Con una decisione unanime della giuria, Ancona è stata proclamata Capitale Italiana della Cultura per il 2028. Un verdetto che ha riempito di orgoglio non solo la comunità anconetana, ma anche uno dei suoi più illustri figli d’adozione artistica, il maestro scenografo Dante Ferretti. Le sue parole, cariche di emozione e affetto, risuonano come una promessa: “Ancona è nel mio cuore: qui è nata la mia carriera con i primi film e l’ispirazione per Fellini in ‘E la nave va’. Questa vittoria è una grande occasione: la città ha nel mare, nella storia e nella luce un’energia creativa unica. Sarò testimonial della sua bellezza, trasformando il patrimonio adriatico in narrazione cinematografica universale”.
Il coinvolgimento del tre volte premio Oscar, maceratese di nascita ma anconetano per formazione e ispirazione, non è solo una testimonianza di prestigio. Ferretti è infatti una figura centrale e operativa nel dossier che ha conquistato il Ministero della Cultura, intitolato significativamente “Ancona. Questo Adesso”, un verso tratto da una poesia dell’anconetano Francesco Scarabicchi. A lui è affidata la direzione artistica di uno dei progetti più ambiziosi e qualificanti del programma: il Museo della Civiltà del Mare Adriatico.
Un Museo che Racconta il Mare
Il Museo della Civiltà del Mare Adriatico, che sorgerà all’interno della suggestiva Mole Vanvitelliana, si preannuncia come un’istituzione innovativa e lontana dai canoni tradizionali. Non una semplice collezione di reperti, ma un’esperienza immersiva e narrativa che, sotto la guida visionaria di Ferretti, esplorerà il profondo legame della città e dell’intero bacino adriatico con il mare. L’assessora alla Cultura, Marta Paraventi, ha sottolineato come non si tratterà solo di una visione scenografica, ma di un museo che darà voce e suono al mare, un polo che unirà ricerca, archivi, tecnologie immersive e oggetti della civiltà marittima. Il percorso verso la sua realizzazione inizierà già tra il 2026 e il 2027 con una grande mostra internazionale dedicata proprio a Ferretti, al suo rapporto con il mare e al dialogo artistico con figure come Valeriano Trubbiani e Federico Fellini.
Un Dossier Vincente: “Ancona. Questo Adesso”
Il progetto che ha permesso ad Ancona di prevalere sulle altre nove città finaliste è stato definito “eccellente” dalla commissione giudicante. Il dossier, frutto di un ampio lavoro di squadra che ha coinvolto istituzioni come il Comune, l’Università Politecnica delle Marche e la Regione Marche, si articola in quattro macroaree tematiche, strettamente connesse alla morfologia e all’identità della città:
- Questo Mare: Focalizzata sulla riattivazione culturale dell’area portuale e sul rapporto storico con il mare, include, oltre al museo diretto da Ferretti, un racconto cinematografico dell’Arco di Traiano affidato al regista Abel Ferrara e la creazione di un Archivio Visivo e Sonoro del Mare.
- Via Maestra: Un filo narrativo che connette i principali istituti culturali della città, trasformandoli in nodi di una rete condivisa di mostre, eventi e ricerca.
- Adesso Parco: Un’area che unisce natura e cultura, mettendo in relazione il Parco urbano del Cardeto e il Parco Regionale del Conero in una prospettiva di sostenibilità e valorizzazione del paesaggio.
- Mare Culturale: Dedicata alla creatività digitale, ai nuovi linguaggi e al coinvolgimento delle giovani generazioni, con l’obiettivo di costruire un ecosistema basato sulla conoscenza e sulla valorizzazione dei talenti locali.
Questo programma, che conta oltre ottanta progetti originali e site-specific, non si limita a un calendario di eventi, ma si configura come un vero e proprio piano di rigenerazione urbana e sociale. Per la sua realizzazione, la città riceverà un contributo ministeriale di un milione di euro, che si andrà a sommare a investimenti già pianificati per un totale ben più cospicuo.
Il Legame Indissolubile tra Ferretti e Ancona
La felicità di Dante Ferretti per questo riconoscimento è palpabile e profondamente radicata nella sua biografia. “Sono nato artisticamente ad Ancona, la città che mi ha dato la possibilità di fare i miei primi film”, ha ricordato il Maestro, citando titoli come ‘Le prigioniere dell’isola del diavolo’ e ‘Il giustiziere dei mari’. È proprio nel capoluogo marchigiano che trovò l’ispirazione per uno dei capolavori felliniani, “E la nave va”. Ferretti ha raccontato di come lui e Fellini si recarono ad Ancona, dove presentò al grande regista lo scultore Valeriano Trubbiani, che collaborò poi al film.
Oggi, con questo nuovo prestigioso incarico, Ferretti si impegna a restituire alla città quella stessa energia creativa che ha nutrito i suoi esordi. La sua visione trasformerà la storia marittima di Ancona in un linguaggio universale, quello del cinema e della grande arte scenografica, proiettando la città dorica su un palcoscenico internazionale e confermando il suo ruolo di crocevia strategico di culture nel cuore dell’Adriatico.
