Mondiali 2026 aperti a tutti i tifosi: la promessa di Infantino
In vista dei Mondiali 2026, che si svolgeranno in Canada, Messico e Stati Uniti, il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha voluto rassicurare i tifosi di tutto il mondo: “Tutti saranno i benvenuti”. Durante una conferenza stampa tenutasi a Nairobi, in Kenya, a margine di un incontro con i presidenti delle federazioni affiliate alla CAF (Confederazione Africana), Infantino ha sottolineato l’importanza di garantire un accesso agevole ai tifosi delle squadre qualificate, dissipando i malintesi e le preoccupazioni che circolavano.
“Ci sono molti malintesi in giro”, ha affermato Infantino, “ma voglio chiarire che stiamo lavorando per assicurarci che tutti siano i benvenuti in Canada, Messico e Stati Uniti per la Coppa del Mondo FIFA del prossimo anno”. Il presidente ha portato ad esempio il Mondiale per club, svoltosi quest’anno negli Stati Uniti, che ha visto la partecipazione di tifosi provenienti da 164 paesi diversi senza alcun problema.
Procedure di visto semplificate per un’esperienza senza intoppi
Infantino ha riconosciuto che l’ottenimento dei visti è una procedura necessaria, ma ha assicurato che il processo sarà semplificato per garantire che i tifosi possano seguire le proprie squadre del cuore senza intoppi. “Questo processo sarà agevole e garantirà che coloro che si qualificheranno potranno venire con i loro tifosi”, ha promesso.
Si prevede che oltre sei milioni di tifosi assisteranno alle 104 partite del torneo, che si preannuncia come il più grande nella storia della competizione. La FIFA sta collaborando con i governi dei paesi co-organizzatori per facilitare l’ingresso dei tifosi, con un’attenzione particolare agli Stati Uniti, che ospiteranno la maggior parte delle partite.
Collaborazione con le autorità statunitensi per agevolare l’immigrazione
Infantino ha rivelato di aver incontrato il presidente Donald J. Trump in diverse occasioni e ha confermato che è in corso un coordinamento con le autorità americane per snellire le procedure di immigrazione dei tifosi. “Dobbiamo lavorare su questo, dobbiamo migliorarlo, dobbiamo semplificarlo”, ha ammesso Infantino, “ma c’è sicuramente l’impegno del governo degli Stati Uniti a garantire che il processo sia agevole, in modo che i tifosi di tutto il mondo siano i benvenuti”.
Un’opportunità storica per le nazioni africane
Oltre ai tre paesi ospitanti, dieci nazioni si sono già qualificate per la fase finale dei Mondiali 2026, ma nessuna di queste è africana. Infantino ha sottolineato che l’aumento del numero di squadre partecipanti da 32 a 48 rappresenta un’opportunità unica per molte nazioni africane di partecipare al torneo. “Quarantuno delle 54 federazioni africane affiliate alla FIFA non hanno mai partecipato a una Coppa del Mondo FIFA”, ha ricordato.
L’allargamento del torneo, secondo Infantino, non è solo una questione di numeri, ma anche di impatto sociale e culturale. “Vogliamo unire il mondo e lo faremo il prossimo anno”, ha dichiarato. “Il mondo ha bisogno di occasioni di unità, di riunire le squadre, di riunire le persone, di riunire i tifosi. Ci aspettiamo che milioni di tifosi vengano negli Stati Uniti, in Canada e in Messico il prossimo anno. Vogliamo che sia una festa e tutti si stanno impegnando per renderla tale”.
Un invito all’ottimismo e alla celebrazione
Infantino ha concluso il suo intervento con un invito all’ottimismo e alla partecipazione: “Ancora una volta, tutti saranno i benvenuti, siate positivi e vedrete che sarà una grande, grandissima festa della più grande Coppa del Mondo FIFA di sempre”.
Un Mondiale inclusivo e accessibile: una sfida globale
L’impegno di Infantino per un Mondiale 2026 inclusivo e accessibile è un segnale positivo, ma la sfida di garantire procedure di visto agevoli e un’accoglienza calorosa per i tifosi di tutto il mondo rimane complessa. La collaborazione tra FIFA e governi dei paesi ospitanti sarà fondamentale per trasformare questa promessa in realtà e per fare dei Mondiali 2026 una vera festa di sport e di unità globale.
