Un confine che non divide, ma unisce. Una frontiera che si fa metafora di incontro, dialogo e contaminazione culturale, attraversata dal soffio potente e universale della poesia. È questo lo spirito che anima “Una mappa poetica del confine/Pesniški zemljevid neke meje”, la nuova, preziosa pubblicazione bilingue ideata e prodotta dalla Fondazione Pordenonelegge, un vero e proprio “dono” per chiunque apprezzi la profondità della parola poetica. Un’opera che si inserisce a pieno titolo nel fervente clima culturale di GO! 2025, l’anno che vedrà Gorizia e Nova Gorica unite nel ruolo di Capitale Europea della Cultura.

L’antologia, curata con sensibilità e acume critico da Francesco Tomada e Gian Mario Villalta, direttore artistico di pordenonelegge, si propone come un viaggio di ricognizione in versi, un itinerario dell’anima che scavalca barriere linguistiche e geografiche. La presentazione ufficiale dell’opera si è tenuta a Gorizia, cuore pulsante di questo territorio di frontiera, negli storici spazi del Trgovski dom, alla presenza dei curatori e di alcuni dei poeti protagonisti: Ivan Crico, Antonella Bukovaz e Miljana Cunta. Un evento che ha sancito l’avvio di un percorso destinato a lasciare un’impronta significativa nel panorama culturale transfrontaliero.

Otto Voci per un Territorio Senza Confini

Il cuore pulsante della “Mappa poetica” è rappresentato dalle opere di otto autori e autrici di confine, voci poetiche significative e qualificate, capaci di tradurre in versi i paesaggi, le storie e le anime dei territori che hanno vissuto e abitato. Ogni poeta diventa così un cartografo di emozioni, disegnando con le proprie parole un frammento di questa complessa e affascinante area geografica. L’itinerario poetico si snoda attraverso luoghi e sensibilità diverse, offrendo al lettore una visione polifonica e sfaccettata del confine.

  • Mario Benedetti: i suoi versi danno voce a una vasta area che spazia da Nimis a Cividale, da Taipana a Bovec, fino alle vette del Triglav.
  • Tina Volarič: con lei si sorvola idealmente l’Alto Isonzo, esplorando Tolmino e Santa Lucia d’Isonzo.
  • Miljana Cunta: nativa di San Pietro di Gorizia, ci guida tra la sua città, Nova Gorica, la suggestiva grotta Vilenica e Lipica.
  • Antonella Bukovaz: il suo sguardo poetico abbraccia Topolò, la Benecia, il Matajur e i Prati di Tribil, luoghi dove l’italiano e lo sloveno si intrecciano naturalmente.
  • Francesco Tomada: il curatore stesso si fa poeta per esplorare il territorio che unisce Corno di Rosazzo, la Piana del Preval, Gorizia, Nova Gorica e Vertoiba.
  • Jurij Paljk: un viaggio che tocca la Valle del Vipacco, il Carso, Trieste e Terzo di Aquileia, attraverso una poesia che è emblema del multilinguismo di frontiera.
  • Maja Vidmar: il suo itinerario si muove tra Nova Gorica, Salcano, San Daniele del Carso e Canal.
  • Ivan Crico: con i suoi versi ci si addentra nella Bisiacaria, da Fogliano a Sagrado, passando per Doberdò del Lago e Ronchi dei Legionari.

Un Progetto Culturale nel Cuore di GO! 2025

Questa pubblicazione non è un’iniziativa isolata, ma si colloca strategicamente all’interno delle manifestazioni per GO! 2025, un evento che celebra il superamento dei confini e la costruzione di un’identità culturale europea condivisa. Sostenuto con convinzione dalla Regione Friuli Venezia Giulia, il progetto di Pordenonelegge incarna perfettamente lo spirito della Capitale Europea della Cultura transfrontaliera: valorizzare la ricchezza linguistica e culturale di un territorio che per troppo tempo è stato simbolo di divisione e che oggi si propone come laboratorio di convivenza e dialogo. Come ha sottolineato Gian Mario Villalta in altre occasioni, i poeti di confine trasformano la frontiera in “una metafora di ciò che unisce e rende attraversabili le terre e le culture, in poetica opposizione con i confini che dividono”.

La forza del progetto risiede anche nella sua accessibilità. In un gesto di generosa divulgazione culturale, la Fondazione Pordenonelegge ha reso la “Mappa poetica del confine” liberamente scaricabile dal proprio sito web, pordenonelegge.it. Questa scelta permette a chiunque, ovunque si trovi, di intraprendere questo affascinante viaggio in versi, di scoprire nuove voci e di riflettere sul significato profondo del concetto di confine nel mondo contemporaneo.

La Poesia come Ponte tra Culture

L’opera curata da Tomada e Villalta è un’ulteriore testimonianza del ruolo fondamentale che la poesia può giocare nel nostro tempo. In un’epoca segnata da nuove divisioni e incertezze, la parola poetica si erge a strumento di comprensione, di empatia e di costruzione di ponti. Attraverso il “testo a fronte”, pratica essenziale in un contesto bilingue come questo, la traduzione diventa un atto di avvicinamento, un invito a mettersi nei panni dell’altro, a comprendere la sua lingua e, con essa, il suo mondo.

“Una mappa poetica del confine” non è solo una raccolta di poesie; è un atto politico e culturale di grande rilevanza. È un invito a guardare ai confini non come a linee invalicabili, ma come a spazi fecondi di scambio e di crescita reciproca. Un’eredità preziosa che Pordenonelegge consegna al futuro, nel solco di un impegno costante per una cultura senza barriere, proprio come quella che GO! 2025 si prefigge di costruire.

Di euterpe

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