Un filo rosso, o meglio, una piega sottile e tenace, unisce epoche e culture apparentemente distanti, tessendo una trama che dalla preistoria giunge fino alle passerelle contemporanee. È questa l’affascinante narrazione proposta dal progetto “Plissè Semper Plissè”, un’iniziativa culturale di ampio respiro che, a partire dal 15 dicembre, trasformerà la Cittadella dei Musei di Cagliari in un crocevia di dialoghi tra archeologia, arte, moda e costume. L’evento, ideato dal costumista e storico del costume Alessandro Lai, esplora la storia millenaria della pieghettatura, una tecnica che in Sardegna e nel Mediterraneo ha radici profonde, testimoniate da reperti che risalgono a ottomila anni fa.
Il progetto, frutto della collaborazione tra l’Assessorato regionale della Pubblica Istruzione e Beni Culturali, i Musei Nazionali di Cagliari e l’Istituto Superiore Regionale Etnografico (ISRE), si articola in un percorso espositivo che coinvolge il Museo Archeologico Nazionale, la Pinacoteca Nazionale e il Museo Etnografico Regionale. L’obiettivo è ambizioso: valorizzare le collezioni pubbliche sarde inserendole in un contesto internazionale e narrando la storia della cultura materiale attraverso il linguaggio universale ed estetico del plissè.
Un Viaggio nel Tempo: dalle Dee Madri all’Alta Moda
Il punto di partenza di questo viaggio a ritroso nel tempo è sorprendentemente antico. Come sottolineato dall’archeologa Maria Antonietta Mongiu, componente del cda dei Musei nazionali di Cagliari e co-curatrice del progetto, le prime tracce di questa elaborata lavorazione sartoriale si possono rintracciare già nel Medio Neolitico. Un esempio emblematico è l’Idolo di Decimoputzu, un reperto archeologico conservato al Museo Archeologico di Cagliari, che, nella sua figura stilizzata, mostra già onde e pieghe, suggerendo un’attenzione estetica che va oltre la mera funzionalità dell’abito.
Quest’onda creativa non si è mai arrestata, attraversando il periodo nuragico, l’età del Bronzo, la dominazione romana e le successive influenze culturali, dal mondo greco a quello bizantino, arabo e spagnolo. “Il tema del piegare fibre vegetali e animali compare nel Mediterraneo e in Sardegna precocemente”, spiegano i curatori, evidenziando come questa tecnica sia documentata in una cultura materiale assai elaborata che arriva fino ai giorni nostri. Ne sono una prova vivente i costumi tradizionali sardi: dalle trecento pieghe dell’abito di Gavoi alle addirittura seicento di quello di Fonni, capolavori di artigianato che custodiscono un sapere ancestrale.
Capolavori in Mostra: da Cappucci alla Callas di Pasolini
Il cuore del progetto “Plissè Semper Plissè” è la sezione espositiva, che si preannuncia di eccezionale valore grazie a prestiti provenienti da istituzioni di rilievo internazionale. Tra i pezzi più attesi spiccano:
- Creazioni uniche di Roberto Cappucci, maestro indiscusso dell’alta moda, prestate dalla Fondazione Cappucci. Le sue opere, vere e proprie sculture di tessuto, dialogheranno con i reperti antichi, creando un ponte tra passato e presente.
- Il costume originale disegnato da Piero Tosi per Maria Callas nel film Medea di Pier Paolo Pasolini (1969). Un pezzo iconico, proveniente dall’Archivio della Collezione Tirelli Trappetti, che omaggia il genio di Pasolini nel cinquantesimo anniversario della sua scomparsa e la maestria di Tosi, mentore dello stesso curatore Alessandro Lai.
- Importanti prestiti dall’Archivio Max Mara e dalla Modateca Deanna, che testimoniano l’evoluzione del plissè nella moda del Novecento.
- Manufatti rari dell’Arciconfraternita dei Genovesi, tra cui tre cotte del Settecento e un rocchetto della fine del Seicento, a dimostrazione della continuità di questa tecnica anche in ambito liturgico.
La Sardegna sarà inoltre rappresentata dal talento di tre designer di fama internazionale: Angelo Figus, Antonio Marras e Luciano Bonino, le cui creazioni si confronteranno con i materiali tessili delle preziose collezioni dell’ISRE.
Un Progetto Culturale a 360 Gradi
Ideato dal costumista cagliaritano Alessandro Lai, noto per le sue collaborazioni con registi come Ferzan Özpetek e per serie televisive di successo come “I Medici”, il progetto si avvale di un comitato scientifico di altissimo profilo. Oltre a Lai e Mongiu, la curatela è affidata a Francesco Muscolino (direttore dei Musei Nazionali di Cagliari), Anna Paola Mura (direttrice dell’ISRE) e Antonella Giglio (direttrice generale dell’Assessorato). “Il plissè ha avuto in Sardegna un terreno fertilissimo”, sottolinea Lai, “La complicazione di questo tipo di lavorazione non ha mai dissuaso nessuno a smettere con questa tipologia: tutto questo attribuisce al plissè un alone di fascino e di mistero”.
“Plissè Semper Plissè” non sarà solo una mostra. Nei prossimi mesi, infatti, è previsto un ricco programma di eventi collaterali che includerà convegni, attività didattiche e laboratoriali, e installazioni. Questi eventi coinvolgeranno studiosi di diversi settori, esponenti del mondo della moda e del design, e rappresentanti delle prestigiose fondazioni partner, con l’obiettivo di creare un’occasione di riflessione e approfondimento sulla straordinaria resilienza e capacità di innovazione di questa antica arte tessile.
