Doha, Qatar – L’attesa è finita. Sulle pedane del Lusail Shooting Complex di Doha, l’élite mondiale del tiro a volo si contende la prestigiosa Coppa di Cristallo, atto finale di una stagione intensa e spettacolare. E l’Italia, come da tradizione, risponde presente con una squadra di altissimo profilo, capace di portare tutti i suoi atleti in finale e di candidarsi prepotentemente a un ruolo da protagonista. Quattro nomi, quattro storie di talento, sacrificio e passione: Silvana Maria Stanco, Mauro De Filippis, Giovanni Pellielo e Gabriele Rossetti. Sono loro a tenere alta la bandiera tricolore, pronti a dare battaglia fino all’ultimo piattello.
Trap: Stanco domina, De Filippis e l’eterno Pellielo inseguono
Nel trap, la specialità che più di ogni altra ha regalato soddisfazioni storiche ai colori azzurri, le premesse sono a dir poco entusiasmanti. A guidare la carica è una straordinaria Silvana Maria Stanco. L’atleta delle Fiamme Gialle, argento olimpico a Parigi 2024, ha letteralmente dominato le qualificazioni, presentandosi alla finale di domani (in programma dalle 9:45 italiane) con il pettorale numero uno. Il suo score di 121/125 è un biglietto da visita che non ammette repliche e la pone come la favorita d’obbligo per la vittoria finale. Silvana ha dimostrato una freddezza e una precisione chirurgiche, confermando uno stato di forma eccezionale che la vede primeggiare nel ranking mondiale.
In campo maschile, la pattuglia italiana è altrettanto agguerrita. Mauro De Filippis (Fiamme Oro) ha chiuso le qualifiche con un eccellente 121/125, che gli è valso il terzo miglior punteggio e un posto di diritto tra i pretendenti al podio. Il tiratore tarantino, già vincitore della Coppa di Cristallo nel 2019, ha tutte le carte in regola per ripetersi, forte di una tecnica solida e di una grande esperienza internazionale.
E poi, c’è la leggenda. Giovanni “Johnny” Pellielo (Fiamme Azzurre), a 55 anni, non smette di stupire. L’icona del tiro a volo mondiale, vincitore di quattro medaglie olimpiche e innumerevoli titoli iridati ed europei, si è guadagnato l’accesso alla finale con l’ottavo punteggio (117/125). Nonostante un punteggio inferiore rispetto ai compagni, guai a sottovalutare la sua immensa classe e la sua capacità di esaltarsi nei momenti che contano. Per Pellielo, che ha già in bacheca sette Coppe di Cristallo, questa è l’ennesima occasione per scrivere una nuova pagina della sua incredibile carriera.
Skeet: Rossetti, la freccia solitaria per il bersaglio grosso
Nello skeet, le speranze azzurre sono affidate a un altro campione olimpico: Gabriele Rossetti. L’atleta delle Fiamme Oro, oro a Rio 2016 e a Parigi 2024 nello skeet a squadre, è l’unico rappresentante italiano in questa specialità, ma il suo talento è tale da poter puntare al massimo risultato. Rossetti, che ha già trionfato in una finale di Coppa del Mondo nel 2015, dovrà sfoderare una prestazione impeccabile per avere la meglio su una concorrenza di altissimo livello, ma la sua freddezza e la sua rapidità lo rendono un avversario temibile per chiunque.
Analisi Tattica: il nuovo formato che riscrive le finali
A rendere ancora più incerte e spettacolari queste finali contribuisce il nuovo regolamento ISSF, che promette di tenere gli spettatori con il fiato sospeso fino all’ultimo sparo. La formula è pensata per aumentare la tensione e premiare la resistenza mentale degli atleti.
Vediamo nel dettaglio come funzionerà:
- Trap:
- Si parte in otto finalisti. Dopo i primi 10 piattelli, gli ultimi due classificati vengono eliminati (7° e 8° posto).
- Si prosegue con altri 5 lanci. Altri due tiratori con il punteggio più basso vengono eliminati (5° e 6° posto).
- I quattro atleti rimasti si sfidano in tre round da 5 piattelli ciascuno, che determineranno progressivamente il 4°, il 3° (bronzo) e infine i due contendenti per l’oro e l’argento.
- Lo spareggio (shoot-off) è previsto solo per decidere il vincitore della medaglia d’oro.
- Skeet:
- Anche qui si parte in otto. L’eliminazione per il 7° e l’8° posto avviene dopo i primi 12 lanci.
- Altri 12 lanci servono a definire il 5° e il 6° posto.
- I “final four” si giocano le medaglie in tre round da 4 piattelli ciascuno, con lo stesso meccanismo a eliminazione del trap.
- Anche in questo caso, lo shoot-off è previsto solo per l’assegnazione del primo e secondo posto.
Questa formula, che reintroduce in parte meccanismi visti a Tokyo 2020, è un vero e proprio test psicologico. Non basta più una qualifica di alto livello; in finale si riparte quasi da zero, e ogni piattello ha un peso specifico enorme. La pressione aumenta esponenzialmente ad ogni eliminazione, premiando chi riesce a mantenere la concentrazione e a gestire al meglio la tensione. Sarà una battaglia di nervi, oltre che di tecnica, dove l’esperienza di veterani come Pellielo potrebbe giocare un ruolo cruciale.
