Un affresco della Milano liberata e divisa

Paolo Maggioni, giornalista e inviato Rai, ci offre con ‘Una domenica senza fine’ (SEM Feltrinelli, 208 pagine, 18 euro) un vivido affresco della Milano del 29 aprile 1945. Mentre l’Italia esulta per la fine del fascismo e il corpo di Mussolini viene esposto a piazzale Loreto, la città è un crogiolo di emozioni contrastanti e di destini che si incrociano.
Il romanzo si concentra su tre figure principali: Agustino Barajas detto ‘Carnera’, un anarchico spagnolo ispirato alla figura reale di Laureano Cerrada Santos, reduce dalla guerra civile spagnola; Daniele Colpani, un cronista reduce dal fascismo; e Marta Ripoldi, una partigiana vedova di guerra. Le loro storie si snodano in una Milano che si scopre libera ma che deve ancora fare i conti con le contraddizioni di una giornata storica.

Un colpo audace sullo sfondo della liberazione

Mentre la folla si riversa a piazzale Loreto, Carnera guida un gruppo di anarchici in una direzione opposta, con l’obiettivo di realizzare un colpo impensabile, un’azione in stile ‘Casa di carta’ che potrebbe avere ripercussioni sconvolgenti nella Madrid della dittatura falangista. Questo piano audace si sviluppa in parallelo con il ritorno in città del cronista Daniele Colpani e con il percorso di Marta Ripoldi, che cerca di dare un senso al dolore patito e di trovare una speranza per il futuro.
Maggioni intreccia abilmente le vicende dei suoi personaggi, creando un racconto corale che riflette la complessità di un momento storico cruciale per l’Italia. La Milano che emerge dalle pagine del libro è una città ferita ma desiderosa di rinascere, un luogo dove il passato e il futuro si scontrano e si fondono.

Un omaggio alle partigiane e una riflessione sul passato

Il personaggio di Marta Ripoldi è un omaggio a tutte le partigiane che hanno combattuto per la liberazione dell’Italia e che hanno contribuito alla sua ricostruzione. Attraverso la sua storia, Maggioni esplora il ruolo delle donne nella Resistenza e il loro contributo spesso dimenticato alla storia del nostro paese.
‘Una domenica senza fine’ è un romanzo che invita a riflettere su una giornata che continua a dividere gli italiani, una giornata che ha segnato la fine di un’epoca ma che ha anche gettato le basi per il futuro del nostro paese. Con uno stile veloce e coinvolgente, Paolo Maggioni ci regala un libro che ci ricorda l’importanza di non dimenticare il passato per costruire un futuro migliore.

Una domenica che non finisce mai

‘Una domenica senza fine’ di Paolo Maggioni è un’opera che, attraverso la narrazione di eventi e personaggi vividi, ci invita a riflettere su come il passato continui a plasmare il nostro presente. La scelta di ambientare l’intera storia in una sola giornata, il 29 aprile 1945, enfatizza l’intensità e la complessità di quel momento storico, un momento che, come suggerisce il titolo, sembra non finire mai di riverberare nelle nostre coscienze.

Di euterpe

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