Roma – In una giornata dal forte valore simbolico come quella Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità, che si celebra ogni anno il 3 dicembre, la Capitale risponde con un’iniziativa concreta e di ampio respiro. Il Comitato di Roma del Centro Sportivo Italiano (CSI) ha dato il via alla campagna “Tutti in Campo”, un progetto che, dal 3 al 22 dicembre, animerà la città con 40 open day distribuiti in 14 diverse realtà sportive del territorio. L’obiettivo è chiaro e ambizioso: promuovere l’informazione, la partecipazione e l’attività sportiva come strumenti fondamentali per l’inclusione delle persone con disabilità.
Tre Obiettivi per una Svolta Culturale
L’iniziativa “Tutti in Campo”, sostenuta con convinzione dall’Assessorato alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale, si articola su tre pilastri strategici, pensati per generare un impatto duraturo sul tessuto sociale e sportivo della città. In primo luogo, la campagna mira a orientare le persone con disabilità e le loro famiglie, spesso disorientate di fronte alla ricerca di percorsi sportivi adeguati, verso le associazioni in grado di offrire programmi specifici e inclusivi. Il secondo traguardo è quello di valorizzare il prezioso lavoro già svolto dalle società affiliate al CSI Roma, che da tempo si impegnano per l’integrazione attraverso lo sport, dando loro la visibilità che meritano. Infine, il progetto intende stimolare nuove organizzazioni sportive a “mettersi in gioco”, aprendo le proprie porte e sviluppando una progettualità consapevole e strutturata sul tema della disabilità.
Gli open day rappresentano il cuore pulsante della campagna: giornate di sport aperte a tutti, durante le quali i partecipanti avranno la possibilità non solo di provare gratuitamente diverse discipline sportive adatte alle proprie esigenze, ma anche di raccogliere informazioni essenziali per poter proseguire un percorso sportivo continuativo, ben oltre la durata dell’evento.
Le Voci Istituzionali: Sport come Motore di Autonomia
Il lancio dell’iniziativa è stato accompagnato dalle dichiarazioni dei principali attori del mondo sportivo e paralimpico, che hanno sottolineato l’importanza strategica di progetti come “Tutti in Campo”. Daniele Pasquini, presidente del CSI Roma, ha evidenziato il ruolo cruciale dello sport come “motore decisivo di autonomia e partecipazione”. “A soli tre mesi dall’inizio dei XIV Giochi Paralimpici Invernali – ha dichiarato Pasquini – è evidente come lo sport continui a rappresentare un’opportunità fondamentale. L’esperienza paralimpica ha rafforzato una nuova consapevolezza: la pratica sportiva inclusiva non è un’attività marginale, ma una risorsa concreta per la crescita individuale e sociale”. Pasquini ha inoltre rimarcato la necessità per le società sportive di passare da iniziative episodiche a programmi strutturati, chiari e accessibili.
Gli fa eco Marco Giunio De Sanctis, presidente del Comitato Italiano Paralimpico (CIP), che ha ribadito con forza il diritto universale alla pratica sportiva. “Tutti hanno diritto allo sport e il nostro obiettivo è quello di aumentare il numero dei praticanti, che in Italia sono ancora pochi”, ha affermato De Sanctis. Il presidente del CIP ha anche toccato temi critici come l’accessibilità degli impianti e i costi, spesso proibitivi per le famiglie. “C’è un problema di accessibilità e anche di costi, ma stiamo lavorando per colmare il gap rispetto ai paesi del nord Europa, agli Stati Uniti e alla Spagna, perché lo sport è benessere e incide in maniera fondamentale nella vita di ognuno”.
Formazione: la Chiave per un’Inclusione di Qualità
L’impegno del CSI Roma non si esaurisce con gli open day. Consapevole che un’inclusione efficace passa necessariamente attraverso la competenza degli operatori, il Comitato ha annunciato l’avvio, all’inizio del 2026, di un corso per “Operatore sportivo per la disabilità”. Il percorso formativo, strutturato in 25 ore di lezioni in presenza, 4 ore di studio individuale e 16 ore di tirocinio pratico presso società qualificate, rilascerà una qualifica di primo livello riconosciuta nel Sistema Nazionale di Qualifiche degli Operatori Sportivi (SNAQ).
L’obiettivo del corso è fornire le conoscenze e le competenze metodologiche di base per permettere a educatori e tecnici sportivi di programmare, promuovere e gestire attività sportive adattate alle esigenze di persone con diverse tipologie di disabilità. Si tratta di un investimento strategico sulla professionalità, fondamentale per garantire non solo la partecipazione, ma anche la qualità e la sicurezza dell’esperienza sportiva offerta.
Un Contesto Nazionale tra Luci e Ombre
L’iniziativa del CSI Roma si inserisce in un contesto nazionale complesso. Se da un lato l’attenzione mediatica generata dai successi paralimpici ha acceso i riflettori sull’importanza dello sport inclusivo, dall’altro persistono significative criticità. Secondo recenti dati, in Italia sono ancora troppe le barriere, non solo architettoniche, che ostacolano l’accesso allo sport per le persone con disabilità. Un report dell’Osservatorio Valore Sport ha evidenziato come oltre il 20% degli impianti sportivi nazionali sia inaccessibile e una larga parte sia obsoleta. Anche i dati ISTAT sottolineano un divario significativo: solo una piccola percentuale delle persone con limitazioni funzionali gravi pratica sport con continuità. Progetti come “Tutti in Campo” sono quindi gocce preziose in un oceano di necessità, esempi virtuosi che indicano la direzione da seguire per costruire una società dove lo sport sia realmente un diritto per tutti e non un privilegio per pochi.
