Un ritorno al cuore: le motivazioni di Pioli
Stefano Pioli ha scelto Firenze e la Fiorentina con il cuore. Durante la conferenza stampa di presentazione, l’allenatore ha spiegato le ragioni del suo ritorno: “Ho scelto Firenze e la Fiorentina perché me le sento dentro. Alla prima chiamata che ho ricevuto, ho avuto una sensazione positiva. A questo club mi lega tanto: ho capito che era la cosa giusta da fare quella di tornare. Non ho avuto nessun dubbio”. Un legame profondo, nato durante la sua esperienza da calciatore viola (dal 1989 al 1995) e rafforzato dalla successiva parentesi da allenatore (2017-2019).
Obiettivo vittoria: alzare l’asticella
Pioli non nasconde le sue ambizioni: “Vincere? La lunghezza del mio contratto è legata anche a questo: vogliamo provare a vincere un trofeo e tornare in alto. Ecco perché ho detto che vogliamo alzare il livello”. L’allenatore è convinto che a Firenze ci siano tutte le condizioni per fare bene: “Qui abbiamo tutto per fare bene. Ho voglia di sfide, altrimenti avrei fatto una scelta diversa e più comoda. Non è però quello che volevo in questo momento”.
Una sfida ai grandi: “Allegri non ci considera? Bene, lo scrivo sulla lavagna”
Pioli non teme il confronto con i tecnici più blasonati del campionato: “Se mi sento di lanciare un guanto di sfida ai tecnici che hanno vinto lo scudetto? Sarà una sfida tra club, non tra allenatori”. L’allenatore ha rivelato di aver rinunciato a un contratto milionario con l’Al Nassr per tornare a Firenze: “Potevo essere ancora tra i top dieci allenatori più pagati al mondo, ma volevo nuove sfide. Dovrò dimostrare di essere al livello: Allegri non ci ha messo tra le candidate alla qualificazione alla Champions. Bene, io l’ho scritto sulla lavagna ai miei giocatori questa frase”.
Kean al centro del progetto: fiducia e soddisfazione reciproca
Moise Kean sarà un punto fermo dell’attacco di Pioli: “Ho parlato tanto con Moise in questo periodo ma non so quanto io possa aver inciso. Il club gli ha però dato tanta fiducia. Lui è molto forte, siamo entrambi soddisfatti”. Pioli ha le idee chiare su come far giocare la sua Fiorentina: “Voglio mettere in campo più giocatori di qualità possibile e noi ne abbiamo tanti. Dopo la tournée in Inghilterra avrò le idee più chiare. Ma ripeto, ci sono tutte le basi per fare un grande lavoro”.
Un Pioli maturato: esperienza e mentalità vincente
Il Pioli che torna a Firenze è un tecnico cresciuto, migliorato per le tante esperienze e vittorie ottenute: “Le critiche ci saranno ancora ma io non ho mai smesso di imparare. Sono cresciuto e a dispetto dei miei quasi 60 anni, mi sento ancora molto giovane. Sento di poter dare tanto alla squadra, anzi darò tutto – ha sottolineato l’allenatore della Fiorentina -. Lavorerò tanto mettendo energie e idee. Non mi piace il giocatore che fa il ‘compitino’, che arriva qui senza entusiasmo. Sceglierò i giocatori sotto l’aspetto tecnico ma anche motivazionale. Sono particolarmente fiducioso perché ho visto che ci sono tante persone di spessore, che vogliono ottenere il massimo. De Gea, Gosens e Mandragora hanno una grande mentalità”.
Il ricordo di Astori: un’eredità indelebile
Impossibile non ricordare Davide Astori e quanto ha inciso nella decisione di tornare alla Fiorentina: “Ha inciso tanto non solo in questa scelta ma anche nella mia vita professionale e non. Io lo sento ancora Davide e mai smetterò di sentirlo. Se riusciamo a fare lo stesso passo fatto con lui con questa squadra, vinceremmo lo scudetto”. Infine, alla domanda se nelle settimane scorse è stato vicino a guidare la nazionale italiana, Pioli ha risposto secco: “Mi ha chiamato la Fiorentina”.
Un ritorno che infiamma Firenze
Il ritorno di Pioli a Firenze è una notizia che ha entusiasmato i tifosi viola. L’allenatore, legato da un forte affetto alla città e alla squadra, ha dimostrato grande coraggio rinunciando a un contratto più vantaggioso per accettare questa nuova sfida. La sua ambizione di vincere un trofeo e riportare la Fiorentina ai vertici del calcio italiano è un obiettivo ambizioso ma non impossibile, soprattutto se Pioli riuscirà a creare un gruppo coeso e motivato, capace di esprimere un gioco di qualità e di lottare su ogni pallone. Il ricordo di Davide Astori, sempre vivo nel cuore di Pioli, sarà sicuramente un’ulteriore fonte di ispirazione per l’allenatore e per tutta la squadra.
