Bergamo – Un’altra vita spezzata, un altro femminicidio che scuote le coscienze. Valentina Sarto, 41 anni, è stata brutalmente uccisa nella tarda mattinata di mercoledì 18 marzo nella sua casa in via Pescaria, alla periferia di Bergamo, non lontano dallo stadio. A porre fine alla sua esistenza è stato il marito, Vincenzo Dongellini, 49 anni, che l’ha colpita ripetutamente con un coltello per poi tentare di togliersi la vita. L’uomo è stato arrestato e si trova ora in carcere.

La brutale aggressione e i primi soccorsi

Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, il delitto sarebbe avvenuto al culmine di una lite. Valentina Sarto è stata raggiunta da numerosi fendenti, inferti con violenza in punti vitali come la schiena e il collo. I primi risultati dell’autopsia, eseguita dal medico legale Luca Tajana, indicano che la donna sarebbe stata colpita alle spalle con ben 19 coltellate, senza avere la possibilità di difendersi. A dare l’allarme è stata la figlia 22enne di Dongellini, avuta da una precedente relazione, che ha ricevuto una telefonata dal padre in cui le confessava di aver litigato con la moglie e di averla colpita. La ragazza ha immediatamente contattato il 112. Sul posto sono giunti rapidamente i sanitari del 118, gli agenti della Polizia di Stato e i vigili del fuoco, ma per Valentina non c’era già più nulla da fare: è stata trovata in una pozza di sangue nella camera da letto e i medici non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.

Il tentato suicidio e l’arresto

Dopo aver commesso l’omicidio, Vincenzo Dongellini ha tentato di togliersi la vita. Inizialmente si era parlato di ferite da taglio autoinflitte, ma sembra che l’uomo abbia anche ingerito della candeggina. Soccorso dal personale medico, è stato trasportato e piantonato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove è stato giudicato non in pericolo di vita. Una volta dimesso, è stato trasferito nel carcere di Gleno a Bergamo con l’accusa di omicidio volontario, aggravato dalla nuova fattispecie di femminicidio. Durante l’interrogatorio di garanzia davanti al pubblico ministero Antonio Mele, che coordina le indagini, l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Il movente: una relazione in crisi

Sebbene non risultino denunce o segnalazioni pregresse per violenza domestica, il rapporto tra Valentina Sarto e Vincenzo Dongellini era in crisi da tempo. Sposati da appena un anno, a maggio del 2025, ma insieme da una decina d’anni, la coppia viveva un periodo di forti tensioni. Sembra che Valentina stesse valutando la possibilità di interrompere la relazione. Una vicina di casa ha riferito di aver sentito spesso la coppia litigare, specialmente negli ultimi giorni. Le prime ipotesi investigative si concentrano su un movente di natura passionale. Secondo quanto emerso, Dongellini, ex magazziniere disoccupato da circa due anni, soffriva di depressione ed era in cura presso una psichiatra. La madre della vittima ha raccontato che la figlia le aveva confidato episodi di aggressività da parte del marito, tra cui uno in cui le avrebbe sbattuto la testa contro un armadio.

Le indagini e le reazioni

Le indagini sono condotte dalla Squadra Mobile di Bergamo, sotto il coordinamento del sostituto procuratore Antonio Mele. La polizia scientifica ha effettuato i rilievi nell’appartamento di via Pescaria, che è stato posto sotto sequestro. La notizia ha scosso profondamente la comunità di Bergamo. La sindaca Elena Carnevali ha definito il femminicidio “un crimine agghiacciante” e “una ferita profonda per la città”, sottolineando come, ancora una volta, la violenza si sia consumata tra le mura domestiche, in quello che dovrebbe essere un luogo di sicurezza. Valentina Sarto era molto conosciuta in città: lavorava come barista al “Baretto”, storico locale di fronte allo stadio, punto di riferimento per i tifosi dell’Atalanta.

Di veritas

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