Un’avventura lampo: Juric saluta Bergamo

L’esperienza di Ivan Juric sulla panchina dell’Atalanta si è conclusa dopo soli 157 giorni, un periodo iniziato con grandi aspettative il 6 giugno scorso. Il tecnico croato non è riuscito a dare la svolta desiderata alla squadra, schiacciato dai risultati altalenanti e dal confronto con la gestione vincente di Gian Piero Gasperini, durata ben nove anni e costellata di successi: cinque qualificazioni alla Champions League, tre finali di Coppa Italia e la storica vittoria dell’Europa League.

Risultati deludenti e un’eredità pesante

La decisione di esonerare Juric è stata accelerata dalle recenti sconfitte in campionato contro Sassuolo e Udinese. Non sono bastate la parentesi positiva in Champions League, con la vittoria contro il Bruges che mantiene vive le speranze di qualificazione ai sedicesimi, e il buon percorso in Europa League. I 13 punti raccolti nelle prime 11 giornate rappresentano il peggior inizio di campionato per l’Atalanta dal 2014, quando la squadra aveva totalizzato solo 10 punti.

Involuzione nel gioco e difficoltà offensive

Nonostante l’adozione del modulo 3-4-2-1 o 3-4-1-2, teoricamente lo stesso utilizzato da Gasperini, l’Atalanta ha subito un’involuzione in termini di velocità, intensità, verticalizzazioni ed efficacia offensiva. I soli 13 gol realizzati in campionato sono considerati un bottino insufficiente per una squadra con il potenziale offensivo dei nerazzurri, seppur priva quest’anno di un bomber come Mateo Retegui. Di questi gol, sette sono arrivati nelle uniche due vittorie contro Lecce e Torino.

Il caso Lookman e gli infortuni pesanti

La gestione del caso Lookman, reintegrato in squadra ma protagonista di una lite al Velodrome dopo una sostituzione, ha complicato ulteriormente i piani di Juric. Anche gli acquisti di Kamaldeen Sulemana e Nikola Krstovic, efficaci solo nelle trasferte contro le due squadre torinesi, non hanno dato i risultati sperati. A pesare sulla stagione di Juric sono stati anche gli infortuni di giocatori chiave come Ederson e Scamacca.

Palladino in pole per la successione

Dopo un confronto in sede con i Percassi e il direttore sportivo Toni D’Amico, l’esperienza di Juric all’Atalanta è giunta al termine. Il nome più caldo per la successione è quello di Raffaele Palladino, già tra i candidati alla panchina nerazzurra la scorsa primavera. L’inizio della sua avventura è previsto entro mercoledì, alla ripresa degli allenamenti. Palladino, allenato da Gasperini ai tempi del Genoa, rappresenta una figura più fresca e innovativa, grazie anche ai suoi 41 anni. Dopo le dimissioni dalla Fiorentina, nonostante un contratto già firmato, Palladino ha iniziato la sua carriera da allenatore con il Monza. Lo scorso maggio era già stato accostato all’Atalanta insieme a Tudor, Vieira, Thiago Motta e Juric.

Un cambio di rotta necessario?

L’esonero di Juric, seppur prematuro, sembra una decisione dettata dalla necessità di dare una scossa a una squadra che non è riuscita a esprimere il suo potenziale. Palladino, con la sua freschezza e le sue idee innovative, potrebbe essere l’uomo giusto per rilanciare l’Atalanta e riportarla ai vertici del calcio italiano ed europeo. Resta da vedere se il tecnico napoletano sarà in grado di gestire la pressione e di raccogliere l’eredità di Gasperini.

Di nike

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