Le promesse che si fanno a diciott’anni, quelle che “o durano un giorno o una vita intera”, sono il cuore pulsante di “Cena di classe”, l’ultima fatica registica di Francesco Mandelli, in uscita nelle sale il 26 marzo con Medusa Film. Un’opera corale, agrodolce e profondamente generazionale, che trae la sua linfa vitale dall’omonima e amatissima canzone dei Pinguini Tattici Nucleari, trasformando le note e le parole in un racconto cinematografico che è già stato definito un “manifesto dei Millennials”.
Dalla musica al cinema: una sfida matura
L’idea di trasporre un brano musicale in un lungometraggio ha rappresentato per Francesco Mandelli una sfida tanto ambiziosa quanto affascinante. “Questo film è stata una sfida sin dall’inizio per me”, ha dichiarato il regista, sottolineando come il progetto gli abbia offerto l’opportunità di esplorare nuove corde emotive e narrative, più vicine al suo attuale percorso di vita e lontane dalla pura goliardia che lo ha contraddistinto in passato. “Cena di classe” si configura, infatti, come la sua prova più matura, un film che unisce ironia e introspezione, divertimento e amarezza, raccontando l’assurdo per arrivare al vero.
La pellicola, prodotta da Roadmovie con Medusa Film, è stata scritta a più mani dallo stesso Mandelli insieme a Tiziana Martini, Roberto Lipari, Ignazio Rosato e Andrea Pisani, attingendo anche a esperienze personali per dare vita a una narrazione autentica e toccante.
Una rimpatriata tragicomica: la trama
Diciassette anni dopo l’esame di maturità, un gruppo di ex compagni di liceo si ritrova per un’occasione tutt’altro che felice: il funerale di Pozzi (interpretato dallo stesso Mandelli in un ruolo breve ma significativo), l’amico che con la sua telecamera aveva immortalato i loro sogni e le loro speranze adolescenziali. Questo evento luttuoso diventa il catalizzatore per una rimpatriata che, da cena carica di nostalgia, si trasforma in una lunga e folle notte di eccessi, confessioni e segreti mai svelati.
Il racconto si muove su due piani temporali, intrecciando il presente dei trentenni con i flashback del passato liceale. La serata prende una piega inaspettata quando il gruppo, a cui si è unito anche il bidello preferito Nando (Giovanni Esposito), assume inconsapevolmente una sostanza stupefacente. Da quel momento, gli ex compagni si lasciano andare a goliardate e scherzi nella loro vecchia scuola, in un crescendo di situazioni tragicomiche che culminano con la misteriosa scomparsa del feretro di Pozzi. Questa notte fuori controllo costringerà ognuno a fare i conti con il proprio passato, con le scelte fatte e con la persona che è diventato.
Un cast corale per un ritratto generazionale
La forza di “Cena di classe” risiede in un cast affiatato e ben assortito, capace di dare volto e voce alle diverse anime di una generazione. Tra i protagonisti troviamo:
- Andrea Pisani nel ruolo di Bonelli, che sognava di diventare musicista e si ritrova a fare l’impresario di pompe funebri.
- Roberto Lipari e Annandrea Vitrano, che interpretano Marco e Laura, una coppia apparentemente perfetta che sta insieme dai tempi del liceo.
- Beatrice Arnera è Nané, un’avvocata di successo la cui vita privata è però piena di tormenti.
- Giulia Vecchio veste i panni di Gemma, che ha dovuto affrontare una scelta importante subito dopo la scuola.
- Herbert Ballerina (Luigi Luciano) interpreta l’imprevedibile “figlio di papà” Michael.
- Nicola Nocella è il sensibile Alex, che si è lasciato andare dopo alcune delusioni personali e professionali.
- Francesco Russo interpreta Romeo, stanco di essere perennemente ignorato dagli altri.
A completare il quadro, Giovanni Esposito nel ruolo del nostalgico bidello Nando. Attraverso le loro storie, il film esplora temi universali come l’amicizia, il bisogno di appartenenza e il difficile confronto tra i sogni giovanili e la realtà dell’età adulta.
I sogni infranti dei Millennials
Il film si pone come una riflessione acuta sulla generazione dei Millennials, cresciuta con modelli ispirazionali spesso irraggiungibili e ora alle prese con la frustrazione e il senso di colpa per non aver realizzato le proprie aspirazioni. “Volevamo parlare di loro”, ha spiegato Andrea Pisani, riferendosi a quel “milione di aspiranti Messi” che non ce l’hanno fatta, perché “volere non è sempre potere”.
Un’attenzione particolare è stata dedicata anche ai personaggi femminili, con la volontà, come sottolineato da Mandelli, di descriverne la complessità e la capacità di solidarietà reciproca. “Volevamo fossero personaggi femminili solidi, che facessero ridere ma anche emozionare”, ha aggiunto il regista.
Un atto d’amore verso l’adolescenza
Per Francesco Mandelli, “Cena di classe” rappresenta un “atto d’amore verso l’adolescenza”, un modo per rielaborare quel periodo complesso e formativo della vita. L’ispirazione per l’evento scatenante del film, il funerale di un ex compagno, nasce da un’esperienza personale del regista, che ha trasformato un dolore privato in un’occasione di riflessione universale. La domanda che aleggia per tutta la durata della pellicola è tanto semplice quanto potente: “Se domani finisse tutto, che vita avremmo vissuto?”. Una domanda che invita a un bilancio, a volte spietato, ma necessario per guardare al futuro con una nuova consapevolezza.
