Dal piccolo borgo di Fanano, incastonato nell’Appennino modenese, ai palcoscenici internazionali del calcio femminile, con la maglia della Juventus e della Nazionale italiana. La storia di Martina Lenzini è un racconto di tenacia, sacrificio e di un sogno coltivato fin da bambina, quello di “vincere qualcosa in maglia azzurra”. In una recente intervista a Vivo Azzurro TV, la rocciosa difensore classe 1998 ha aperto il libro dei suoi ricordi e delle sue ambizioni, tracciando un percorso che l’ha vista trasformarsi da “underdog” a colonna portante del calcio italiano.

Le radici montanare: forgiare il carattere

“Nascere lontano dalla città, in un posto dove non hai tutto a portata di mano, ti insegna ad arrangiarti”, confida Lenzini, sottolineando come le sue origini abbiano plasmato il suo carattere. Cresciuta a Fanano, un comune con meno di tremila anime, ha imparato a non arrendersi di fronte alle difficoltà. “Il mio carattere si è forgiato grazie alla montagna”, afferma con orgoglio, riconoscendo in quella “scalata continua” una metafora della sua stessa vita e carriera. Un percorso iniziato a otto anni, quando abbandona il tennis perché, come racconta, “avevo sempre la palla tra i piedi”, in una famiglia dove il calcio e la fede juventina, trasmessa dal padre, erano pane quotidiano.

La trasformazione in campo: da attaccante a difensore

La sua evoluzione non è stata solo geografica, ma anche tattica. “All’inizio giocavo in attacco perché ero la più veloce”, ricorda. Poi, un arretramento progressivo l’ha portata a diventare un difensore moderno, duttile e completo, capace di giocare sia come centrale che come terzino destro. Un cambiamento completato prima del suo ritorno definitivo alla Juventus, dopo importanti esperienze in prestito. La sua carriera da professionista inizia presto: dopo gli esordi nel Fanano Calcio, passa all’Olimpia Vignola e nel 2014, a soli 16 anni, approda al Brescia. Con le “rondinelle”, dopo un prestito all’Imolese, vince Scudetto, Coppa Italia e Supercoppa Italiana, esordendo anche in UEFA Women’s Champions League.

La conquista della Juventus: un sogno da “underdog”

Nel 2017 arriva la chiamata della neonata Juventus Women. Un sogno che si avvera per lei, tifosa bianconera fin da bambina. Vince subito lo scudetto, ma la strada per imporsi non è in discesa. “Tante volte in passato mi sono sentita un’underdog, al punto che mi sono dovuta guadagnare la maglia della Juve dopo diversi prestiti”, ammette. Tre stagioni in prestito al Sassuolo, sotto la guida di Giampiero Piovani, si rivelano fondamentali per la sua maturazione. Con le neroverdi cresce esponenzialmente, contribuendo a portare la squadra a sfiorare la qualificazione in Champions League. Nel 2021, torna alla Juventus da protagonista, come desiderava, diventando un punto fermo della difesa e arricchendo il suo palmarès con altri trofei. Il 12 marzo 2025 ha rinnovato il suo contratto con il club bianconero fino al 2028, a testimonianza del suo ruolo centrale nel progetto.

Il capitolo azzurro: consapevolezza e ambizioni

Parallelamente alla carriera di club, si sviluppa quella con la Nazionale. Dopo la trafila nelle giovanili, l’esordio con la maglia della Nazionale maggiore arriva nel 2020. Ad oggi, vanta 48 presenze, la partecipazione a un Mondiale e l’indimenticabile cavalcata all’Europeo, culminata con la sconfitta in semifinale contro l’Inghilterra. Un’esperienza che ha lasciato un segno profondo, non solo per il risultato sportivo. “Dopo l’Europeo tante persone ci hanno fermato per strada per ringraziarci delle emozioni che gli abbiamo regalato”, racconta, menzionando anche la grande sorpresa per la convocazione al Quirinale da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Ora, lo sguardo è rivolto al futuro, con una fiducia rinnovata grazie al lavoro del Commissario Tecnico Andrea Soncin. “Il mister ha creato un gran gruppo, ci ha ridato consapevolezza nei nostri mezzi e questo ci ha portato anche tanta leggerezza in campo. E i risultati fino a oggi si sono visti”, spiega Lenzini. L’obiettivo è chiaro e ambizioso: “Vogliamo arrivare a quella finale che quest’estate ci è sfuggita per tanto così. Il sogno di ogni bambina o bambino che gioca a calcio è vincere qualcosa in maglia azzurra”. Una vetta ancora da scalare, ma Martina Lenzini ha dimostrato di non avere paura delle salite.

Di nike

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