Come uno scrigno che finalmente rivela i suoi gioielli più nascosti, il Museo Archeologico Nazionale (MAN) delle Marche, ad Ancona, si prepara a un evento di portata storica. Il 16 dicembre alle ore 12, con l’inaugurazione del progetto “Il patrimonio invisibile-Depositi Aperti”, le porte delle riserve museali si spalancheranno per la prima volta al pubblico, offrendo uno sguardo inedito su una ricchezza culturale fino ad oggi celata. Un’iniziativa resa possibile grazie a un investimento di 800mila euro proveniente dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), che segna una svolta per la fruizione del patrimonio archeologico regionale.
I depositi di un museo sono il suo cuore pulsante, un “dietro le quinte” dove la storia attende di essere raccontata. Nel caso del MAN Marche, questo cuore è immenso: si parla di circa il 90% delle intere collezioni, un tesoro composto da oltre 180mila reperti raccolti in più di 160 anni di attività. Un universo di oggetti che narrano le vicende delle antiche civiltà che hanno popolato il territorio marchigiano, dai Piceni ai Romani, testimoni silenti di rotte commerciali, riti quotidiani e trasformazioni sociali.
Un viaggio tra mosaici, anfore e memorie di guerra
Il nuovo percorso di visita, allestito in spazi mai prima d’ora accessibili al pubblico e situati al di sotto della suggestiva terrazza vanvitelliana, promette un’immersione totale nella storia. I visitatori potranno ammirare da vicino una vasta selezione di mosaici provenienti da tutta la regione, testimonianza della raffinatezza artistica raggiunta in epoca romana. Accanto a essi, un ricco lapidario epigrafico darà voce alle pietre, raccontando storie di vita pubblica e privata attraverso le iscrizioni. Una moltitudine di anfore, recuperate dai fondali marini e dai siti archeologici, evocherà le antiche rotte commerciali che solcavano l’Adriatico, facendo di Ancona un crocevia di culture e merci.
Ma “Il patrimonio invisibile” non è solo un viaggio nell’antichità. È anche un percorso nella memoria più recente della città e del museo stesso. La storia del MAN Marche è segnata da una ferita profonda: la distruzione della sua storica sede presso l’ex-convento di San Francesco alle Scale, a causa dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Oggi, in una sala appositamente dedicata al “deposito macerie”, si conservano alcune delle teche originali sopravvissute a quel tragico evento, un monito tangibile della fragilità del patrimonio culturale e della necessità della sua tutela.
Rinasce un vicolo caro a Luchino Visconti
L’operazione di restauro e valorizzazione ha interessato anche un luogo dal fascino cinematografico: l’ex-via dell’Arsenale. Questo lacerto del tessuto urbano dell’Ancona pre-bellica, una delle caratteristiche stradine che collegavano il colle Guasco al porto antico, fu scelto da Luchino Visconti come set per alcune scene del suo capolavoro “Ossessione”, film del 1943 considerato il precursore del Neorealismo. Le riprese, effettuate in piena guerra, immortalarono scorci di una città che di lì a poco sarebbero stati cancellati dalle bombe. Oggi, questo vicolo, incluso nella struttura del MAN Marche, torna a essere visitabile, offrendo non solo una testimonianza storica ma anche un’emozione per gli amanti della settima arte, un ponte ideale tra l’archeologia e la storia del cinema italiano.
Un museo proiettato nel futuro
Il progetto “Depositi Aperti” non si limita a rendere visibile ciò che era nascosto, ma ambisce a trasformare i depositi in “spazi vitali, accessibili e accoglienti”, come sottolineato dal direttore dei Musei Nazionali delle Marche, Luigi Gallo. L’intervento, infatti, ha permesso di allestire anche una nuova sala studio per ricercatori e accademici e un moderno laboratorio di restauro, confermando la vocazione del museo come centro di ricerca e conservazione. L’accessibilità è stata una priorità, con la rimozione delle barriere architettoniche per garantire una fruizione completa a tutti i visitatori.
L’inaugurazione del 16 dicembre, con ingresso gratuito per l’intera giornata e un’apertura straordinaria fino alle 23, rappresenta un invito a tutta la cittadinanza e ai visitatori a riappropriarsi di una parte fondamentale della propria storia. Un’occasione per scoprire che il vero patrimonio di un museo non risiede solo nelle opere esposte nelle sale principali, ma anche e soprattutto in quella sterminata “biblioteca di oggetti” che ne costituisce l’anima più profonda e autentica. Con questa iniziativa, il MAN Marche non si limita a mostrare il suo patrimonio invisibile, ma lo rende finalmente parte integrante e vibrante della sua offerta culturale, un tesoro restituito alla collettività.
