino con Mattia Semperboni. Debutto atteso anche per Camilla Cerulli nel ruolo di Aurora, che danzerà al fianco di Navrin Turnbull. Il balletto offre inoltre numerosi ruoli di prestigio che permetteranno a tutto il Corpo di Ballo scaligero di mostrare la propria versatilità e il proprio virtuosismo.
Un periodo intenso per il Corpo di Ballo
L’inaugurazione della stagione segna l’inizio di un periodo di grandi impegni per il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, diretto da Frédéric Olivieri. Subito dopo le recite milanesi, la compagnia partirà per un’importante tournée a Pechino, dove si è esibita l’ultima volta sette anni fa e per la prima volta vent’anni or sono. Un ritorno atteso che conferma il prestigio internazionale del balletto scaligero. Al rientro, un altro appuntamento speciale attende il pubblico: il quinto Gala Fracci, un evento che quest’anno coinciderà con quello che sarebbe stato il novantesimo compleanno dell’indimenticata étoile, celebrando la sua immensa eredità artistica.
Con l’apertura nel segno di Nureyev e Armani, la Scala riafferma il proprio ruolo di custode della grande tradizione del balletto, capace di unire memoria, bellezza e una visione sempre rivolta al futuro, offrendo al pubblico un’esperienza che trascende il tempo e celebra la magia intramontabile del teatro.
