Un velo si solleva su secoli di storia celata. Nel cuore pulsante della Città Eterna, il Pantheon, capolavoro di ingegneria e simbolo universale di Roma, svela una parte di sé finora sconosciuta. Dal 26 novembre, un nuovo e permanente percorso espositivo e immersivo, intitolato “Oltre il Pantheon“, invita visitatori e cittadini a un viaggio senza precedenti attraverso ambienti mai aperti al pubblico, quelli della Basilica di Nettuno e del Campo Marzio. Un’esperienza che, come un sapiente contrappunto musicale, intreccia il rigore della ricerca archeologica con le più sofisticate tecnologie digitali per narrare la complessa e stratificata biografia di questo straordinario complesso monumentale.
Curato da Luca Mercuri, Direttore ad interim del Pantheon e di Castel Sant’Angelo, il progetto nasce dalla volontà di ampliare lo sguardo oltre l’iconica e maestosa Rotonda. “Restituire al pubblico questi ambienti significa ampliare lo sguardo su questo complesso monumentale dalle molte anime”, ha commentato Mercuri, sottolineando come l’identità del Pantheon non si esaurisca nella sua pur celeberrima cupola. Questi spazi, un tempo adibiti a deposito di reperti, frammenti architettonici e opere d’arte rimosse nel corso dei secoli, diventano oggi i protagonisti di un racconto che fonde passato e presente, reale e virtuale.
Un Dialogo tra Storia e Alta Tecnologia
Il percorso “Oltre il Pantheon” si configura come un’esperienza profondamente immersiva, dove la tecnologia si fa strumento di conoscenza. Appena varcata la soglia, a sinistra dell’altare maggiore, i visitatori sono accolti da un suggestivo videomapping proiettato sulla parete che separa questi nuovi ambienti dalla Rotonda. Questa “scomposizione” visiva del muro agisce come un prologo narrativo, svelando con rigore scientifico gli straordinari effetti di luce che l’oculus, l’occhio del cielo, crea in specifici momenti astronomici e rituali dell’anno, come il Natale di Roma il 21 aprile. Si percepisce così la concezione originaria del Pantheon, non solo come tempio, ma come una sorta di grande orologio cosmico.
Proseguendo, le sale dedicate al Pantheon di età romana ospitano un dettagliato plastico che, in dialogo con un tavolo multimediale interattivo, permette di esplorare attivamente le diverse fasi costruttive e le trasformazioni del monumento attraverso i secoli. Alle pareti, una selezione di laterizi antichi con i loro bolli svela dettagli preziosi sulla cronologia della fabbrica adrianea e sulle maestranze che vi lavorarono.
La Basilica di Nettuno: una Riscoperta Virtuale
Il cuore del nuovo allestimento è senza dubbio la sala dedicata alla Basilica di Nettuno. Questo edificio, voluto da Marco Vipsanio Agrippa, amico e genero di Augusto, per celebrare la vittoria navale di Azio, era un tassello fondamentale del paesaggio monumentale del Campo Marzio, ma oggi quasi del tutto scomparso nel tessuto urbano. Grazie a un meticoloso lavoro di ricerca, il percorso espositivo ne restituisce la magnificenza. Da un lato, una ricomposizione parziale dell’alzato, che integra elementi originali e calchi storici, ne fa comprendere l’articolazione architettonica. Dall’altro, un video 3D, basato sugli studi più recenti, riporta in vita lo splendore delle sue decorazioni, dei marmi policromi e delle finiture, offrendo per la prima volta una visualizzazione realistica e scientificamente fondata dell’aspetto originario della Basilica.
Il viaggio continua esplorando il più ampio contesto del Campo Marzio. Una proiezione, attivata direttamente dal visitatore, illustra l’evoluzione topografica dell’area, in un dialogo ideale con una selezione di reperti rinvenuti durante gli scavi ed esposti lungo le pareti. Un prezioso video, realizzato con materiali dell’archivio Luce Cinecittà, trasporta il pubblico negli anni Trenta, documentando i grandi restauri che interessarono il monumento in quel periodo.
Le Stratificazioni del Pantheon Cristiano
L’itinerario non trascura la lunga e complessa fase del Pantheon come basilica cristiana, dedicata a Santa Maria ad Martyres. Una sezione apposita racconta le sue trasformazioni attraverso opere e frammenti che testimoniano secoli di adattamenti liturgici e devozionali. Affreschi staccati, come uno di scuola trecentesca recentemente restaurato, e apparati decorativi permettono di visualizzare un Pantheon oggi invisibile, costantemente rinnovato secondo il gusto e le esigenze dei tempi.
Particolarmente suggestive sono le ricomposizioni del ciborio altomedievale, con le sue raffinate decorazioni a pavoni e motivi vegetali, simboli paleocristiani di vita eterna, e dell’edicola seicentesca che fino al 1960 custodiva la venerata icona della Madonna del Pantheon. Vengono esposti anche busti e memorie funebri che un tempo affollavano la Rotonda, testimonianza della sua funzione di mausoleo per i re d’Italia e per gli uomini illustri.
Un Progetto di Valorizzazione e Accessibilità
L’apertura di “Oltre il Pantheon” rappresenta un importante intervento di riqualificazione e valorizzazione, reso possibile grazie alla collaborazione di un comitato scientifico di alto profilo che include Massimo Osanna, Enrico Parlato, Susanna Pasquali e Stefano Tortorella. Il progetto di allestimento è firmato da Fernando Giannella. L’iniziativa non solo amplia l’offerta culturale del monumento, ma si pone anche come un modello di accessibilità, con percorsi dedicati e un ascensore per visitatori con disabilità motorie. Le visite si svolgono ogni giorno, ad eccezione della prima domenica del mese, e le prenotazioni sono disponibili tramite l’app “Musei Italiani” o il portale ufficiale.
Con questo nuovo percorso, il Pantheon si conferma non solo come una testimonianza eccezionale del genio architettonico romano, ma come un palinsesto vivente, un luogo in cui ogni pietra racconta una storia. “Oltre il Pantheon” è un invito a leggere queste storie, a immergersi nelle profondità del tempo e a riscoprire, con occhi nuovi, uno dei monumenti più amati e studiati al mondo, che dimostra di avere ancora molti segreti da rivelare.
