Budapest – Un’alleanza ideologica che si rafforza sull’asse Buenos Aires-Budapest. Il presidente argentino Javier Milei è stato il protagonista della giornata conclusiva della CPAC Hungary 2026, l’annuale e influente conferenza che riunisce le principali figure del mondo conservatore internazionale. La sua visita in Ungheria, la prima in assoluto per un presidente argentino, non è stata solo un’occasione per tenere un discorso programmatico, ma anche per un fitto calendario di incontri istituzionali che hanno cementato il rapporto con il primo ministro Viktor Orbán.

L’Incontro con Orbán: Sintonia su Immigrazione e “Valori Occidentali”

Il fulcro della visita di Milei è stato senza dubbio l’incontro bilaterale con Viktor Orbán presso il Monastero Carmelita di Buda. Un colloquio definito da entrambe le parti come un incontro tra “paesi affini” che condividono la “difesa dei valori occidentali”. Il tema centrale, come anticipato dallo stesso Milei, è stato quello dell’immigrazione. Il leader argentino ha espresso pieno sostegno alla linea dura del premier ungherese, definendo la sua visione “corretta”.

“Quando l’immigrazione non si adatta culturalmente al luogo in cui va, smette di essere immigrazione per trasformarsi in invasione”, ha dichiarato Milei a Orbán, una frase che ha immediatamente fatto il giro dei media internazionali e che riassume la convergenza di vedute tra i due leader. Orbán, da parte sua, ha sottolineato la portata storica dell’evento: “È la prima volta nella storia delle nostre nazioni che un presidente argentino visita l’Ungheria. Siamo molto felici, avviene in un momento molto importante”.

Questa sintonia si inserisce in un contesto più ampio di collaborazione, come evidenziato dalla comune appartenenza al “Consiglio per la Pace” (Board of Peace), un’iniziativa promossa da Washington. L’Argentina e l’Ungheria si posizionano così come alleati strategici in un fronte internazionale che si oppone a quello che definiscono il globalismo.

Il Discorso al CPAC: Morale, Economia e Critiche all’Europa

In qualità di oratore principale alla chiusura del CPAC, Milei ha esposto la sua visione politica, incentrata sulla “morale come politica di Stato”. Nel suo intervento, ha criticato aspramente il socialismo e l’interventismo statale, portando l’esempio delle sue riforme in Argentina come modello di successo. Ha affermato che le sue politiche hanno permesso di evitare l’iperinflazione, ridurre la povertà e abbassare il rischio paese.

Milei non ha risparmiato critiche alla leadership dell’Unione Europea, accusandola di aver “priorizzato la convenienza politica sopra la morale” per decenni. Ha sostenuto che l’attuale traiettoria del continente ha portato a stagnazione e a un indebolimento dello stato di diritto. Secondo il presidente argentino, l’Ungheria, sotto la guida di Orbán, potrebbe avere un ruolo chiave nel guidare l’Europa a “riscoprire se stessa” e le sue radici tradizionali.

Un altro punto toccato nel suo discorso è stata la sicurezza energetica. Milei ha affermato che l’Argentina “è in grado di garantire la sicurezza energetica dell’Europa”, un’offerta che si inserisce nelle complesse dinamiche geopolitiche attuali.

Una Visita Storica e Altri Incontri

La visita di Milei a Budapest, che rappresenta il suo terzo fine settimana consecutivo all’estero, è stata densa di appuntamenti. Oltre all’incontro con Orbán, il presidente ha avuto un colloquio con l’omologo ungherese, Tamás Sulyok, presso il Palazzo Sándor, dove è stato ricevuto con tutti gli onori militari. Durante la sua permanenza, Milei ha anche ricevuto un titolo accademico onorifico, il “Civis Universitatis Honoris Causa”, dalla Ludovika University of Public Service, per i suoi “contributi significativi alla società e alla politica”.

Ad accompagnare il presidente nella sua missione europea c’erano figure chiave del suo gabinetto, tra cui la sorella e Segretario Generale della Presidenza, Karina Milei, e il Ministro degli Esteri, Pablo Quirno. La delegazione presidenziale ha fatto ritorno a Buenos Aires nella mattinata di domenica 22 marzo.

Il Contesto del CPAC Hungary 2026

La Conferenza di Azione Politica Conservatrice (CPAC) in Ungheria è diventata un appuntamento fisso per i leader e gli intellettuali della destra mondiale. L’edizione del 2026 ha visto la partecipazione di numerose figure di spicco, tra cui Santiago Abascal, leader del partito spagnolo Vox, e ha ricevuto un videomessaggio di sostegno dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha elogiato Orbán come un “leader forte”. L’evento si è svolto in un clima politico acceso, a poche settimane dalle elezioni ungheresi previste per il 12 aprile.

Di atlante

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