Un Nuovo Volto per il Fossato di Castel Sant’Angelo

Anas (Gruppo FS Italiane) ha portato a termine i lavori di riqualificazione del Fossato di Castel Sant’Angelo, un progetto da 1,3 milioni di euro che si inserisce nel più ampio piano di riqualificazione di Piazza Pia, con un investimento complessivo di circa 90 milioni di euro. L’intervento, realizzato da Anas in qualità di soggetto attuatore per conto del Commissario Straordinario del Governo per il Giubileo, Roberto Gualtieri, ha restituito alla città un’area di circa 4000 mq completamente rinnovata.

Riqualificazione Urbana e Valorizzazione del Verde

L’opera ha visto un forte impegno nel recupero del verde del parco e nella riqualificazione delle superfici pedonali. Sono stati creati nuovi spazi pedonali, ampliando le aree adiacenti al fossato e alla rampa del sottopasso, offrendo un nuovo affaccio panoramico sul lato ovest di Castel Sant’Angelo. La valorizzazione del verde è stata ottenuta attraverso la piantumazione di nuove specie arbustive e la riqualificazione del verde esistente. Un elemento storico di rilievo, il muro Spaccarelli, confine del fossato, è stato riposizionato nella sua sede originaria per preservare la memoria del disegno urbanistico originario a “cinque stelle” delle difese del castello.

Accessibilità e Inclusione

Per migliorare l’accessibilità, sono stati realizzati tre nuovi varchi pedonali che collegano l’area del fossato con Piazza Pia e il Parco dei Bastioni (Giardini di Castel Sant’Angelo e Parco della Mole Adriana). Questi accessi includono un percorso di circa 102,70 metri con pavimentazione in sampietrini, un secondo percorso di 66,50 metri con sedute in travertino e alberature, e un terzo varco in prossimità del Passetto. L’intervento ha previsto anche l’installazione di dispositivi per l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi, pensati per le persone con disabilità visive e uditive, e l’integrazione dell’illuminazione in linea con il contesto storico.

Un Museo a Cielo Aperto e Tesori Archeologici

Nei prossimi mesi, l’area del Fossato sarà arricchita con la realizzazione di un museo a cielo aperto di circa 1400 mq, dove saranno esposti i ritrovamenti archeologici emersi durante i lavori. Tra questi, spiccano i resti di un’opera di sistemazione a giardino, affacciata sulla riva destra del Tevere, risalente all’età di Augusto e Nerone. Lo scavo, condotto sotto la supervisione della Soprintendenza Speciale di Roma, ha permesso di documentare tre fasi edilizie successive.

La Scoperta del Giardino di Caligola

Il rinvenimento di un tubo idrico in piombo (fistula plumbea), timbrato con il nome del proprietario della fornitura di acqua, ha permesso di identificare il personaggio titolare del primo rifacimento del complesso: Caligola, figlio di Germanico e Agrippina maggiore e imperatore dal 37 al 41 dopo Cristo. Questo ritrovamento trova riscontro nelle fonti letterarie antiche, in particolare in un passo dell’Ambasceria a Gaio (Legatio ad Gaium) scritta da Filone di Alessandria, che racconta di come Caligola avesse ricevuto la legazione di ebrei alessandrini proprio negli Horti di Agrippina, in un vasto giardino affacciato sul Tevere.

Lastre Campana e la Storia degli Horti di Agrippina

Lo scavo ha restituito anche una serie di Lastre Campana, terrecotte figurate usate per la decorazione dei tetti, con scene mitologiche inusuali, riutilizzate come coperture delle fogne della fullonica. Questi reperti confermano come lo scavo di Piazza Pia rientri nell’area degli Horti di Agrippina maggiore, madre di Caligola. Sempre da Piazza Pia, ma da scavi degli inizi del secolo scorso, provengono altri tubi in piombo iscritti, con il nome di Iulia Augusta, presumibilmente Livia Drusilla, la seconda moglie di Augusto e nonna di Germanico. È probabile, dunque, che questa lussuosa residenza fosse passata in eredità a Germanico e poi, alla morte di questi, a sua moglie Agrippina maggiore e quindi al figlio imperatore.

Il Futuro dei Ritrovamenti

La totalità di questi reperti è stata delocalizzata da Anas in luoghi sicuri per poi procedere al suo completo restauro, in attesa di poter essere esposta nella nuova area museale del Fossato, offrendo ai visitatori un’occasione unica per immergersi nella storia di Roma antica.

Un Esempio di Riqualificazione Urbana e Valorizzazione del Patrimonio

La riqualificazione del Fossato di Castel Sant’Angelo rappresenta un esempio virtuoso di come interventi di riqualificazione urbana possano coniugarsi con la valorizzazione del patrimonio storico e archeologico. Il progetto, oltre a restituire alla collettività un’area rinnovata e accessibile, ha permesso di portare alla luce importanti testimonianze del passato, arricchendo la conoscenza della storia di Roma e offrendo nuove opportunità di fruizione culturale.

Di davinci

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