Il rapimento e l’omicidio di Cristina Mazzotti
Emilio Magni, giornalista e scrittore, ha pubblicato un saggio per Mursia che racconta uno dei casi di cronaca che più sconvolsero l’opinione pubblica negli anni Settanta: il sequestro della diciottenne Cristina Mazzotti, rapita l’1 luglio 1975 e uccisa dalla ‘ndrangheta.
La giovane viene sequestrata mentre sta rientrando nella villa di famiglia, a Eupilio, nel Comasco. Il suo corpo senza vita è ritrovato l’1 settembre in una discarica di rifiuti di Galliate, non distante dal Santuario del Varallino, in provincia di Novara.
Cristina trascorre i ventisette giorni della prigionia in una fossa angusta che non le permette neanche di stare in posizione eretta. I carcerieri le somministrano enormi quantità di sedativi.
Quello di Cristina Mazzotti fu il primo rapimento che vide per ostaggio una donna.
Un libro per ricordare chi era Cristina
“Cristina è sempre stata una ragazza entusiasta della vita, allegra, ma anche misurata”, dichiara Emilio Magni. “Con questo libro, non ho voluto solo ricostruire l’intera vicenda criminale e giudiziaria, ho voluto raccontare a chi non la conosceva chi era davvero Cristina, per renderle finalmente giustizia, facendola ricordare per quella che era davvero, una donna semplice e stupenda.”
Le altre pubblicazioni di Emilio Magni
Tra le altre pubblicazioni di Magni i romanzi Richén, principe della zolla (2012) e Il malnatt (2016), entrambi editi da Mursia.
Un tributo alla memoria di una vittima
Il libro di Emilio Magni rappresenta un importante contributo alla memoria di Cristina Mazzotti, una giovane vittima di un crimine efferato. L’autore, oltre a ricostruire la vicenda criminale, si è impegnato a far conoscere la personalità di Cristina, restituendole la dignità e la bellezza che le sono state tolte. Questo libro è un monito contro la violenza e un invito a ricordare le vittime di crimini efferati, non solo per il dolore che hanno subito, ma anche per la vita che hanno vissuto.
