Un traguardo storico
La Nazionale italiana di calcio femminile sta vivendo un momento magico. La vittoria contro la Norvegia, firmata dalla doppietta di Cristiana Girelli, ha spalancato le porte delle semifinali europee, un risultato che mancava da tempo e che ha riacceso l’entusiasmo dei tifosi. Un’Italia che vince, diverte e appassiona, dimostrando che il calcio femminile ha tutte le carte in regola per competere ai massimi livelli.
Morace: un punto di partenza, non di arrivo
Carolina Morace, icona del calcio italiano e oggi europarlamentare, ha commentato con entusiasmo il successo delle azzurre, sottolineando l’importanza di questo traguardo come punto di partenza per una crescita strutturale del movimento. “Ora si comincia a far vedere il calcio femminile in tv e la gente si accorge che esiste”, ha dichiarato all’ANSA. “Per me quello che è stato ottenuto non è un punto di arrivo ma di partenza per progettare e investire, per cominciare a pensare che il calcio femminile può essere valorizzato. Bisogna crederci”.
Il professionismo e le sfide future
Rispetto all’epoca di Morace, il calcio femminile è diventato professionistico, un passo avanti significativo per il riconoscimento dei diritti delle atlete e per la loro tutela nel dopo carriera. Tuttavia, l’Italia rimane indietro rispetto ad altre nazioni europee che hanno investito in modo più strutturato nel settore. “La mia generazione vinceva con la Spagna 3-0, all’epoca eravamo tra le più forti ma non si vedeva, eravamo le uniche a non avere la tv di Stato dietro, gli unici Paesi che ci superavano erano quelli nordici e la Germania. Ora sono cresciuti tutti e noi siamo rimasti indietro”, ha spiegato Morace.
La ricetta per un calcio femminile autosostenibile
Secondo Morace, è fondamentale rendere il progetto del calcio femminile autosostenibile, senza replicare i modelli del calcio maschile. La sua proposta è quella di investire in sponsorizzazioni ad hoc, come fatto in Inghilterra, e di sfruttare la visibilità offerta dalla televisione di Stato per attirare nuovi investitori. “Se la tv di Stato prendesse i diritti televisivi ‘gratuitamente’ potrebbe essere un vantaggio per la televisione, con ascolti molto alti, e anche per il calcio femminile perché più lo fai vedere e più gli sponsor possono arrivare”. Inoltre, è necessario investire nelle infrastrutture e nella formazione dei giovani, per garantire un futuro solido al movimento.
Un’occasione per ripensare il calcio italiano
Morace ha colto l’occasione per lanciare un appello a una riflessione più ampia sul calcio italiano, che sta attraversando un periodo di crisi. “Il calcio vive un periodo di forte crisi; non ci siamo qualificati per due Mondiali e prima eravamo usciti al primo turno. Se pensiamo di non esserci qualificati per sfortuna o per colpa di Spalletti il problema non verrà mai risolto”.
Un’opportunità da non perdere
La storica qualificazione dell’Italia femminile alle semifinali degli Europei rappresenta un’occasione unica per dare una svolta al calcio femminile italiano. Gli investimenti mirati, la valorizzazione del campionato interno e la promozione della disciplina tra i giovani sono elementi chiave per costruire un futuro solido e competitivo. Il modello inglese, con le sue sponsorizzazioni dedicate, e la pianificazione spagnola, che ha portato la nazionale iberica ai vertici mondiali, sono esempi da seguire per colmare il divario con le altre potenze europee e rendere il calcio femminile italiano un movimento autosostenibile e di successo.
