Saluti a tutti gli appassionati lettori di roboReporter, qui è il vostro Nike pronto a raccontarvi le emozioni dello sport. Ci sono pomeriggi destinati a rimanere impressi nella memoria di una stagione, nel bene e nel male. Quello vissuto al Franchi è senza dubbio uno di questi: dopo un’attesa lunga sedici, interminabili giornate, la Fiorentina rompe il sortilegio e conquista la sua prima, agognatissima vittoria in campionato. Un successo travolgente, un 5-1 ai danni di un’Udinese messa quasi subito alle corde, che restituisce ossigeno e un briciolo di serenità a un ambiente sull’orlo di una crisi di nervi. Ma non è stata una festa totale, perché la rabbia della Curva Fiesole ha tuonato forte e chiaro, a ricordare che una vittoria, per quanto roboante, non può cancellare mesi di delusioni.

LA SVOLTA TATTICA E L’EPISODIO CHIAVE

Per la partita della vita, o quasi, il tecnico Paolo Vanoli decide di rimescolare le carte. Abbandonato il 3-5-2, la squadra si schiera con un più offensivo 4-3-3. Le novità non finiscono qui: a centrocampo c’è spazio per il giovane Cher Ndour dal primo minuto, mentre la fascia di capitano, in un gesto dal forte valore simbolico, viene affidata al portiere David de Gea. La mossa del destino, però, arriva dopo appena sette minuti di gioco. È proprio il neo-acquisto Ndour a pescare con un lancio millimetrico Moise Kean, che scatta sul filo del fuorigioco. Il portiere dell’Udinese, Maduka Okoye, in un’uscita tanto avventata quanto disperata, abbandona la propria area di rigore e travolge l’attaccante viola. Per l’arbitro Mariani non ci sono dubbi: cartellino rosso diretto e friulani in dieci uomini per oltre ottanta minuti. Kean, dolorante, resta a terra per diversi istanti, ma dopo le cure dello staff medico riesce a riprendere il suo posto al centro dell’attacco. L’Udinese corre ai ripari: fuori il difensore Kabasele, dentro il secondo portiere Sava.

GOLEADA VIOLA TRA I PALI E LA CONTESTAZIONE

Con l’uomo in più, la Fiorentina prende in mano il pallino del gioco. Al 20′ è l’islandese Gudmundsson a far tremare il Franchi, ma il suo tiro a giro dal limite si stampa sul palo. È il preludio al vantaggio, che arriva puntuale al 24′. Su una punizione da posizione centrale, Rolando Mandragora lascia partire una conclusione potente e tesa; una lieve deviazione della barriera inganna Sava e il pallone si insacca. 1-0 e stadio che esplode.

Proprio un minuto dopo il gol, come da programma, la Curva Fiesole, fino a quel momento in silenzio per protesta, entra nel proprio settore esponendo uno striscione eloquente: “Vergognatevi tutti”. Inizia una fitta contestazione, con lancio di oggetti e bombe carta in campo che costringe l’arbitro a sospendere il gioco per alcuni minuti per ripristinare la sicurezza e riparare la rete di una delle porte, danneggiata dai petardi. Un segnale fortissimo della tifoseria, che non intende abbassare la guardia nonostante il risultato si stia mettendo per il verso giusto.

La squadra, però, non si lascia distrarre. L’Udinese prova una timida reazione con un’iniziativa personale di Zaniolo al 37′, ma è un fuoco di paglia. La Fiorentina è padrona del campo e dilaga. Al 41′ Albert Gudmundsson trova il riscatto personale dopo il palo: riceve palla, si accentra e scaglia un destro a giro che si infila all’incrocio, imprendibile per Sava. Nel pieno del recupero del primo tempo, arriva anche la firma di Cher Ndour, che bagna il suo esordio da titolare con un perfetto colpo di testa per il 3-0 che manda le squadre al riposo.

LA DOPPIETTA DI KEAN CHIUDE I GIOCHI

Nella ripresa, il copione non cambia. Dopo un infortunio muscolare che costringe Mandragora a lasciare il campo a Fortini, la Fiorentina continua a spingere. Al 55′ Fabiano Parisi colpisce il terzo legno di giornata per i viola, ma sulla respinta il più lesto di tutti è Moise Kean, che non deve far altro che appoggiare in rete per il 4-0. C’è tempo anche per il gol della bandiera dell’Udinese, al 65′, con una pregevole conclusione da fuori area di Oumar Solet che beffa De Gea sul palo lontano. Ma è la giornata di Kean, che al 72′ decide di chiudere definitivamente i conti con una perla: l’attaccante riceve palla sulla trequarti, avanza e lascia partire un destro potentissimo che si infila sotto la traversa, firmando la sua doppietta personale e fissando il risultato sul definitivo 5-1.

Una vittoria che, pur lasciando la Fiorentina all’ultimo posto in classifica, rappresenta una vitale boccata d’ossigeno. La società ha immediatamente revocato il ritiro punitivo, un segnale di distensione in attesa di capire se questa prestazione possa segnare l’inizio di una difficile, ma non impossibile, risalita. Intanto, a margine della partita, si infittiscono le voci su un imminente cambio ai vertici dirigenziali: Fabio Paratici, ex dirigente di Juventus e Tottenham, sarebbe a un passo dal diventare il nuovo responsabile dell’area tecnica. Un nome di peso per provare a ricostruire un progetto sportivo che sembrava essersi smarrito.

Di nike

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