La richiesta formale dell’Aiac alla FIGC
L’Associazione Italiana Allenatori di Calcio (Aiac), sotto la guida del suo presidente Renzo Ulivieri, ha formalmente richiesto alla Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) di intervenire presso UEFA e FIFA per ottenere la sospensione temporanea di Israele da tutte le competizioni internazionali. La richiesta è stata avanzata tramite una lettera indirizzata al presidente della FIGC, Gabriele Gravina, e a tutte le componenti federali.
L’Aiac ha motivato la sua iniziativa con un forte richiamo ai valori di umanità e sportività, ritenendo che la situazione attuale nei territori palestinesi richieda un’azione concreta e non solo simbolica. Secondo l’associazione, il calcio italiano non può rimanere indifferente di fronte alle sofferenze del popolo palestinese, soprattutto in vista degli imminenti incontri tra la nazionale italiana e quella israeliana, previsti per le qualificazioni ai Mondiali.
Le motivazioni alla base della richiesta
Nella lettera inviata alla FIGC, l’Aiac esprime profonda preoccupazione per gli eventi in corso nella Striscia di Gaza, in Cisgiordania e in Libano. L’associazione si interroga sulla possibilità di considerare tali eventi come semplici conflitti tra i tanti attivi nel mondo, sottolineando la gravità della situazione e le sue pesanti conseguenze umanitarie.
L’Aiac condanna fermamente il massacro terroristico compiuto da Hamas il 7 ottobre 2023, ma allo stesso tempo critica la reazione di Israele, definita una “feroce rappresaglia genocida” che ha causato decine di migliaia di vittime civili palestinesi. L’associazione sottolinea che l’articolo 2 dello Statuto federale promuove l’esclusione dal gioco del calcio di ogni forma di discriminazione sociale, razzismo, xenofobia e violenza, e ritiene quindi doveroso porre al centro del dibattito federale la richiesta di sospensione temporanea di Israele dalle competizioni sportive.
Le reazioni interne all’Aiac
L’iniziativa dell’Aiac è stata accolta con unanime consenso all’interno dell’associazione. Il direttivo nazionale ha deliberato all’unanimità di inviare la lettera-appello alla FIGC, sottolineando l’importanza di un’azione non solo simbolica ma concreta. Il vicepresidente Camolese ha espresso il suo sdegno per il numero di vittime innocenti, tra cui molti sportivi, mentre il vicepresidente Vossi ha aggiunto che questo è un motivo in più per cercare azioni di contrasto internazionale anche nel settore sportivo. Il vicepresidente Perondi ha concluso affermando che l’indifferenza non è ammissibile di fronte alle sofferenze di molti popoli, tra cui quello palestinese.
Il contesto delle qualificazioni ai Mondiali
La richiesta dell’Aiac arriva in un momento delicato, con la nazionale italiana impegnata nelle qualificazioni ai Mondiali. Tra settembre e ottobre, l’Italia affronterà Israele in due partite cruciali per la qualificazione. La lettera dell’Aiac solleva interrogativi sulla possibilità di disputare queste partite in un clima di tensione e dolore, e invita la FIGC a prendere una posizione forte e decisa.
Considerazioni sull’iniziativa dell’Aiac
L’iniziativa dell’Aiac è un gesto di forte impatto che solleva importanti questioni etiche e politiche. Mentre è comprensibile la volontà di esprimere solidarietà al popolo palestinese e di condannare le violenze, è importante considerare le possibili conseguenze di una sospensione di Israele dalle competizioni internazionali. Tale decisione potrebbe essere interpretata come un atto politico che va oltre l’ambito sportivo, e potrebbe avere ripercussioni sulle relazioni tra le federazioni calcistiche e sui rapporti internazionali in generale. È quindi fondamentale che la FIGC valuti attentamente tutti gli aspetti della questione prima di prendere una decisione.
