Un pioniere del calcio e dei diritti
Sergio Campana, scomparso all’età di 90 anni, è stato una figura chiave nella storia del calcio italiano. Non solo come centravanti di Serie A con Lanerossi Vicenza e Bologna, ma soprattutto come fondatore e storico presidente dell’Associazione Italiana Calciatori (AIC). La sua visione e determinazione hanno portato a conquiste fondamentali per i calciatori, trasformando il loro status e garantendo diritti che oggi appaiono ovvi, ma che sono frutto di lunghe battaglie.
La nascita del sindacato e le prime battaglie
Nel 1968, Campana, fresco di laurea in Giurisprudenza, diede vita all’AIC, un sindacato che unì giocatori di diverse squadre, persino rivali storici come Gianni Rivera e Sandro Mazzola. L’obiettivo era tutelare i calciatori, soprattutto quelli meno tutelati, e rivendicare i loro diritti. Tra le prime battaglie, lo sciopero del 1974 in difesa di Augusto Scala, ceduto contro la sua volontà. Un gesto simbolico, ma che segnò l’inizio di un cambiamento epocale.
La legge 91 e le conquiste per i calciatori
Il culmine delle lotte sindacali guidate da Campana fu la legge 91 del 1981, una pietra miliare che definì giuridicamente il calciatore come lavoratore dipendente, regolando i rapporti con le società. Questa legge portò all’abolizione del vincolo, una forma di ‘servitù’ che legava il giocatore al club, al riconoscimento del diritto d’immagine, alla previdenza, alla creazione del fondo di fine carriera e ad altre importanti tutele. Conquiste che hanno trasformato radicalmente il mondo del calcio.
Il ricordo e l’eredità di Sergio Campana
La scomparsa di Sergio Campana ha suscitato unanime cordoglio nel mondo del calcio. Umberto Calcagno, attuale presidente dell’AIC, lo ha definito un “maestro”, sottolineando come la sua lezione fosse quella di un lavoro silenzioso ed efficace. Gabriele Gravina, presidente della FIGC, ha ricordato come Campana abbia lasciato un segno profondo, contribuendo allo sviluppo del calcio italiano e alla dignità dei calciatori. Franco Carraro, sua controparte in FIGC per anni, ha evidenziato il suo rigore nella difesa degli interessi dei giocatori, consapevole che il successo del calcio passava anche attraverso la loro affermazione. Gianni Grazioli, storico segretario dell’AIC, lo ha descritto come un uomo del passato proiettato nel futuro, artefice di un sindacato tra i più autorevoli al mondo.
Un esempio di impegno e visione
La figura di Sergio Campana rappresenta un esempio di impegno e visione nel mondo dello sport. La sua capacità di unire figure diverse e di lottare per i diritti dei calciatori ha trasformato il calcio italiano, rendendolo più giusto e moderno. La sua eredità è un invito a non dare mai per scontate le conquiste sociali e a continuare a battersi per un mondo più equo.
