Olimpia, Grecia – In una cerimonia solenne e carica di storia, svoltasi tra le antiche rovine del tempio di Era, la fiamma olimpica per i Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026 è stata ufficialmente accesa. A ricevere il sacro fuoco per l’Italia, in un passaggio di consegne denso di significato, è stata una delle più grandi atlete della storia sportiva nazionale: Stefania Belmondo. La campionessa cuneese dello sci di fondo, icona di tenacia e trionfi, ha così inaugurato il lungo viaggio della torcia che la porterà ad ardere nel braciere olimpico il 6 febbraio 2026.

La cerimonia, a causa delle previsioni meteo incerte, si è svolta in parte all’interno del Museo Archeologico di Olimpia, ma non ha perso nulla della sua suggestione. La Grande Sacerdotessa, interpretata dall’attrice greca Mary Mina, ha acceso la fiamma secondo il rito tradizionale, utilizzando i raggi del sole concentrati da uno specchio parabolico. Il primo a ricevere la torcia è stato il canottiere greco Petros Gaidatzis, medaglia di bronzo a Parigi 2024, che ha poi passato il testimone a Stefania Belmondo, di fatto la prima tedofora azzurra di questa edizione dei Giochi.

Un omaggio a De Coubertin nel cuore dell’Olimpismo

Subito dopo aver ricevuto la fiaccola, Stefania Belmondo, affiancata da Gaidatzis, ha compiuto un gesto di grande valore simbolico. Insieme hanno raggiunto la stele di marmo che custodisce, in un’urna di bronzo, il cuore del barone Pierre de Coubertin, il visionario francese che nel 1894 fondò il Comitato Olimpico Internazionale e diede nuova vita ai Giochi Olimpici. Questo omaggio sottolinea il legame indissolubile tra l’antica tradizione greca e lo spirito moderno delle Olimpiadi, un’eredità che de Coubertin ha saputo interpretare e proiettare nel futuro.

Stefania Belmondo: una carriera leggendaria a servizio dei valori olimpici

La scelta di Stefania Belmondo come prima tedofora italiana non è casuale, ma rappresenta un tributo a una carriera straordinaria e a un’atleta che incarna i più alti valori dello sport. Nata a Vinadio, in provincia di Cuneo, la Belmondo è una delle sportive italiane più titolate di sempre, con un palmarès che include ben dieci medaglie olimpiche, conquistate in cinque diverse edizioni dei Giochi Invernali. Spiccano i due ori vinti a dieci anni di distanza l’uno dall’altro: il primo nella 30 km di Albertville 1992 e il secondo, indimenticabile, nella 15 km di Salt Lake City 2002, al termine di una rimonta epica.

La sua figura è inoltre legata a un altro momento iconico della storia olimpica italiana: fu lei, infatti, l’ultima tedofora ad accendere il braciere nello Stadio Olimpico di Torino 2006, regalando un’emozione indelebile a tutto il paese. La sua presenza a Olimpia, vent’anni dopo, crea un ponte ideale tra gli ultimi Giochi invernali ospitati dall’Italia e la nuova avventura di Milano-Cortina 2026. Insieme a lei, a rappresentare l’eccellenza degli sport invernali italiani, anche un’altra leggenda, lo slittinista Armin Zöggeler, terzo tedoforo della cerimonia.

Il viaggio della Fiamma: un percorso di 10.001 tedofori

Dopo la cerimonia di accensione, la fiaccola olimpica ha iniziato la sua staffetta in terra greca, un percorso di nove giorni che attraverserà il paese per oltre 2.000 chilometri. Successivamente, il 4 dicembre, il sacro fuoco giungerà a Roma, dove sarà ricevuto al Quirinale dal Presidente della Repubblica. Da lì, il 6 dicembre, prenderà il via il tour italiano, un lungo viaggio che toccherà tutte le regioni e vedrà la partecipazione di 10.001 tedofori, tra atleti, personalità e cittadini comuni, uniti dal messaggio di pace e fratellanza dei Giochi. La fiamma arriverà in Piemonte il 10 gennaio 2026, con una tappa speciale proprio a Cuneo, la provincia di Stefania Belmondo, prima di proseguire verso le altre località e raggiungere infine Milano per la cerimonia di apertura.

Di nike

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