Un’operazione di polizia su larga scala, condotta con precisione quasi chirurgica nelle prime ore di venerdì a Santa Cruz de la Sierra, in Bolivia, ha messo fine alla lunga latitanza di Sebastián Enrique Marset Cabrera, 34 anni, narcotrafficante uruguaiano considerato uno dei criminali più ricercati del Sud America. L’operazione, frutto di settimane di discrete indagini di intelligence da parte delle forze boliviane, ha portato non solo alla sua cattura ma anche allo smantellamento di una parte significativa del suo impero economico, con il sequestro di beni per un valore stimato di circa 15 milioni di dollari. Immediatamente dopo l’arresto, Marset è stato consegnato agli agenti della DEA (Drug Enforcement Administration) statunitense e trasferito negli Stati Uniti, dove è accusato di riciclaggio di denaro e rischia una pesante condanna.

Un’Operazione Imponente nel Cuore di Santa Cruz

L’arresto è avvenuto nel quartiere residenziale di Las Palmas, a Santa Cruz, una città diventata negli anni un crocevia strategico per i traffici illeciti nella regione. Centinaia di agenti della Forza Speciale di Lotta Contro il Narcotraffico (FELCN) e di altre unità tattiche hanno circondato l’area, cogliendo di sorpresa Marset e la sua cerchia di sicurezza. L’operazione, durata circa sei ore, si è conclusa senza scontri a fuoco, nonostante l’ingente arsenale a disposizione del boss. Insieme a lui sono state arrestate altre quattro persone, presunti membri del suo team di sicurezza.

L’entità del patrimonio accumulato da Marset è emersa chiaramente dall’inventario dei beni sequestrati, che disegna i contorni di un vero e proprio impero criminale. Le autorità boliviane hanno confiscato:

  • 16 aerei: una flotta aerea privata, essenziale per la logistica del traffico di droga su vasta scala.
  • Veicoli di lusso: una decina di auto di alta gamma, tra cui diversi veicoli blindati.
  • Proprietà immobiliari: cinque abitazioni di lusso, utilizzate come residenze e basi operative.
  • Arsenale da guerra: 21 armi da fuoco, inclusi tre fucili d’assalto AK-47, oltre 600 munizioni e giubbotti antiproiettile.
  • Carburante per aviazione: circa 400 litri, a testimonianza dell’intensa attività aerea della sua organizzazione.

Il presidente boliviano, Rodrigo Paz, ha definito la cattura “un punto di svolta nella lotta al crimine organizzato”, sottolineando l’importanza storica dell’evento per la sicurezza della regione.

Chi è Sebastián Marset: Il Boss dalla Doppia Vita

Soprannominato dalla stessa DEA “un Pablo Escobar dell’era moderna”, Marset era molto più di un semplice narcotrafficante. La sua figura è complessa e poliedrica: da un lato, spietato leader del Primo Cartello Uruguaiano (PCU), dall’altro, uomo d’affari con una sorprendente facciata pubblica. Nel corso degli anni, ha investito ingenti somme di denaro per costruirsi una vita apparentemente normale, ricoprendo ruoli come calciatore professionista in squadre di seconda divisione in Paraguay e Bolivia, produttore musicale e organizzatore di eventi.

Questa doppia vita gli ha permesso di mimetizzarsi e di riciclare enormi quantità di denaro provenienti dal traffico di cocaina, destinata principalmente ai mercati europei. La sua rete criminale, secondo gli inquirenti, aveva ramificazioni transnazionali, con legami che spaziavano da clan paraguaiani come gli Insfrán, al Primeiro Comando da Capital (PCC) brasiliano, fino alla ‘Ndrangheta italiana.

Marset era ricercato non solo per narcotraffico e riciclaggio, ma è anche considerato il mandante dell’omicidio del procuratore paraguaiano Marcelo Pecci, assassinato in Colombia nel maggio 2022 mentre era in luna di miele, un evento che ha scosso le istituzioni di tutto il Sud America.

La Collaborazione Internazionale e il Ruolo della DEA

La cattura di Marset rappresenta un significativo successo per la rinnovata cooperazione tra Bolivia e Stati Uniti nella lotta al narcotraffico. Dopo anni di rapporti tesi, la collaborazione con la DEA è stata intensificata, portando a risultati concreti come questo arresto. Sebbene le autorità boliviane abbiano precisato che l’operazione di cattura è stata condotta esclusivamente da forze locali, il ruolo dell’agenzia statunitense è stato cruciale nella fase successiva, gestendo il trasferimento e l’estradizione di Marset.

Negli Stati Uniti, Marset era già stato incriminato nel marzo 2024 per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro. Il Dipartimento di Stato americano aveva offerto una ricompensa fino a 2 milioni di dollari per informazioni che portassero al suo arresto. La sua estradizione segna l’inizio di un percorso giudiziario che potrebbe svelare ulteriori dettagli sulla sua vasta rete criminale e sui suoi complici a livello internazionale. Le indagini, infatti, proseguono per smantellare completamente la sua organizzazione in tutta l’America Latina.

Di atlante

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