Una giornata dedicata alla passione per la montagna si è trasformata in tragedia sul massiccio del Monte Bianco. Carlo Chiodini, 43 anni, originario di Maniago (Pordenone) ma residente a Pozzale di Pieve di Cadore (Belluno), ha perso la vita giovedì pomeriggio, travolto da una scarica di sassi. L’incidente è avvenuto a circa 3.400 metri di quota, sul versante francese, nella zona del Grand Flambeau, a breve distanza dal confine italiano. Chiodini, insieme a un altro allievo, Federico Andreozzi, e al loro istruttore, stava partecipando a un corso per aspiranti guide alpine organizzato dal Collegio Guide Alpine del Friuli Venezia Giulia.

La Dinamica della Tragedia

Secondo le prime ricostruzioni, il gruppo stava procedendo in cordata quando, intorno alle 13:30, una frana di sassi si è staccata improvvisamente dalla parete rocciosa, investendo in pieno i due allievi. Per Carlo Chiodini, purtroppo, non c’è stato nulla da fare; è deceduto sul colpo a causa dei traumi riportati. Il suo compagno di cordata, Federico Andreozzi, originario di Roma, ha subito gravi traumi e fratture multiple. Soccorso e trasportato in elicottero all’ospedale di Annecy, in Francia, è stato ricoverato in gravi condizioni e posto in coma farmacologico. Miracolosamente illeso l’istruttore che li precedeva in cordata.

L’allarme è stato lanciato da altri alpinisti che hanno assistito alla scena. Sul posto è intervenuto il Peloton de Gendarmerie de Haute Montagne (PGHM) di Chamonix, che ha constatato il decesso di Chiodini e ha coordinato le operazioni di soccorso per il compagno ferito.

Le Indagini e il Cordoglio

La procura dell’Alta Savoia ha aperto un’inchiesta per accertare l’esatta dinamica dell’incidente e valutare eventuali responsabilità. I primi accertamenti della gendarmeria francese hanno confermato che l’istruttore possedeva tutti i requisiti e le autorizzazioni necessarie per condurre il corso. Daniele Guagliardo, presidente delle Guide alpine del Friuli Venezia Giulia, ha parlato di una “fatalità”, spiegando che la scarica di sassi sarebbe partita dall’alto senza essere stata provocata da nessuno. “Siamo molto provati, addolorati e abbattuti”, ha dichiarato. Anche il vicepresidente, Massimo Laurencig, ha espresso il profondo dolore del collegio: “Sono cose che per chi va in montagna fanno male, e ci colpiscono nel profondo”.

Carlo Chiodini era un grande e conosciuto appassionato di montagna e alpinismo, e la notizia della sua scomparsa ha suscitato vasto cordoglio nelle comunità di Maniago e Pieve di Cadore. La zona del Grand Flambeau è nota per le sue numerose vie di arrampicata su terreno misto, ma anche per l’instabilità delle sue rocce, un fattore di rischio costante per gli alpinisti.

Di veritas

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