Un Maestro della Fotografia Italiana
Napoli piange la scomparsa di Mimmo Jodice, uno dei più grandi fotografi italiani di sempre, spentosi all’età di 91 anni. La sua carriera, lunga oltre sessant’anni, è stata un’esplorazione appassionata del tempo, della memoria e dell’essenza arcaica della sua amata Napoli. Autodidatta, Jodice ha saputo trasformare la fotografia in un linguaggio universale, capace di dialogare con l’antico e di illuminare il presente con una luce eterna.
Un’Eredità Artistica Inestimabile
Nato nel cuore del quartiere Sanità, Mimmo Jodice ha collaborato negli anni ’60 con figure di spicco come Andy Warhol, Joseph Beuys e Sol LeWitt, dimostrando fin da subito una visione artistica innovativa e cosmopolita. Le sue ‘Vedute di Napoli’ e la serie ‘Anamnesi’, insieme alle fotografie dei capolavori del Museo Archeologico, sono pietre miliari nella storia della fotografia italiana. La sua opera ha saputo immortalare Napoli, non come una cartolina folkloristica, ma come un luogo denso di storia e di umanità.
Il Maestro e l’Insegnante
Oltre al suo lavoro artistico, Mimmo Jodice è stato un punto di riferimento per generazioni di fotografi, grazie al suo ruolo di docente all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Molti talenti emergenti hanno trovato in lui una guida e un mentore, capaci di ispirare e di coltivare la loro passione per la fotografia. Il suo insegnamento ha contribuito a formare una nuova generazione di artisti, portando avanti la sua eredità culturale.
Riconoscimenti e Omaggio
Nel corso della sua carriera, Mimmo Jodice ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui il prestigioso Antonio Feltrinelli dell’Accademia dei Lincei nel 2003 e la laurea honoris causa in Architettura dall’Università Federico II di Napoli nel 2006. Nel 2011 è stato insignito del titolo di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres dal ministero della Cultura Francese, a testimonianza del suo successo internazionale. Recentemente, la Festa del Cinema di Roma ha presentato il film ‘Oltre il confine’ di Matteo Parisino, che lo racconta al lavoro con il figlio Francesco, anch’egli fotografo di talento. Un ulteriore omaggio alla sua vita e alla sua opera è il documentario ‘Un ritratto in movimento’ di Mario Martone.
Un Centro Studi per i Giovani
Nei mesi scorsi, era stata annunciata la creazione di un Centro Studi Polifunzionale Mimmo Jodice dedicato ai giovani, situato nell’edificio Cataneo del Real Bosco di Capodimonte. Questo progetto, che aveva riempito di gioia il maestro, rappresenta un’ulteriore testimonianza del suo impegno verso le nuove generazioni e la sua volontà di lasciare un segno tangibile nella sua città. Jodice aveva già donato a Capodimonte molte opere, tra cui i progetti ‘Avanguardie a Napoli’, ‘Eden’, ‘La città invisibile’ e ‘Transiti’, oltre alla sua camera oscura.</p
L’Ultimo Saluto a Napoli
L’ultima mostra di Mimmo Jodice, ‘Napoli Metafisica’, si è tenuta al Castel Nuovo, simbolo della città partenopea. Proprio il Maschio Angioino ospiterà la camera ardente giovedì 30 ottobre, dalle 12 alle 16.30, per volontà del sindaco Gaetano Manfredi e della famiglia, per permettere a Napoli di dare l’ultimo saluto al suo grande fotografo. La scomparsa di Mimmo Jodice lascia un vuoto incolmabile nel mondo dell’arte e della cultura, ma la sua opera continuerà a illuminare il nostro sguardo sul mondo.
Un’Eredità di Luce e Memoria
La scomparsa di Mimmo Jodice rappresenta una perdita immensa per il panorama culturale italiano e internazionale. La sua capacità di trasformare la realtà in poesia, attraverso un bianco e nero intenso e profondamente evocativo, lo ha reso un maestro indiscusso della fotografia. Jodice ha saputo catturare l’anima di Napoli, rivelandone la bellezza arcaica e la sua intrinseca connessione con il passato. La sua opera continuerà a ispirare le future generazioni di artisti, mantenendo viva la sua eredità di luce e memoria.
