Un filo invisibile, tessuto di storia, arte e ambizione, unisce oggi due mondi apparentemente distanti: le sabbie dorate di Al-‘Ula, nel cuore dell’Arabia Saudita, e le antiche vestigia di Pompei, cristallizzate nel tempo alle pendici del Vesuvio. Due siti, entrambi iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, hanno avviato una collaborazione strategica destinata a plasmare il futuro del turismo culturale e della conservazione archeologica. L’iniziativa, nata nell’ambito del Quadro di Cooperazione Culturale tra Arabia Saudita e Italia, ha visto una delegazione di alto livello del Parco Archeologico di Pompei, guidata dal Direttore Generale Gabriel Zuchtriegel, essere ospitata dalla Royal Commission for AlUla (RCU).
Un Dialogo tra Due Mondi: Oltre la Scienza Archeologica
L’incontro tra i due giganti dell’archeologia mondiale non è stato un mero scambio di convenevoli, ma un’immersione profonda nelle sfide e nelle opportunità che la gestione di un patrimonio così immenso comporta. Esperti da entrambe le parti hanno partecipato a giorni intensi di incontri, workshop e visite sul campo, concentrandosi su tematiche cruciali come i metodi di conservazione più innovativi, la gestione sostenibile dei flussi turistici e le immense potenzialità della narrazione digitale per rendere la storia viva e accessibile. Come ha sottolineato Gabriel Zuchtriegel, questa sinergia va oltre la collaborazione scientifica: «Pompei e Al-‘Ula condividono la convinzione che il patrimonio archeologico possa essere un ponte tra culture. Siamo uniti dalla missione di proteggere la storia e invitare i visitatori a interagire con essa in modo responsabile, sostenibile e con meraviglia».
Da un lato, Pompei, la città “congelata nel tempo” dall’eruzione del 79 d.C., offre un’istantanea unica e struggente della vita quotidiana romana. Dall’altro, Al-‘Ula, con le sue maestose tombe nabatee scavate nella roccia di Hegra e testimonianze di insediamenti umani che risalgono a oltre 200.000 anni fa, racconta una storia di resilienza, continuità e stratificazione culturale. Questa complementarità è la vera forza della partnership: l’archeologia urbana di Pompei si confronta e si arricchisce con l’archeologia del paesaggio di Al-‘Ula, generando nuove prospettive e metodologie di studio e valorizzazione.
L’Evoluzione dell’Esperienza del Visitatore
Al centro di questa collaborazione vi è una visione condivisa del viaggiatore moderno. Non più un semplice spettatore passivo, ma un protagonista attivo desideroso di connettersi emotivamente e intellettualmente con i luoghi che visita. Phillip Jones, Chief Tourism Officer di RCU, ha espresso chiaramente questo concetto: «Oggi i viaggiatori non vogliono solo osservare la storia, vogliono sentirsi parte di essa. Attraverso collaborazioni come questa, ci assicuriamo che quando le persone camminano a Hegra o Pompei, si connettano con le storie, l’artigianato e le culture di questi luoghi che hanno plasmato il nostro mondo».
L’obiettivo è quindi quello di creare esperienze immersive e significative, che vadano oltre la semplice contemplazione delle rovine. Si punta a narrazioni più coinvolgenti, che sfruttino le tecnologie digitali per riportare in vita il passato, e a un turismo che sia sostenibile non solo dal punto di vista ambientale, ma anche culturale e sociale, preservando l’autenticità dei luoghi per le generazioni future.
I Gioielli di Al-‘Ula: Un Museo a Cielo Aperto
Per comprendere appieno la portata di questa collaborazione, è essenziale esplorare la ricchezza di Al-‘Ula. Questo vasto territorio nel nord-ovest dell’Arabia Saudita è un vero e proprio museo a cielo aperto. I suoi siti più emblematici includono:
- Hegra: Primo sito saudita a essere iscritto nel Patrimonio Mondiale UNESCO, famoso per le sue oltre 111 tombe monumentali nabatee, con facciate finemente scolpite nell’arenaria, risalenti a più di 2000 anni fa.
- Dadan: L’antica capitale dei regni Dadanita e Lihyanita, che fiorì grazie al commercio dell’incenso.
- Jabal Ikmah: Una “biblioteca a cielo aperto” con migliaia di iscrizioni in diverse lingue antiche, che testimoniano il passaggio di popoli e culture.
- La Città Vecchia di Al-‘Ula: Un labirinto di vicoli e case in mattoni di fango, abitata fino a tempi relativamente recenti, che offre uno spaccato della vita tradizionale.
Un Futuro di Scambi e Progetti Condivisi
La partnership tra Al-‘Ula e Pompei, siglata anche alla presenza del Presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni durante una visita ufficiale, non si esaurisce in questo primo incontro. Essa si inserisce in un più ampio accordo di cooperazione culturale che prevede lo scambio di esperti, l’organizzazione di mostre congiunte, programmi formativi e lo sviluppo di tecnologie innovative. Un esempio concreto è il rafforzamento del ruolo del Museum of Incense Road ad Al-‘Ula, per il quale Pompei fornirà il suo prezioso know-how. Questa alleanza promette di generare un arricchimento reciproco, dimostrando come la cultura possa essere un potente strumento di dialogo e comprensione tra i popoli, costruendo un ponte ideale tra il cuore del Mediterraneo e le antiche rotte carovaniere della penisola arabica.
