Cremona – L’ennesima tragedia sul lavoro si è consumata nel cuore di Cremona nel primo pomeriggio di lunedì 16 febbraio 2026. Un operaio di 55 anni, Catalin Moise Robu, di nazionalità romena ma da tempo residente a Ghisalba, in provincia di Bergamo, è deceduto in seguito a una caduta da circa dieci metri di altezza. L’incidente è avvenuto in un cantiere edile allestito in Corso Vittorio Emanuele II, al civico 7, in pieno centro storico.

La dinamica dell’incidente

Secondo le prime ricostruzioni, basate sulle testimonianze dei colleghi e sui rilievi delle forze dell’ordine, la tragedia si è verificata intorno alle 14:30. Catalin Moise Robu, dipendente di un’impresa edile bergamasca, la “R.C. Coperture S.r.l.” di Ghisalba, si trovava su una piattaforma aerea mobile, comunemente nota come “cestello”, insieme al titolare della ditta. Stavano effettuando un sopralluogo sul tetto di una palazzina per verificare la natura di alcune infiltrazioni d’acqua.

Nel tentativo di ispezionare con maggiore precisione un punto della copertura, l’operaio si sarebbe sporto eccessivamente dal cestello, perdendo l’equilibrio e precipitando nel vuoto. Il volo di quasi dieci metri si è concluso nel cortile interno dell’edificio. L’impatto con il suolo è stato violentissimo e non ha lasciato scampo al 55enne.

I soccorsi e le indagini

L’allarme è scattato immediatamente. Sul posto sono giunti in codice rosso i sanitari del 118 con un’automedica e un’ambulanza, i Vigili del Fuoco, i Carabinieri del Radiomobile di Cremona e gli ispettori dell’Ats (Agenzia di Tutela della Salute) Val Padana. Purtroppo, ogni tentativo di rianimazione da parte del personale medico si è rivelato inutile: per Catalin Moise Robu non c’è stato altro da fare che constatare il decesso, avvenuto sul colpo.

Le forze dell’ordine hanno transennato l’area per effettuare tutti i rilievi necessari a ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Sul luogo della tragedia è intervenuto anche il magistrato di turno, Paolo Rizzardi, per coordinare le indagini. L’inchiesta dovrà accertare se nel cantiere siano state rispettate tutte le normative in materia di sicurezza sul lavoro e se vi siano eventuali responsabilità. La salma dell’operaio è stata trasportata all’obitorio di Cremona, a disposizione dell’autorità giudiziaria che valuterà se disporre l’autopsia.

Una vita spezzata e il dolore di una comunità

Catalin Moise Robu era ben inserito nella comunità di Ghisalba, dove viveva con la sua famiglia. Lascia la moglie Camelia e due figli maggiorenni, Riccardo e Simina. La notizia ha gettato nello sconforto i familiari, i colleghi e chi lo conosceva, descrivendolo come una persona riservata e un lavoratore esperto. Il figlio ha appreso della tragedia mentre si trovava a Vicenza per motivi di lavoro.

Il dramma delle morti bianche: una piaga sociale

Questo tragico evento riaccende i riflettori sulla questione della sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare nel settore edile, uno dei più a rischio. I sindacati, tra cui la Cgil di Bergamo, hanno espresso cordoglio e rabbia, sottolineando come non si possa parlare di fatalità, ma di un “fallimento che si ripete”. I dati recenti mostrano un quadro allarmante: nonostante un calo generale degli infortuni, il numero di vittime sul lavoro nella provincia di Cremona è quasi raddoppiato nei primi undici mesi del 2025 rispetto all’anno precedente, passando da 7 a 13 decessi. Un dato che colloca la provincia tra quelle da “bollino rosso” in Italia per incidenza di mortalità.

La morte di Catalin Moise Robu non è solo una statistica, ma la storia di una vita interrotta che impone una riflessione profonda e azioni concrete. Come sottolineato dalle organizzazioni sindacali, sono necessari maggiori investimenti in formazione, controlli più seri e una cultura della sicurezza che non consideri la prevenzione un costo da tagliare, ma un diritto fondamentale e un investimento sulla vita umana.

Di veritas

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