TORINO – “Qui c’è un pubblico con il palato fine, l’altra sera rientravo negli spogliatoi e mi sono divertito a fare un po’ di casino con i calciatori: qui vincere non basta, si esce dispiaciuti di cosa?”. Con una metafora tanto efficace quanto diretta, Luciano Spalletti, tecnico della Juventus, ha introdotto i temi caldi della vigilia dell’ottavo di finale di Coppa Italia contro l’Udinese, in programma domani sera all’Allianz Stadium. Le sue parole, pronunciate nella consueta conferenza stampa pre-partita, non sono solo una risposta alle critiche velate ricevute dopo la vittoria in rimonta per 2-1 contro il Cagliari, ma rappresentano una vera e propria dichiarazione d’intenti e un’analisi lucida della piazza bianconera.

L’ESIGENZA DELLA BELLEZZA OLTRE LA VITTORIA

Il concetto è chiaro: alla Juventus, la vittoria è il presupposto, non il traguardo finale. La storia, il blasone e le aspettative di un tifo abituato a dominare in Italia e a competere ai massimi livelli in Europa, impongono un’estetica del gioco che vada di pari passo con il risultato. “C’è l’esigenza di giocare bene e di essere belli, oltre che vincenti, e noi proveremo ad esserlo”, ha continuato Spalletti, dimostrando di aver compreso appieno la filosofia del club. Un’ammissione che è anche una sfida, un impegno a lavorare per offrire uno spettacolo all’altezza del “palato fine” dei suoi tifosi. Questo non significa, però, perdere di vista l’obiettivo primario.

COPPA ITALIA: OBIETTIVO VINCERE, SENZA COMPROMESSI

Quando si parla di una competizione a eliminazione diretta come la Coppa Italia, non c’è spazio per i sofismi. Spalletti lo sa bene e mette subito in chiaro le priorità: “Vogliamo andare avanti nella competizione: faremo una formazione per vincere la gara, non per essere compresi sulle scelte che si fanno”. Un messaggio forte e diretto, che preannuncia un turnover ragionato ma non massiccio. “Bisogna aspettarsi un po’ di cambi, sono passate poche ore, abbiamo fatto fatica a livello mentale e fisico. Tutto il gruppo sta lavorando in maniera corretta, coerente, quindi è giusto dare spazi”, ha precisato il tecnico. L’Udinese, avversario ostico e reduce da un buon momento di forma, non verrà sottovalutata. “Qualche settimana fa abbiamo visto qui all’Allianz Stadium i nostri avversari di domani e hanno dimostrato di essere una squadra che non molla mai, fino all’ultimo”, ha ricordato Spalletti, sottolineando l’importanza del test per la crescita della squadra.

L’EMERGENZA INFORTUNI: VLAHOVIC OUT, SPAZIO AI NUOVI ATTACCANTI

La conferenza stampa è stata anche l’occasione per fare il punto sulla situazione infortunati, con un’attenzione particolare a Dusan Vlahovic. Le notizie non sono confortanti: “Per i tempi precisi, i medici li mettono a disposizione quindi è bene parlare con loro. Sono loro i riferimenti. Ripeto quanto detto: 2/3 mesi passano secondo me”, ha dichiarato Spalletti, confermando un lungo stop per l’attaccante serbo. Un’assenza pesante, che costringerà il tecnico a ridisegnare l’attacco e a dare maggiore responsabilità ai nuovi arrivati, Openda e David, che finora hanno alternato luci e ombre. Proprio David era stato oggetto di alcune critiche da parte del pubblico durante la gara con il Cagliari, episodio che aveva provocato una reazione stizzita dello stesso Spalletti a bordo campo.

L’allenatore, però, vede il bicchiere mezzo pieno: “Spero sfruttino l’occasione innanzitutto. Sono due calciatori differenti, quindi possono giocare insieme”, ha affermato, aprendo a nuove soluzioni tattiche.

YILDIZ, IL “CAMPIONE” CHE INCANTA SPALLETTI

Se l’infortunio di Vlahovic rappresenta una tegola, la crescita esponenziale di Kenan Yildiz è la nota più lieta di questo periodo. Autore della doppietta decisiva contro il Cagliari, il giovane talento turco ha ricevuto l’investitura ufficiale dal suo allenatore: “Ha la qualità del campione. Dal nulla ti crea vittoria. Il modulo lascia lui libero sotto punta per concludere. Nello stretto sa quando dare tocco in più. Questa doppia versione la può migliorare, ma è extra-top. La 10 della Juventus? È nata per lui”. Parole che suonano come una promozione definitiva per un giocatore destinato a diventare un pilastro della Juventus del futuro.

UN RICORDO PER PIETRANGELI

In apertura di conferenza, Spalletti ha voluto dedicare un pensiero a Nicola Pietrangeli, leggenda del tennis italiano recentemente scomparsa: “È stato un campione che ci ha insegnato a vincere con eleganza, passione e sacrificio, attraverso la sua qualità. Ci siamo ritrovati un livello top di tennis attuale. A me piaceva giocare a tennis e lo guardavo con occhi particolari, mi fa piacere ricordarlo”. Un omaggio sentito che testimonia la profonda cultura sportiva dell’allenatore bianconero.

Di nike

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