Un debutto romano per il World Opera Day

Il 25 ottobre, la suggestiva cornice della Centrale Montemartini a Roma ospiterà la prima esecuzione italiana di “Piramo e Tisbe”, opera di John Frederick Lampe, compositore del XVIII secolo noto per la sua attività nell’orchestra di Händel. L’evento, frutto della sinergia tra il Teatro dell’Opera di Roma, il Teatro di Roma – Teatro Nazionale e la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, celebra il World Opera Day con una proposta che unisce riscoperta musicale e valorizzazione di giovani talenti. Lo spettacolo sarà trasmesso in diretta sui canali social del Teatro dell’Opera, offrendo un’opportunità di fruizione anche a distanza.

Sono previste repliche dedicate alle scuole il 28 e 29 ottobre, con l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni al mondo dell’opera e alla sua ricca storia. Questa iniziativa sottolinea l’impegno delle istituzioni coinvolte nella promozione della cultura musicale e nella formazione del pubblico di domani.

Giovani talenti in scena

Il progetto vede protagonisti giovani artisti emergenti provenienti da “Fabbrica” – Young Artist Program dell’Opera di Roma e dal Corso di perfezionamento per attori del Teatro di Roma. Cantanti, attori, scenografi, costumisti e light designer si confrontano per la prima volta con un’operina del tardo periodo barocco, affrontando le sfide di una partitura ricca di sfumature e di un libretto che gioca con i codici del genere. Questa collaborazione rappresenta un’importante occasione di crescita professionale per i giovani talenti, che hanno la possibilità di lavorare a stretto contatto con esperti del settore e di mettere in pratica le competenze acquisite durante il loro percorso formativo.

Una riscoperta musicale e drammaturgica

La partitura di “Piramo e Tisbe” è stata riscoperta dal musicologo barocchista Lorenzo Tozzi nella biblioteca del Conservatorio Superiore di Musica di Parigi. Tozzi, insieme al regista Cesare Scarton, ha curato anche la drammaturgia e l’adattamento del testo, riportando alla luce un’opera dimenticata e restituendola al pubblico contemporaneo. Alla tastiera, il maestro Antonio Pergolizzi guiderà l’esecuzione musicale, valorizzando le peculiarità dello stile di Lampe. La regia di Scarton promette di esaltare l’aspetto comico e parodistico dell’opera, offrendo una lettura originale e coinvolgente della vicenda.

La storia di Piramo e Tisbe: un’anticipazione di Romeo e Giulietta in chiave comica

L’opera si ispira alla celebre storia d’amore narrata da Ovidio nelle Metamorfosi e ripresa in chiave comica nell’ultima scena del “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare. La vicenda di Piramo e Tisbe, osteggiati dalle rispettive famiglie, è considerata un’anticipazione di quella di Romeo e Giulietta. I due giovani amanti comunicano segretamente attraverso una fessura nel muro che separa le loro case. L’incontro notturno, ostacolato da un leone e da un tragico equivoco, porta entrambi al suicidio. Tuttavia, nella versione di Lampe, il finale tragico viene ribaltato in un lieto fine ironico, in linea con lo spirito parodistico dell’opera.

John Frederick Lampe: un compositore sassone alla corte di Händel

John Frederick Lampe, compositore sassone e difensore dell’opera inglese, si trasferì a Londra intorno al 1724. Il suo successo maggiore fu “The Dragon of Wantley” (Covent Garden, 1737), una parodia ironica dell’opera italiana e in particolare del “Giustino” di Händel, che riscosse un grande favore di pubblico. Anche “Pyramus and Thisbe” (1745) mise alla berlina gli eccessi e le assurdità dei libretti d’opera dell’epoca, sostituendo al tragico un lieto fine ironico. L’opera di Lampe si inserisce in un contesto culturale vivace e dinamico, caratterizzato da una forte rivalità tra le diverse scuole operistiche e da un gusto per la parodia e la satira.

Un’occasione per riscoprire il barocco e valorizzare i giovani talenti

La prima esecuzione italiana di “Piramo e Tisbe” rappresenta un’importante occasione per riscoprire un’opera dimenticata del periodo barocco e per apprezzare il talento di John Frederick Lampe, compositore ingiustamente relegato ai margini della storia della musica. L’iniziativa del Teatro dell’Opera di Roma, del Teatro di Roma e della Sovrintendenza Capitolina, inoltre, dimostra l’importanza di investire sui giovani artisti e di offrire loro opportunità concrete di crescita professionale. La scelta di ambientare lo spettacolo nella suggestiva cornice della Centrale Montemartini, infine, valorizza il patrimonio culturale della città e crea un dialogo inedito tra arte antica e contemporanea.

Di euterpe

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