Una svolta epocale per l’inclusione e la partecipazione democratica. Con la circolare n. 32 del 13 marzo 2026, il Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell’Interno ha stabilito che la Carta Europea della Disabilità, nota come EU Disability Card, è ora un documento valido per accedere al voto assistito nei seggi elettorali. Questa importante novità, che entrerà in vigore già a partire dal referendum del 22 e 23 marzo, mira a “semplificare e uniformare” le procedure, eliminando la necessità di ulteriori e spesso ridondanti certificazioni mediche per gli elettori con disabilità.

Una semplificazione attesa a tutela della dignità

Fino ad oggi, l’accesso al voto assistito per le persone con disabilità che impediscono l’esercizio autonomo del diritto di voto era un percorso talvolta complesso. La normativa, pur prevedendo questa possibilità, richiedeva una delle seguenti condizioni:

  • L’annotazione permanente del diritto al voto assistito (con la sigla “AVD”) sulla tessera elettorale.
  • Un impedimento fisico evidente che non lasciasse dubbi al presidente di seggio.
  • L’esibizione del libretto di pensione di invalidità civile con indicazione di cecità assoluta.
  • La presentazione di un certificato medico specifico rilasciato dall’ASL.

Questa prassi, tuttavia, si è spesso tradotta in difficoltà operative e burocratiche, come segnalato da numerose associazioni e cittadini, che lamentavano la richiesta sistematica del timbro “AVD” anche in presenza di altre certificazioni valide. La nuova circolare interviene proprio per superare queste criticità, introducendo uno strumento unico, riconosciuto a livello europeo, per attestare la necessità di un accompagnatore.

Come funziona: la lettera “A” che apre le porte del voto

La novità fondamentale risiede nel riconoscimento della EU Disability Card come documento idoneo, a patto che rechi l’indicazione della necessità di un accompagnatore. Questa condizione è segnalata dalla presenza della lettera “A” sulla parte anteriore della carta. La lettera “A” identifica le persone maggiorenni non autosufficienti, titolari di indennità di accompagnamento per cecità o altre gravi condizioni.

In presenza di tale carta, il presidente di seggio potrà ammettere direttamente l’elettore al voto assistito. La procedura sarà inoltre più snella e rispettosa della privacy: l’annotazione sul verbale delle operazioni elettorali riporterà semplicemente la dicitura “Voto assistito con EU Disability Card – A”, evitando di includere dettagli sanitari sensibili, in linea con il principio di minimizzazione dei dati personali.

L’accompagnatore, scelto dall’elettore, può essere un familiare o un’altra persona di fiducia, a condizione che sia iscritto nelle liste elettorali di un qualsiasi comune italiano. Ogni accompagnatore, come da normativa vigente, può assistere un solo elettore con disabilità.

Un passo avanti per i diritti e l’autodeterminazione

Il presidente dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, Maurizio Borgo, ha accolto con grande favore questa innovazione, definendola “un passo significativo nel percorso volto a garantire a tutte le persone, indipendentemente dalla loro condizione o caratteristiche, la possibilità di partecipare alla vita politica in condizioni di parità con gli altri cittadini”. L’auspicio, condiviso da federazioni come FISH e FAND, è che questo sia solo l’inizio di un percorso verso la piena garanzia dei diritti elettorali, estendendo la possibilità del voto assistito anche a persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo.

In questa direzione, la stessa circolare ministeriale richiama l’attenzione dei presidenti e dei componenti di seggio su un’altra questione cruciale. A seguito di segnalazioni di schede annullate a elettori con disturbi del neurosviluppo che, pur votando autonomamente, non riuscivano a ripiegare correttamente la scheda, il Ministero invita a “mettere in atto ogni utile attività di ausilio pratico”. Questo “accomodamento ragionevole”, come definito da Borgo, è un invito al buonsenso per rendere effettivo un diritto fondamentale, garantendo al contempo la segretezza del voto.

Cos’è la EU Disability Card e come richiederla

La Carta Europea della Disabilità è un documento, parte del progetto europeo “EU Disability Card”, che permette di attestare la propria condizione di disabilità senza dover esibire certificazioni sanitarie. Rilasciata in Italia dall’INPS, garantisce l’accesso a servizi gratuiti o agevolati in vari settori (trasporti, cultura, tempo libero) sia sul territorio nazionale che negli altri Paesi dell’Unione Europea. La richiesta può essere inoltrata online tramite il portale dell’INPS o con il supporto di associazioni abilitate, e la carta viene rilasciata entro 60 giorni.

Questa innovazione non solo semplifica la vita di migliaia di cittadini, ma rappresenta un profondo cambiamento culturale: un passo concreto verso una società dove il diritto di voto è veramente universale e accessibile, e dove la partecipazione di ogni individuo è valorizzata e facilitata.

Di veritas

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