Contrazione Occupazionale e Incertezza Produttiva nell’Area Industriale di Melfi

L’area industriale di San Nicola di Melfi, un tempo destinata all’agricoltura e ora fulcro del settore automotive, si trova ad affrontare un periodo di forte incertezza. Con un totale di 9.471 lavoratori impiegati, di cui 3.696 nell’indotto, il futuro occupazionale è a rischio a causa della contrazione dei livelli occupazionali già in atto. Particolarmente critica è la situazione nel settore della logistica, dove su 656 lavoratori si prevede un esubero di 450 persone. I sindacati dei metalmeccanici esprimono preoccupazione per l’incognita dei volumi di produzione, elemento cruciale per la stabilità delle aziende dell’indotto.

Richiesta di Chiarezza a Stellantis e Appello alla Responsabilità Sociale

La segretaria della Fiom-Cgil della Basilicata, Giorgia Calamita, ha lanciato un appello all’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, affinché si rechi a Melfi per illustrare il nuovo piano industriale del gruppo. La richiesta nasce dalla constatazione che alcune aziende dell’indotto hanno ricevuto commesse, mentre altre sono state escluse, evidenziando una disparità di trattamento che alimenta l’incertezza. Il segretario della Uilm, Marco Lomio, ha posto l’accento sulla necessità di definire una strategia automotive chiara per l’Italia e l’Europa, chiedendo chiarimenti sui volumi di produzione previsti. Sul fronte della logistica, Lomio ha sollecitato Stellantis a reintegrare i lavoratori delle aziende lucane, considerando il cambiamento del modello produttivo che vede l’80% dei materiali provenire da tutto il mondo.

Timori Estesi a Lavoratori di Puglia e Campania e Richiesta di Ammortizzatori Sociali

Le preoccupazioni per il futuro occupazionale non si limitano ai lavoratori della Basilicata, ma coinvolgono anche centinaia di operai provenienti dalle province limitrofe di Puglia e Campania. Il segretario della Fim-Cisl Basilicata, Gerardo Evangelista, ha sottolineato la forte sofferenza dell’indotto, con numerose aziende che affrontano vertenze aperte. In questo contesto, è fondamentale garantire l’accesso agli ammortizzatori sociali e attivare tutti gli strumenti previsti dall’accordo per l’area di crisi complessa, al fine di mitigare l’impatto della crisi sul tessuto economico e sociale del territorio.

Ripercussioni anche in Abruzzo: Riduzione del Personale nello Stabilimento Stellantis di Atessa

La situazione di difficoltà non riguarda solo Melfi, ma si estende anche ad altri stabilimenti Stellantis in Italia. In Abruzzo, nello stabilimento di Atessa, ex Sevel, la produzione è ripresa dopo le ferie con 400 addetti in meno, a seguito di un programma di fuoriuscita incentivata. Il coordinatore Uilm Abruzzo, Nicola Manzi, ha richiamato Stellantis e il Governo a una responsabilità sociale per tutti i dipendenti, sottolineando come la transizione ecologica stia comportando una perdita di posti di lavoro. Manzi ha invocato una tutela dell’industria dell’auto italiana, al fine di salvaguardare il futuro dei lavoratori e del settore.

Un Futuro da Ridefinire: Sfide e Opportunità per l’Indotto Automotive Italiano

La situazione a Melfi e Atessa riflette una fase di profonda trasformazione per l’industria automotive italiana. La transizione verso l’elettrico e i nuovi modelli produttivi impongono una riflessione strategica sul futuro dell’indotto e sulla necessità di politiche di sostegno mirate. È fondamentale che Stellantis e il Governo collaborino per garantire una transizione equa e sostenibile, salvaguardando i livelli occupazionali e promuovendo la riqualificazione professionale dei lavoratori.

Di davinci

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