Carlo Sassi: il pioniere della moviola che ha rivoluzionato il calcio in TV
Carlo Sassi, milanese di nascita, si è spento all’età di 95 anni, lasciando un’impronta indelebile nel giornalismo sportivo italiano. La sua carriera, iniziata in banca dopo gli studi alla Bocconi, ha preso una svolta decisiva nel 1960, quando è entrato in Rai. È qui che Sassi ha legato il suo nome a La Domenica Sportiva, diventando il padre della moviola, uno strumento che ha cambiato il modo di analizzare e commentare le azioni di gioco.
La moviola, lanciata nel 1965 da Enzo Tortora, trovò in Sassi il suo interprete ideale. Il suo esordio avvenne il 22 ottobre 1967, in occasione del derby tra Inter e Milan, con il celebre gol fantasma di Gianni Rivera. Accanto a lui, negli studi Rai di Milano, l’immancabile tecnico Heron Vitaletti. Sassi curò la moviola prima con Bruno Pizzul, poi da titolare con la rubrica Pronto moviola, dove commentava gli episodi controversi ascoltando i protagonisti. La sua presenza a La Domenica Sportiva durò fino al 1991, per poi proseguire con Quasi Gol insieme a Sandro Ciotti e Quelli che il calcio con Fabio Fazio e Marino Bartoletti.
Furio Focolari: la voce dello sci e delle imprese di Alberto Tomba
Furio Focolari, romano, si è spento all’età di 78 anni dopo una lunga malattia. La sua voce è indissolubilmente legata allo sci e alle gesta di Alberto Tomba. Dopo un breve periodo nelle giovanili della Lazio, Focolari approdò in Rai nel 1976, diventando inviato ai Mondiali di calcio di Spagna ’82. La sua passione per lo sport lo portò al Tg2 Sport, dove iniziò a commentare le Olimpiadi a partire da Los Angeles 1984.
Ma è con lo sci che Focolari raggiunse la consacrazione. I Mondiali dell’85, le Olimpiadi di Calgary dell’88 e le imprese di Tomba in Coppa del Mondo e ai Mondiali negli anni ’90 lo consacrarono come una delle voci più autorevoli e amate dello sci italiano. Da sempre tifoso della Lazio, Focolari concluse la sua carriera a Radio Radio, dove è stato ricordato con commozione dai colleghi.
Un ricordo commosso del mondo del giornalismo sportivo
La scomparsa di Carlo Sassi e Furio Focolari rappresenta una grave perdita per il giornalismo sportivo italiano. Due professionisti che hanno saputo raccontare lo sport con passione, competenza e professionalità, diventando un punto di riferimento per milioni di appassionati. Il loro contributo alla divulgazione e alla comprensione del calcio e dello sci rimarrà per sempre nella storia del giornalismo sportivo italiano.
L’eredità di due maestri del giornalismo sportivo
La scomparsa di Carlo Sassi e Furio Focolari segna la fine di un’epoca per il giornalismo sportivo italiano. Entrambi hanno contribuito a plasmare il modo in cui lo sport viene raccontato e fruito dal pubblico. Sassi, con la sua moviola, ha introdotto un elemento di analisi e approfondimento che ha arricchito il dibattito calcistico. Focolari, con la sua passione e competenza, ha saputo trasmettere l’emozione e l’adrenalina dello sci, rendendo le imprese di Alberto Tomba ancora più memorabili. La loro eredità è un esempio di professionalità, passione e amore per lo sport che continuerà a ispirare le future generazioni di giornalisti.
