Un foglio di carta e una penna biro. A volte, per comunicare un progetto di vita, non serve altro. Lo sa bene Paolo Catinari, un giovane di 26 anni di Fermo, affetto da sindrome di Down. Paolo non parla, una condizione che potrebbe esporlo al rischio di isolamento, ma la sua determinazione ha trovato un canale espressivo potente e inequivocabile: il disegno. Durante i giorni sospesi della pandemia, mentre il mondo si fermava, la mente di Paolo viaggiava, tratteggiando con cura il suo futuro: una casa accogliente immersa nel verde delle colline marchigiane, circondata da un grande terreno con animali, un piccolo ristorante casalingo e alcune camere per gli ospiti.

Quello che poteva sembrare un capriccio passeggero si è rivelato, con il tempo, un desiderio radicato e tenace. “È diventata un’idea fissa”, ha raccontato il padre, Massimo, testimone della perseveranza del figlio. La famiglia Catinari ha scelto di non ignorare quel disegno, ma di vederci un’opportunità, un vero e proprio piano imprenditoriale. Così, nel 2022, ha compiuto il primo, decisivo passo: l’acquisto di una proprietà a Monte Vidon Corrado, in provincia di Fermo, completa di un edificio da ristrutturare e due ettari di uliveto. La tela perfetta su cui dipingere, a grandezza naturale, il sogno di Paolo.

Un Progetto Fondato su Competenze e Inclusione

Il progetto di Paolo non è un salto nel vuoto, ma poggia su basi solide. Il giovane ha infatti frequentato con profitto l’istituto alberghiero e ha maturato una preziosa esperienza lavorativa in un laboratorio di pasta fresca con annessa ristorazione. Le competenze acquisite sono il motore che può trasformare l’idea in un’attività sostenibile. Ma la visione di Paolo va oltre il personale. Il suo agriturismo non vuole essere solo la sua casa e il suo lavoro, ma un luogo di opportunità, un ecosistema lavorativo capace di accogliere e valorizzare persone con e senza disabilità, creando un modello di inclusione reale e partecipata.

Questa aspirazione a una dimensione comunitaria è il cuore pulsante dell’iniziativa, che mira a scardinare i preconcetti e a dimostrare che la disabilità può diventare una risorsa preziosa nel mondo del lavoro e dell’imprenditoria.

UpWithDown: La Piattaforma che Trasforma i Sogni in Realtà

Ogni grande progetto, per decollare, ha bisogno di una rete di supporto. Ed è qui che entra in scena l’Associazione Italiana Persone Down (AIPD), che ha non solo raccontato e sostenuto la storia di Paolo, ma ha creato uno strumento innovativo per replicare e amplificare queste esperienze. Nasce così “UpWithDown”, una piattaforma definita come “la piattaforma business con più geni”, pensata per creare una connessione virtuosa tra persone, famiglie, competenze e territori.

Lanciata ufficialmente a partire dal 1° maggio, UpWithDown non è un semplice portale digitale, ma uno spazio di incontro e di possibilità. Ecco i suoi obiettivi principali:

  • Dare voce alle idee: Offrire alle persone con sindrome di Down uno spazio per presentare i propri progetti imprenditoriali.
  • Creare connessioni: Mettere in contatto gli aspiranti imprenditori con aziende, brand, investitori e cittadini che desiderano sostenere queste idee, non solo economicamente ma anche con competenze e supporto umano.
  • Promuovere l’autonomia: Favorire percorsi di vita indipendente e di protagonismo attivo, passando da una logica assistenziale a una di piena partecipazione.

L’iniziativa ha già riscosso un notevole interesse: prima ancora del lancio ufficiale, oltre 100 persone avevano già contattato l’AIPD e cinque progetti, tra cui quello di Paolo Catinari, sono già in fase di sviluppo. Questo dimostra l’esistenza di un potenziale imprenditoriale inespresso che attende solo l’occasione giusta per emergere.

Oltre l’Inclusione: Il Diritto di Creare Impresa

La storia di Paolo e la nascita di UpWithDown si inseriscono in un contesto culturale e sociale in evoluzione. Per troppo tempo, il dibattito sull’inserimento lavorativo delle persone con disabilità si è concentrato quasi esclusivamente sul lavoro dipendente. Secondo dati CENSIS per AIPD del 2022, solo il 13,3% delle persone con sindrome di Down ha un contratto di lavoro. Piattaforme come UpWithDown segnano un cambio di paradigma: non si tratta più solo di “trovare un lavoro”, ma di “creare lavoro”, per sé e per gli altri.

Questa “piccola, grande rivoluzione”, come la definiscono dall’AIPD, sposta l’accento dalla richiesta di inclusione al diritto di partecipare attivamente all’economia e alla società, valorizzando talenti e capacità uniche. Il progetto di Paolo Catinari a Monte Vidon Corrado è la prova vivente che un sogno, anche se comunicato senza parole, può gettare le fondamenta per un futuro più equo e produttivo per tutti.

Di veritas

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