Milano – Non bastano l’oro luccicante della staffetta mista e l’argento individuale che l’ha proiettata nella leggenda dello sport italiano. Sulla nazionale di short track, impegnata nei Giochi Olimpici casalinghi di Milano Cortina 2026, si allunga l’ombra gelida di una polemica interna che rischia di minare la coesione del gruppo. Protagonisti del botta e risposta a distanza sono i due atleti di punta del movimento: da una parte Arianna Fontana, la campionessa infinita, 35 anni e 13 medaglie olimpiche in carriera, e dall’altra Pietro Sighel, la stella emergente, classe ’99, volto nuovo di una squadra che sogna in grande.
La scintilla: le parole di Sighel
A far divampare l’incendio sono state le dichiarazioni, tanto inattese quanto taglienti, rilasciate da Pietro Sighel a “La Repubblica” all’indomani dello storico oro nella staffetta mista. Invece di celebrare l’unità d’intenti, il giovane pattinatore trentino ha tracciato una linea netta tra sé e la veterana del gruppo: “Arianna Fontana? Ma chi la conosce?”, ha esordito, gelando l’entusiasmo generale. “Da otto anni si allena all’estero, ha scelto così. Di sicuro, con lei non siamo una squadra, a parte i due minuti e mezzo in pista”. Parole pesanti, che non si sono fermate qui, ma hanno anche elogiato il resto del gruppo femminile, “brave a crescere anche senza di lei”.
Le affermazioni di Sighel hanno riportato a galla tensioni mai sopite, radicate in anni di scelte e percorsi differenti. Arianna Fontana, infatti, da tempo ha scelto di prepararsi negli Stati Uniti con il marito e allenatore Anthony Lobello, una decisione che l’ha allontanata fisicamente dal gruppo azzurro. Sighel ha anche fatto riferimento a un episodio passato, quello del 2019 in cui Fontana accusò due compagni di squadra di averla fatta cadere in allenamento, un caso poi chiuso con l’assoluzione degli atleti dal tribunale federale. “Una storia che è finita come doveva finire, anzi che non doveva nemmeno cominciare”, ha chiosato Sighel, evidenziando una frattura apparentemente insanabile.
La replica glaciale della Regina del Ghiaccio
La risposta di Arianna Fontana non si è fatta attendere. Intercettata dai microfoni a Casa Italia, nel cuore pulsante dell’olimpismo azzurro alla Triennale di Milano, la campionessa ha liquidato la questione con poche, ma pesantissime, parole. “Ho letto l’intervista e sinceramente non merita assolutamente la mia attenzione”, ha dichiarato con freddezza, dimostrando di voler porre se stessa e i suoi traguardi al di sopra delle polemiche.
La “Freccia Bionda” ha poi affidato la sua difesa più potente ai fatti, al suo impegno concreto per la causa comune: “Parlano i risultati”, ha sentenziato. E ha aggiunto un dettaglio non trascurabile: “Se non avessi voluto far parte della squadra non mi sarebbe interessato rimanere a Bormio e allenarmi con loro in vista delle staffette, me ne sarei stata all’estero”. Un modo per sottolineare come, al di là delle dinamiche personali, la sua professionalità e il suo attaccamento alla maglia azzurra, almeno in pista, non siano in discussione.
Il tentativo di mediazione e un futuro incerto
Colpito dal clamore mediatico suscitato dalle sue parole, Pietro Sighel ha successivamente tentato di gettare acqua sul fuoco attraverso un post sui suoi canali social. Ha spiegato che il suo era “un ragionamento più ampio e centrato sul percorso tecnico della squadra” e che, dicendo che il gruppo era cresciuto “senza Arianna”, si riferiva al tempo limitato trascorso insieme a causa degli allenamenti di lei all’estero. Ha riconosciuto il valore della compagna, definendola “una campionessa che ha fatto la storia dello short track italiano”, e ha concluso affermando che “in pista siamo professionisti, fuori ognuno fa il suo percorso. E quando si gareggia per l’Italia, si è tutti dalla stessa parte”.
Nonostante il tentativo di ricucire lo strappo, la crepa nel blocco di ghiaccio azzurro rimane evidente. Questa “guerra fredda” interna solleva interrogativi cruciali sul futuro della squadra. Può un gruppo raggiungere i massimi traguardi senza una reale coesione? E può il talento smisurato di una fuoriclasse come Arianna Fontana bastare a compensare le dinamiche di spogliatoio? Mentre le gare proseguono, e con esse la caccia alle medaglie, resta da vedere se il gelo tra i due campioni si scioglierà o se le loro strade, unite solo per pochi minuti sul ghiaccio, siano destinate a rimanere irrimediabilmente parallele.
