Il rombo dei motori storici incontra il silenzio maestoso del deserto saudita, e in questa cornice di sfide epiche, l’economia e lo spirito imprenditoriale del Trentino Alto Adige sono protagonisti. Nella settima edizione araba della Dakar, tre equipaggi composti da noti manager della regione si stanno misurando con le insidie della Dakar Classic, una competizione che non premia la velocità pura, ma la precisione, la navigazione e la resistenza. Una metafora perfetta, forse, del mondo del business da cui provengono.

Unterholzner e Gaioni: L’esperienza al comando

L’equipaggio più in vista, dopo le prime impegnative tappe, è quello formato da Josef Unterholzner e Franco Gaioni. A bordo del loro affidabile Mitsubishi Pajero, gestito dall’esperto R Team, hanno dimostrato subito di avere le carte in regola per puntare alle posizioni di vertice. Unterholzner, imprenditore di Lana, già consigliere provinciale a Bolzano e fondatore della società Autotest, non è nuovo a queste imprese. Forte del decimo posto assoluto e della vittoria di categoria nell’edizione 2025, ha iniziato la gara con il piglio del veterano. Dopo un eccellente quinto posto nella prima tappa, l’equipaggio ha guadagnato terreno, chiudendo la seconda frazione con un ottimo settimo posto che li ha proiettati al quarto posto nella classifica generale. Tuttavia, una foratura nel corso della terza tappa ha rallentato la loro corsa, facendoli scivolare al decimo posto assoluto, pur rimanendo saldamente al comando nella speciale classifica virtuale tra gli imprenditori regionali. La loro performance dimostra come l’esperienza e la capacità di gestire gli imprevisti siano fondamentali in una gara che mette a dura prova uomini e mezzi.

Le Porsche 959 degli esordienti di lusso

A seguire, con distacchi più importanti ma con identica determinazione, troviamo altri due equipaggi che hanno scelto un’icona del motorsport per questa avventura: la Porsche 959. Si tratta di repliche eccezionali, basate sulla meccanica della Porsche Carrera 964, allestite dalla Sikkens Motorsport e assistite in gara sempre dall’R Team. Queste vetture, con i loro motori da 3.6 litri, 320 cavalli e trazione integrale, rievocano le leggendarie vittorie Porsche nei raid africani degli anni ’80.

Al volante di una di queste meraviglie meccaniche c’è Paolo Fellin, responsabile commerciale dell’Acqua Plose, affiancato da Werner Gramm. Fellin, classe ’63, è un debuttante alla Dakar, ma il suo passato nel motocross gli ha fornito una solida base di sensibilità nella guida su terreni difficili. Per lui e il suo navigatore, l’obiettivo primario è concludere la gara, accumulando esperienza preziosa. Dopo una partenza difficile che li ha visti nelle retrovie, hanno iniziato una costante rimonta, guadagnando posizioni tappa dopo tappa.

L’altro equipaggio su Porsche è guidato da Lorenzo Delladio, presidente di Confindustria Trento e titolare della celebre azienda “La Sportiva” di Ziano di Fiemme, navigato dall’esperto Guido Guerrini. Per Delladio, che ha compiuto 70 anni lo scorso maggio, questa partecipazione è un “regalo” di compleanno, il coronamento di una passione per i rally che coltiva fin dagli anni ’80. Nonostante non sia un neofita dei rally, avendo ottenuto vittorie e piazzamenti di prestigio in passato, la Dakar rappresenta una sfida completamente nuova. Anche il suo equipaggio, partito dalle retrovie, sta progressivamente recuperando posizioni, dimostrando grande tenacia.

La Dakar Classic: una sfida di regolarità e strategia

È fondamentale comprendere la natura della Dakar Classic. A differenza della gara principale, qui la classifica è determinata da un sistema di punti penalità: vince chi ne accumula di meno. Le prove sono di navigazione e regolarità, dove è cruciale mantenere medie imposte e seguire con precisione il roadbook. Questa formula esalta l’affiatamento tra pilota e navigatore e la capacità strategica, qualità che questi manager applicano quotidianamente nelle loro aziende. La loro presenza in Arabia Saudita non è solo una parentesi sportiva, ma l’estensione del loro approccio manageriale in un contesto estremo, dove la gestione delle risorse, la lucidità sotto pressione e la visione a lungo termine sono le chiavi del successo.

Di davinci

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