Venezia saluta un’altra delle sue stagioni più fervide. Il 23 novembre si sono spente le luci sulla 19. Mostra Internazionale di Architettura, un’edizione che resterà impressa nella memoria collettiva non solo per la profondità delle sue riflessioni, ma anche per i numeri straordinari che ne hanno decretato il trionfo. Con 298.000 biglietti venduti, a cui si sommano le 17.584 presenze dei giorni di pre-apertura, la Biennale curata dall’architetto e ingegnere Carlo Ratti, dal titolo evocativo “Intelligens. Naturale. Artificiale. Collettiva.”, segna un incremento del 5% rispetto al 2023, consacrandosi come l’edizione più vista nella storia della manifestazione.

Un successo che, come un’onda lunga, ha percorso i canali della Serenissima, riempiendo gli spazi iconici dei Giardini e delle Corderie dell’Arsenale di un pubblico eterogeneo e partecipe. Un popolo di visitatori diviso equamente tra Italia ed estero (50% e 50%), a testimonianza del respiro globale di un evento che sa parlare linguaggi universali. Ma il dato che più di ogni altro disegna il profilo del futuro è la massiccia partecipazione dei giovani: oltre 84.000 studenti e under 26, pari al 28% del totale, hanno attraversato le installazioni, assorbito idee e visioni, diventando essi stessi parte di quell’intelligenza collettiva che la mostra ha voluto celebrare.

Il Trionfo di ‘Intelligens’: un’Architettura per il Futuro

Il tema scelto da Carlo Ratti si è rivelato una chiave di lettura potente e necessaria per interpretare le complessità del nostro tempo. “Intelligens” non è stata solo una mostra, ma un manifesto, un invito a mobilitare ogni forma di intelligenza – quella organica della natura, quella crescente dell’artificiale e quella, fondamentale, della collaborazione umana – per affrontare la sfida epocale della crisi climatica. Come ha sottolineato lo stesso Ratti, l’obiettivo era chiaro: “fermare il consumo di suolo e adattare il patrimonio costruito alle nuove condizioni ambientali, correggendo gli errori del recente passato”. Un’architettura, dunque, che smette di essere autocelebrativa per diventare strumento di resilienza, cura e innovazione. Un luogo dove, superando la semplice esposizione di opere, si genera nuova conoscenza condivisa.

Le Voci della Biennale: Buttafuoco e Ratti

Nelle parole del Presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco, risuona la soddisfazione per un evento che ha saputo essere “un momento di conoscenza e di crescita partecipata”. Buttafuoco ha elogiato la capacità della mostra di fornire “strumenti preziosi alla lettura dei nostri tempi complessi”, consegnando idealmente questa edizione al “Futuro, il tempo di tutti noi, Gens dotati di Intelligenza”. Un successo ancora più smagliante se si considera la temporanea chiusura del Padiglione Centrale ai Giardini per restauro, un’assenza che non ha scalfito l’entusiasmo del pubblico e che promette di restituire uno spazio rinnovato per la Biennale Arte 2026.

Il curatore Ratti ha ribadito la missione quasi etica di questa edizione: se i principi di sostenibilità e adattamento troveranno eco nella pratica professionale degli architetti nei prossimi anni, allora si potrà considerare questa Biennale “davvero riuscita”. Un’eredità che va oltre i numeri e si proietta nel tessuto delle nostre città future.

I Riconoscimenti: Omaggio a Donna Haraway e Italo Rota

Il cuore pulsante di “Intelligens” ha trovato espressione anche nei prestigiosi premi assegnati. Su proposta del curatore, il Leone d’Oro alla Carriera è stato attribuito alla filosofa statunitense Donna Haraway, figura di spicco del pensiero contemporaneo, le cui teorie sul post-umanesimo e sul rapporto tra esseri viventi e tecnologia dialogano perfettamente con le tematiche della mostra. Un riconoscimento che celebra un’intelligenza capace di scardinare le barriere tra le discipline per immaginare nuove forme di coesistenza.

Un commosso omaggio è stato poi tributato a Italo Rota, l’architetto, designer e innovatore visionario scomparso lo scorso 6 aprile. A lui è stato conferito il Leone d’Oro Speciale alla Memoria, un tributo a una mente geniale che ha costantemente esplorato le frontiere tra naturale e artificiale, lasciando un’impronta indelebile nel panorama del progetto contemporaneo.

Oltre l’Esposizione: Inclusività e Progetti Speciali

La Biennale Architettura 2025 ha dimostrato che la cultura è truly grande quando è accessibile e inclusiva. Lo testimoniano i 996 partecipanti (per un totale di 71 gruppi) al Progetto Categorie Fragili per la Biennale Accessibile, un’iniziativa che abbatte le barriere fisiche e cognitive. E lo conferma il progetto pluriennale, realizzato in collaborazione con gli istituti penitenziari di Venezia, Padova e Treviso e l’associazione Seconda Chance, che ha visto tre detenuti coinvolti in attività lavorative all’interno della mostra. Un segno tangibile di come la cultura possa diventare strumento di riscatto e reintegrazione sociale, un ponte verso una seconda opportunità.

Con i suoi 758 architetti invitati, 303 progetti partecipanti e 2 progetti speciali, “Intelligens” chiude i battenti lasciando una scia luminosa. Non è stata solo una mostra da visitare, ma un ecosistema di idee da abitare, un laboratorio a cielo aperto dove si è provato a immaginare, tutti insieme, un futuro più intelligente e, per questo, più umano.

Di euterpe

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