Un cartellone tra tradizione e innovazione
La nuova stagione dell’Istituzione Universitaria dei Concerti (IUC), che prenderà il via l’11 ottobre nell’aula magna della Sapienza di Roma, si preannuncia come un evento imperdibile per gli amanti della musica. L’orchestra da camera Canova, giovane formazione in residenza artistica, diretta da Enrico Pagano, aprirà le danze di un cartellone che si estenderà fino al 16 maggio 2026, proponendo 37 concerti tra il martedì sera e il sabato pomeriggio.
La programmazione abbraccia un arco temporale vastissimo, dalla polifonia rinascimentale alle sonorità contemporanee, con un’attenzione particolare al secondo Novecento e incursioni nel jazz, nel repertorio etnico, nel teatro musicale di Brecht e Weill, e nelle colonne sonore. Un viaggio attraverso quasi sei secoli di storia della musica, che promette di soddisfare i gusti di un pubblico ampio ed eterogeneo.
Grandi interpreti sul palco della Sapienza
La stagione 2024-2025 della IUC vedrà alternarsi sul palco dell’aula magna della Sapienza alcuni dei più grandi interpreti della scena italiana e internazionale. Tra i nomi di spicco, spiccano Antonio Pappano, nella veste di pianista, in duo con il violoncellista Luigi Piovano, il Quartetto di Cremona, il flautista Emmanuel Pahud, accompagnato da Trevor Pinnock al clavicembalo e Jonathan Manson al violoncello, il violoncellista Mario Brunello e l’Accademia Bizantina di Ottavio Dantone.
Il cartellone ospiterà anche il tenore Ian Bostridge, il Danish String Quartet, che proporrà anche un brano di Jonny Greenwood, chitarrista dei Radiohead, il violinista Gidon Kremer con il suo GGG Trio, e i pianisti Mao Fujita, al debutto a Roma, Alexander Gadjiev e Alexander Lonquich. Un parterre di stelle che promette serate di grande musica e intense emozioni.
Omaggi e celebrazioni
La IUC dedicherà ampio spazio anche alle celebrazioni di importanti anniversari. I 90 anni di Arvo Pärt saranno ricordati con un concerto di Oscar Pizzo al pianoforte, Manuel Zurria ai flauti e Fulvia Ricevuto alle percussioni. Inoltre, con una produzione originale, saranno celebrati i 100 anni dalla nascita di Luciano Berio, Pierre Boulez e Aldo Clementi, e i 50 anni dalla morte di Luigi Dallapiccola. Un’occasione per riscoprire e valorizzare il contributo di questi grandi maestri alla storia della musica.
Incursioni nel jazz, nella musica etnica e nel cinema
La stagione della IUC non si limiterà alla musica classica, ma offrirà anche incursioni in altri generi musicali. Il Fabio Zeppetella Special Quartet porterà sul palco le sonorità del jazz, mentre Peppe Servillo e la Metropolitan Jazz Orchestra interpreteranno le canzoni di Brecht e Weill. Tony Esposito condurrà il pubblico in un viaggio nella musica etnica ispirata al mare, e una matinée sarà dedicata alle indimenticabili colonne sonore di Ennio Morricone. Un’apertura verso nuovi orizzonti musicali, per un’esperienza ancora più ricca e coinvolgente.
Un’opera per non dimenticare
La chiusura di stagione, il 16 maggio, sarà affidata alla prima esecuzione dell’opera L’ultima estate di Marcello Filotei, un’opera toccante e commovente, scritta nel decennale del terremoto di Amatrice, che ebbe tra le vittime anche i genitori del compositore. Un modo per onorare la memoria delle vittime e per riflettere sul valore della vita e della resilienza.
La IUC: un patrimonio per la città di Roma
La rettrice Antonella Polimeni ha sottolineato come la IUC sia un patrimonio radicato nella storia dell’ateneo, nato nel 1946 per iniziativa di un gruppo di studenti con l’obiettivo di offrire musica a tutti. Ospitare la classica in aula magna rappresenta un ribaltamento della visione elitaria che ne aveva il regime fascista. La stagione non è solo un evento musicale, ma l’espressione della missione dell’ateneo di aprire le porte alla bellezza, alla conoscenza e alla condivisione, unendo il rigore accademico a un’offerta musicale di livello internazionale.
L’obiettivo del Consiglio Artistico dell’istituzione è quello di creare ponti con orizzonti diversi senza snaturare la musica classica, attrarre nuovi spettatori inserendo altri generi musicali e creare una grande comunità di ascoltatori.
Un’offerta culturale preziosa per la città
La stagione 2024-2025 della IUC si presenta come un’occasione unica per immergersi nella bellezza della musica, in tutte le sue forme e sfaccettature. Un programma ricco e variegato, che spazia dalla tradizione all’innovazione, con un’attenzione particolare alla valorizzazione dei giovani talenti e alla celebrazione dei grandi maestri. Un’offerta culturale di grande valore per la città di Roma, che conferma il ruolo della IUC come punto di riferimento per gli amanti della musica e come motore di crescita culturale e sociale.
