Bologna – Il fortino del Dall’Ara crolla ancora. E lo fa sotto i colpi di una Juventus cinica, compatta e determinata a rialzare la testa dopo lo scivolone di Napoli. Finisce 1-0 per i bianconeri, un risultato pesantissimo che proietta la squadra di Spalletti in piena corsa per un posto in Champions League e che, al contempo, infligge al Bologna di Vincenzo Italiano una nuova, dolorosa frenata. A decidere il match è un’incornata perentoria di Juan Cabal, l’uomo che non ti aspetti, bravo a capitalizzare al minuto 64 un assist al bacio del giovane Yildiz, spezzando l’equilibrio di una partita tesa e tatticamente bloccata.
Per il Bologna, la maledizione continua. La vittoria casalinga contro la Juventus resta un tabù che resiste dal lontano 29 novembre 1998. Un’attesa lunga 28 anni che la squadra di Italiano, reduce dall’esaltante impresa europea in casa del Celta Vigo, sperava di interrompere. Invece, per i rossoblù arriva il secondo KO interno consecutivo dopo quello con la Cremonese, un campanello d’allarme che frena gli entusiasmi di una piazza che sognava in grande. La Juventus, dal canto suo, si gode tre punti che valgono oro: sale a quota 26 in classifica, scavalca proprio i felsinei e lancia un segnale forte e chiaro al campionato.
La Cronaca del Match: Equilibrio e Tensione
La partita si gioca su un filo sottilissimo fin dai primi minuti. Italiano, orfano di pedine importanti come Skorupski, Vitik, Freuler e Casale, disegna un 4-3-3 puro con Moro in cabina di regia e il duo Ferguson-Pobega a fare da scudieri. L’obiettivo è chiaro: contendere il pallino del gioco alla Juventus e togliere ai bianconeri il loro consueto possesso palla. La mossa riesce solo in parte. La Juventus, pur priva di Gatti, Vlahovic e dell’oggetto misterioso Milik, tiene bene il campo, si affida alla velocità delle sue ali, Yildiz e Conceicao, e alle incursioni di McKennie per creare pericoli.
La sfida è maschia, combattuta soprattutto in mezzo al campo. Le occasioni latitano, ma è la Juventus a trovare per prima la via del gol al 36′ con David, servito da una spizzata di un compagno. La gioia bianconera, però, dura un attimo: il guardalinee alza la bandierina segnalando una posizione di fuorigioco di McKennie a inizio azione, e il VAR conferma. Il Bologna, scampato il pericolo, prende coraggio e nel finale di primo tempo si rende pericoloso in tre occasioni. È un super Di Gregorio a negare il gol prima a Pobega, con un intervento ravvicinato su palla inattiva, e poi per due volte a Riccardo Orsolini, prima su un tap-in da posizione defilata e poi su una conclusione velenosa. La sfortuna si accanisce sui rossoblù quando, a fil di sirena, una combinazione tra Orsolini e Zortea si stampa sulla traversa, facendo tremare tutta la retroguardia juventina.
La Ripresa: Le Mosse di Spalletti e il Gol di Cabal
Al rientro dagli spogliatoi, la partita cambia volto. Spalletti si rivela un tattico sopraffino e le sue mosse risultano decisive. L’ingresso di Openda al posto di un evanescente David dà subito più profondità e imprevedibilità all’attacco bianconero. È proprio il nuovo entrato, dopo appena due minuti, a servire a Yildiz un pallone che andava solo spinto in rete, ma una deviazione miracolosa di Heggem salva il risultato.
Il gol è nell’aria e arriva puntuale al 64′. Sugli sviluppi di un corner battuto corto, Yildiz pennella un cross perfetto al centro dell’area. La difesa del Bologna si dimentica colpevolmente di Juan Cabal, che, tutto solo, può schiacciare di testa senza pietà, trafiggendo Ravaglia e facendo esplodere il settore ospiti. È il gol che spacca la partita.
Il Bologna accusa il colpo e la sua serata da incubo si completa al minuto 71. Openda, imprendibile, si invola verso la porta e viene steso da Heggem al limite dell’area. Per l’arbitro non ci sono dubbi: cartellino rosso diretto per chiara occasione da gol. In dieci uomini, la squadra di Italiano non ha più la forza di reagire. La Juventus amministra con ordine, sfiorando in contropiede il raddoppio in un paio di occasioni con lo scatenato Openda. Gli ultimi minuti servono solo a registrare il ritorno in campo di Bremer, un’altra notizia fondamentale per Spalletti in vista dei prossimi impegni. Al triplice fischio, è festa Juventus: una vittoria di carattere, sofferta ma meritata, che vale un pezzo di futuro.
