Una ventata di ottimismo spira sui mercati finanziari europei, che chiudono una seduta in deciso rialzo, contagiati dall’apertura positiva di Wall Street. A infondere fiducia negli investitori contribuiscono principalmente due fattori: il parziale ritracciamento del prezzo del petrolio e un cauto ottimismo legato agli sviluppi geopolitici in Medio Oriente. In questo contesto, l’indice paneuropeo Stoxx 600 ha segnato un progresso dello 0,9%, con performance particolarmente brillanti per le piazze di Milano e Madrid.
Piazza Affari e Madrid in Volata, Bene Anche le Altre Piazze Europee
La Borsa di Milano si è distinta come la migliore in Europa, con l’indice Ftse Mib che ha messo a segno un robusto rialzo del +1,7%. A ruota segue Madrid, con l’Ibex 35 che guadagna l’1,6%. Positive, ma più contenute, le performance delle altre principali borse del Vecchio Continente: Parigi (+1%), mentre Londra e Francoforte chiudono entrambe a +0,9%. Un andamento corale che testimonia il clima di fiducia diffuso tra gli operatori.
A trainare i listini sono stati soprattutto i settori ciclici, più sensibili alle aspettative sull’andamento dell’economia. In grande spolvero il comparto bancario (+1,8%) e quello assicurativo (+1,5%), che beneficiano delle prospettive di rialzi dei tassi e di un quadro macroeconomico percepito come meno incerto. In crescita anche il settore energetico (+1,6%), nonostante il calo del greggio, e le utility (+1,5%), sostenute dal prezzo del gas.
Materie Prime: Petrolio in Calo, Gas in Rialzo
Sul fronte delle materie prime, si registra un alleggerimento della pressione sul petrolio. Il WTI (West Texas Intermediate) si attesta a 94,4 dollari al barile, con un rialzo contenuto dello 0,9%, mentre il Brent si posiziona a 101,54 dollari (+1,3%). Questo calo, seppur lieve, è stato interpretato positivamente dai mercati, che vedono allontanarsi, almeno per il momento, lo spettro di una fiammata inflazionistica alimentata dall’energia. In controtendenza il prezzo del gas naturale, con le quotazioni ad Amsterdam che guadagnano l’1,7%, raggiungendo i 51,76 euro al megawattora.
Banche Centrali Sotto i Riflettori
L’attenzione degli investitori è ora tutta rivolta alle prossime mosse delle banche centrali. In settimana sono attese le decisioni della Federal Reserve (Fed) e della Banca Centrale Europea (BCE) sui tassi d’interesse. Le aspettative sono per un mantenimento dello status quo da parte della Fed, ma gli operatori analizzeranno con attenzione le parole del presidente Jerome Powell per cogliere eventuali indicazioni sulle future strategie di politica monetaria, alla luce dei recenti dati sull’inflazione e delle tensioni geopolitiche. Anche dalla BCE non ci si attendono sorprese immediate, ma il mercato cercherà di capire se l’orientamento resterà restrittivo per contrastare le pressioni inflazionistiche.
Stabilità sui Titoli di Stato: Spread in Calo
Segnali positivi anche dal mercato obbligazionario, con un netto calo dei rendimenti dei titoli di Stato. Lo spread tra BTP e Bund, il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi, è sceso a 74 punti base. Il tasso del BTP a 10 anni ha registrato una flessione di 7 punti base, attestandosi al 3,65%, a testimonianza di una rinnovata fiducia verso il debito sovrano italiano.
I Protagonisti di Piazza Affari: Stellantis e Eni Brillano, Amplifon in Forte Calo
A Piazza Affari, la seduta è stata caratterizzata da andamenti contrastanti per i singoli titoli. Tra le performance migliori, spiccano Stellantis (+4%) e Eni (+3,1%). Molto bene anche A2a (+2%), che ha beneficiato della pubblicazione dei conti del 2025, con margini superiori alle previsioni degli analisti. La società ha chiuso l’anno con ricavi in crescita del 9% a 14,01 miliardi di euro e ha proposto un dividendo di 0,104 euro per azione. Seduta positiva anche per il comparto bancario, con Mediobanca (+2,9%) e Mps (+2,4%) in evidenza.
Sul fronte opposto, prosegue il momento difficile di Amplifon, che ha registrato un pesante calo dell’11%. A pesare sul titolo è la recente maxi-acquisizione della danese Gn Hearing, un’operazione da 2,3 miliardi di euro che, sebbene strategica, ha generato incertezza tra gli investitori. Il mercato ha reagito negativamente alla notizia, anche a causa della possibilità di un aumento di capitale fino a 750 milioni di euro per sostenere l’operazione. Male anche i titoli della difesa e della cantieristica, con Leonardo (-1%) e Fincantieri (-0,9%) che chiudono in territorio negativo.
