L’arte torna a essere protagonista ad Ancona. Dopo un’attesa lunga due anni, la Pinacoteca Civica “Francesco Podesti” ha finalmente riaperto al pubblico, svelando un volto completamente rinnovato. Un evento di portata storica per la città dorica, che non solo si riappropria di uno dei suoi gioielli più preziosi, ma pone una pietra miliare nel suo cammino verso la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028. Il progetto di riqualificazione, complesso e ambizioso, ha beneficiato dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che hanno permesso interventi strutturali decisivi per la conservazione e la fruizione del patrimonio.
Un Progetto Corale per una Nuova Narrazione
La rinascita della Pinacoteca è il risultato di un lavoro sinergico che ha visto la collaborazione di figure di spicco del panorama culturale italiano. Il progetto scientifico è stato curato da Stefano Zuffi, storico dell’arte e già curatore del museo, che ha impresso al percorso un ordine cronologico chiaro e un filo narrativo continuo, rendendo la visita un viaggio leggibile e affascinante attraverso i secoli. A lui si è affiancato Luigi Gallo, Direttore della Galleria Nazionale delle Marche, il cui intervento si è concentrato sulla riorganizzazione delle grandi pale d’altare di scuola veneta, creando un nuovo equilibrio espositivo culminato nella sala dedicata interamente a Tiziano, dove i suoi capolavori possono finalmente dialogare tra loro.
L’assessore alla Cultura del Comune, Marta Paraventi, ha ulteriormente arricchito il progetto, ampliando e valorizzando i percorsi storico-artistici. Il suo contributo ha rafforzato il racconto delle scuole pittoriche locali, sottolineando il legame indissolubile tra le opere e le vicende storiche di Ancona, e ha approfondito la sezione dedicata a Francesco Podesti, l’artista a cui il museo è intitolato e la cui donazione nel 1884 ne costituì il nucleo originario. “Questa Pinacoteca è un hub culturale e identitario,” ha affermato l’assessore Paraventi, “le opere che il visitatore incontra non sono solo capolavori: sono frammenti della storia cittadina”.
Un Allestimento Moderno e Inclusivo
L’architetto Carla Lucarelli ha firmato il progetto di allestimento, ridisegnando gli spazi di Palazzo Bosdari per renderli più luminosi, accessibili e funzionali. L’intervento ha previsto un nuovo sistema di illuminazione, con soluzioni efficienti e sostenibili per valorizzare le opere senza comprometterne la conservazione. Particolare attenzione è stata dedicata all’inclusività: il nuovo apparato didattico è bilingue e sono stati realizzati sistemi tattili in collaborazione con il prestigioso Museo Tattile Statale Omero, per garantire una fruizione completa e coinvolgente a tutti i visitatori.
I lavori finanziati dal PNRR, come sottolineato dall’Assessore ai Lavori Pubblici Stefano Tombolini, hanno riguardato aspetti meno visibili ma fondamentali: l’adeguamento impiantistico, meccanico, elettrico e di climatizzazione, oltre alla creazione di nuovi depositi attrezzati al terzo piano, capaci di ospitare in sicurezza oltre 600 opere. “Questi lavori non si vedono, ma sono ciò che rende possibile tutto il resto: sicurezza, manutenzione, cura e sostenibilità”, ha dichiarato Tombolini.
Capolavori in una Nuova Luce
Il nuovo percorso espositivo mette in risalto 133 opere, capolavori che segnano la storia dell’arte italiana. Tra questi, brillano di nuova luce:
- La Pala Gozzi e la Crocifissione di Tiziano Vecellio, vertici assoluti del Rinascimento veneziano.
- La Pala dell’Alabarda di Lorenzo Lotto, testimonianza del suo genio narrativo ed emotivo.
- La Madonna con Bambino di Carlo Crivelli, icona della collezione anconetana.
- L’Immacolata del Guercino, una delle più alte testimonianze del Seicento italiano, in cui la Vergine si staglia su un paesaggio che evoca il golfo di Ancona.
- Opere di maestri come Olivuccio Ciccarello, Sebastiano del Piombo, Andrea Lilli e Carlo Maratti, che arricchiscono il racconto delle scuole marchigiane e venete.
La sezione dedicata all’arte contemporanea è altrettanto significativa, con lavori di Luigi Bartolini, Corrado Cagli, Enzo Cucchi e Valeriano Trubbiani, molti dei quali legati allo storico Premio Marche, la cui recente ripresa si lega sinergicamente alla riapertura della Pinacoteca.
Un Pilastro per Ancona Capitale della Cultura
La riapertura assume un valore strategico nella candidatura di Ancona a Capitale Italiana della Cultura 2028. Come ha sottolineato il sindaco Daniele Silvetti in una lettera aperta ai cittadini, “la Pinacoteca non è un elemento accessorio, ma un pilastro del nostro progetto culturale: un luogo in cui l’arte diventa motore di sviluppo, di formazione, di attrattività turistica e di orgoglio cittadino”. Il museo si inserisce in un percorso culturale integrato che, dalla Mole Vanvitelliana, si snoda attraverso i luoghi simbolo della città, creando una rete virtuosa di arte e storia. A partire dal 2026, la Pinacoteca sarà inoltre in grado di ospitare mostre di grande formato, arricchendo ulteriormente l’offerta culturale.
Un Omaggio a Francesco Podesti
In un gesto simbolico che rinsalda il legame tra la città e il suo illustre artista, è stata restaurata anche la targa commemorativa in marmo posta sulla casa natale di Francesco Podesti, in Via Podesti 62. L’intervento ha reso nuovamente leggibile l’iscrizione, un tributo a colui che, con la sua generosa donazione, diede vita a questa straordinaria raccolta civica.
