Un canto che si leva dalle strade, quelle vere, vissute, a volte subite, per trasformarsi in un messaggio universale di speranza e amore. È questa l’essenza di “LOVE STREET – Gente che la vita…non si butta via”, il nuovo progetto musicale e sociale scritto da Franco Mussida e realizzato dal CPM Music Institute per il Sociale, presentato oggi a Milano. Un brano che non è solo una canzone, ma un vero e proprio manifesto di solidarietà, un ponte sonoro che unisce mondi diversi attraverso il linguaggio universale della musica.
Il cuore pulsante di “LOVE STREET” è la sua natura corale. A intonare le parole “Ma lo sai che l’odio è nostalgia d’amore?” non sono artisti affermati, ma le voci autentiche di chi ogni giorno si confronta con la fragilità e la resilienza: volontari, operatori e ospiti di alcune delle più importanti realtà del terzo settore italiano. Hanno prestato la loro voce e la loro storia la Fondazione Progetto Arca, la Fondazione San Patrignano, la Comunità Kayros di Don Claudio Burgio, l’Associazione Amici della Nave (legata al carcere di San Vittore), il Coro Millecolori di Scampia e la società sportiva Vero Volley. Un mosaico di esperienze e vissuti che conferisce al brano una profondità e una verità disarmanti.
La genesi di un’idea: dalla Capoeira all’amore universale
Come nasce un’idea così potente? Lo ha spiegato lo stesso Franco Mussida, storico chitarrista della PFM e fondatore del CPM Music Institute. L’ispirazione, ha raccontato, è sorta in un contesto inaspettato: un evento dedicato alla Capoeira. “Cercavo un modo per raccontare la lotta interiore e assieme ad essa offrire una visione laica dell’Amore inteso come sacra corrente della vita”, ha affermato Mussida. L’equilibrio di questa danza-combattimento, che mescola violenza gestuale e rispetto per l’avversario, è diventato la metafora perfetta per descrivere il conflitto interiore e la possibilità di trasformare l’odio in una forza costruttiva.
Questa visione laica e universale dell’amore, inteso come “sacra corrente della vita”, è il pilastro del brano. Un amore che, come recita il testo, “non ha paese stato partito religione” e che si lega profondamente alla sacralità dell’essere umano e della Natura. L’obiettivo, in un’epoca segnata da conflitti e divisioni, è quello di “invitare ad alzare la testa, a sentirsi parte di una sola umanità per percepire il valore dello stare insieme”, provando a circumnavigare l’odio senza negarlo, ma riconoscendolo come “nostalgia d’amore”.
Un progetto musicale corale e di alta qualità
La realizzazione musicale di “LOVE STREET” riflette la sua anima collettiva e l’eccellenza del CPM Music Institute. Accanto alle voci delle comunità, il brano è arricchito dal talento dei cantanti e dei musicisti dell’istituto. La voce solista è quella di Pietro Bombardelli, accompagnato dalle armonie vocali dei Layers (voci a cappella) e dal coro degli allievi del Dipartimento di Canto.
La solida base strumentale è affidata a musicisti di grande esperienza: Pietro Messina al basso, Giacomo Gulino al pianoforte e un gruppo percussivo di grande impatto coordinato da Roberto Gualdi, con Luca Zambelli alla batteria e i percussionisti Beatrice Secco, Francesco Tolu, Ilaria Costagli e Manolo Ducoli. Un lavoro di produzione meticoloso, curato da Lorenzo Cazzaniga presso gli Alari Park Studios, che garantisce al brano una qualità sonora impeccabile.
Disponibilità e finalità benefiche
Il progetto “LOVE STREET” non si ferma alla sola produzione musicale. Da oggi è online su YouTube il video ufficiale, diretto dallo stesso Franco Mussida, con le riprese di Greg Production e il montaggio di Nicolò Clerici. Il brano sarà disponibile su tutte le principali piattaforme digitali a partire dal 4 dicembre e in rotazione radiofonica dal 5 dicembre, distribuito da La Gloria.
È importante sottolineare che i proventi editoriali del brano saranno interamente devoluti per sostenere iniziative musicali nei settori del disagio sociale, a testimonianza dell’impegno concreto del CPM per il Sociale, un settore che da anni porta la musica in contesti di fragilità come carceri e comunità di recupero.
Le voci dei partner
L’entusiasmo per il progetto è condiviso anche dai partner coinvolti. Alberto Sinigallia, presidente di Fondazione Progetto Arca, ha commentato: “Nutrirsi di musica significa nutrirsi di bellezza e la bellezza accende il cambiamento”. Parole che riassumono perfettamente lo spirito di “LOVE STREET”: un’opera che è più di una canzone, un atto di responsabilità civile e un potente strumento di trasformazione sociale.
