Il Cio non ha fiducia nell’Iba

Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha confermato la decisione del Comitato Olimpico Internazionale (Cio) di non avere più rapporti con la Federazione Internazionale di Pugilato (Iba) dopo le Olimpiadi di Parigi del 2024. In un’intervista rilasciata a margine dell’evento di taekwondo “Kim e Lyù” al Foro Italico, Malagò ha spiegato che la decisione del Cio è dovuta alla mancanza di fiducia nel management dell’Iba.
“Mi sembra che da molto tempo non c’è fiducia da parte del Cio nel management dell’Iba, altrimenti non ci sarebbero state delle procedure e dei tornei di qualificazione completamente autogestiti tramite il Cio per la qualificazione olimpica”, ha dichiarato Malagò. “Non faccio il giudice, ma ovviamente ho doveroso rispetto nei confronti della determinazione del Cio, dopo le Olimpiadi di Parigi, di non avere rapporti con l’Iba”.

Il Coni si attiene alle decisioni del Cio

Malagò ha sottolineato che il Coni, insieme agli altri 205 comitati olimpici nazionali, non può che attenersi alle decisioni del Cio. “Ovviamente il Coni, non solo nostro ma degli altri 205 paesi del mondo, non può che attenersi alle prescrizioni del Cio perché ne è la sua emanazione”, ha aggiunto.

Il futuro del pugilato italiano

Nonostante la rottura con l’Iba, Malagò ha assicurato che il pugilato italiano continuerà a svilupparsi. “Dopo le Olimpiadi ci si dovrà organizzare perché, così come è stato molto brillantemente gestito il discorso dei tornei di qualificazione olimpica, si devono fare tante altre cose come attività giovanili, campionati juniores e così via”, ha detto Malagò. “E’ chiaro che quindi questa nuova organizzazione dovrà necessariamente esplorare tante altre funzioni subito dopo le Olimpiadi; ormai il dado è tratto”.

Rapporti positivi tra Coni e Fpi

Malagò ha infine sottolineato la solidità dei rapporti tra il Coni e la Federazione Pugilistica Italiana (Fpi). “I nostri rapporti con il Cio sono sotto gli occhi di tutti, il rapporto con la federazione italiana pugilato è idilliaco, e il mio rapporto personale con il presidente della Fpi D’Ambrosi è straordinario. Quindi per l’Italia non ci sarà nessun problema”, ha concluso.

Un futuro incerto per il pugilato internazionale

La decisione del Cio di interrompere i rapporti con l’Iba rappresenta un duro colpo per il pugilato internazionale. L’Iba è stata alle prese con una serie di problemi negli ultimi anni, tra cui accuse di corruzione, mala gestione e mancanza di trasparenza. La decisione del Cio è un segnale chiaro che il CIO non ha fiducia nella capacità dell’Iba di riformarsi e di gestire lo sport in modo trasparente ed efficiente. Rimane da vedere come si evolverà la situazione e quale sarà il futuro del pugilato internazionale in assenza dell’Iba.

Di nike

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