Un fondo per risarcimenti rapidi e diretti
La Giunta regionale dell’Umbria ha compiuto un passo significativo verso la tutela dei cittadini e la gestione del problema della fauna selvatica, approvando un nuovo disciplinare per l’indennizzo dei danni causati dalla fauna selvatica alla circolazione stradale. Con uno stanziamento di 800mila euro l’anno, la regione introduce un sistema di risarcimento diretto, evitando lunghe e costose trafile giudiziarie. Il fondo, istituito presso la direzione sviluppo economico, agricoltura, istruzione, formazione e lavoro, turismo e sport, stabilisce criteri e modalità di accesso chiari e trasparenti.
Dettagli del disciplinare: chi può beneficiare e come
Il disciplinare definisce con precisione i casi di ammissibilità, i soggetti beneficiari e la misura del ristoro. I cittadini che hanno subito danni a causa della fauna selvatica potranno ottenere il 60% delle spese documentate per la riparazione del veicolo. In caso di rottamazione, è previsto un indennizzo fino al 50% del valore stimato secondo listino Eurotax, con un tetto massimo di 4.999,99 euro. Le domande dovranno essere presentate entro 30 giorni dall’incidente, esclusivamente tramite Pec o raccomandata A/R, corredate da modulistica e documentazione completa. Questo sistema semplificato rappresenta un cambiamento radicale rispetto al passato, quando i cittadini erano costretti a rivolgersi ai tribunali, affrontando incertezze e spese elevate.
La diffusione della fauna selvatica: un problema crescente
La presidente Stefania Proietti ha sottolineato l’importanza del nuovo provvedimento, evidenziando come la diffusione della fauna selvatica, in particolare dei cinghiali, sia diventata un problema sempre più pressante. “Negli ultimi decenni la crescita non è stata più frutto di una gestione programmata, ma ha assunto dimensioni tali da incidere in modo pesante sulla sicurezza stradale, sull’attività agricola, sulla tutela del paesaggio e persino sulla salute delle persone”, ha affermato la presidente. Ogni anno si registrano circa 120 procedimenti con la Regione Umbria, a cui vanno aggiunti i casi coperti dalle assicurazioni private e quelli in cui i cittadini hanno rinunciato ad agire. La nuova misura mira a dare risposte concrete, rapide e trasparenti a questo problema, senza passare per le aule di giustizia.
Una strategia più ampia per la gestione della fauna selvatica
L’assessora Simona Meloni ha sottolineato che il disciplinare è solo un tassello di una strategia più ampia per la gestione della fauna selvatica. “Ogni anno la fauna selvatica provoca in Umbria danni stimati in oltre un milione di euro, tra incidenti stradali e perdite in agricoltura”, ha aggiunto l’assessora. Per questo, la regione sta lavorando anche sul contenimento dei cinghiali e sul rafforzamento del confronto con il mondo agricolo e venatorio, attraverso la consulta della caccia. L’obiettivo è duplice: ridurre i danni e allo stesso tempo ottimizzare l’impiego delle risorse pubbliche.
Un passo avanti per la tutela dei cittadini e del territorio
L’approvazione del nuovo disciplinare per l’indennizzo dei danni causati dalla fauna selvatica rappresenta un passo avanti significativo per la Regione Umbria. La misura offre un sostegno concreto ai cittadini, semplifica le procedure di risarcimento e contribuisce a gestire in modo più efficace il problema della fauna selvatica. Tuttavia, è importante monitorare attentamente l’attuazione del disciplinare e valutare l’efficacia delle misure di contenimento della fauna selvatica, al fine di garantire la sicurezza stradale, la tutela dell’attività agricola e la valorizzazione del territorio.
