CATANIA – Un ingegnoso e complesso sistema di frode internazionale nel settore dei carburanti è stato portato alla luce da un’operazione della Guardia di Finanza di Catania, coordinata dalla Procura etnea. L’inchiesta ha svelato un meccanismo illecito che, attraverso due distinti canali di approvvigionamento, permetteva a un imprenditore siciliano di ottenere ingenti quantitativi di gasolio evadendo le accise. L’operazione, che ha interessato le province di Catania, Siracusa, Enna, Cesena e Roma, ha portato all’esecuzione di misure cautelari per cinque persone e al sequestro di beni per un valore complessivo di oltre 235.000 euro.
Il doppio canale della frode: dall’Est Europa ai campi agricoli
Le indagini del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria delle Fiamme Gialle etnee hanno messo in luce un duplice schema fraudolento orchestrato da un imprenditore di Adrano, Alfredo Carcagnolo, 38 anni, attivo nel settore della logistica e dei trasporti. L’uomo, secondo gli inquirenti, avrebbe gestito un collaudato sistema di evasione fiscale per rifornire i mezzi della propria azienda a un prezzo d’acquisto estremamente competitivo, alterando così le regole del mercato.
Il primo canale della frode riguardava l’importazione di circa 400.000 litri di gasolio da tre raffinerie situate nell’Est Europa. Grazie alla mediazione di Andrea Morroni, 78enne titolare della società inglese Oil & Oil Trading Ltd, il carburante veniva introdotto in Italia, trasportato su gomma o rotaia. La chiave della truffa risiedeva nella documentazione di trasporto: il gasolio veniva falsamente attestato come “liquido bio anticorrosivo”, un prodotto esente da imposte, eludendo così il pagamento delle accise. A effettuare materialmente i trasporti sarebbero stati tre autisti, tra cui Piero Puglisi, 39 anni.
Il secondo filone illecito, invece, consisteva nell’approvvigionamento di gasolio a uso agricolo, che gode di un regime fiscale agevolato con aliquote ridotte (IVA al 10% anziché al 22%). Con la presunta complicità di Armando Grillo, 73 anni, e di una cooperativa agricola di Biancavilla amministrata da Rocco Di Primo, 51 anni, Carcagnolo acquistava questo carburante per poi destinarlo, in modo fraudolento, all’alimentazione dei mezzi della sua flotta aziendale, ottenendo un significativo risparmio di imposta.
L’operazione della Guardia di Finanza: misure cautelari e sequestri
A conclusione delle complesse indagini, che si sono avvalse di intercettazioni telefoniche, ambientali e pedinamenti su scala nazionale, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catania, su richiesta della Procura, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare. Per Alfredo Carcagnolo e l’autista Piero Puglisi è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Per gli altri tre principali indagati, Andrea Morroni, Armando Grillo e Rocco Di Primo, è stato invece stabilito il divieto di esercitare attività d’impresa.
L’azione delle Fiamme Gialle ha avuto anche un forte impatto sul piano patrimoniale. È stato eseguito un ingente sequestro che ha colpito diverse risorse legate all’attività illecita:
- Beni mobili, quote societarie e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di oltre 235.000 euro.
- 143.000 litri di prodotti energetici intercettati durante l’inchiesta.
- Un deposito di carburanti risultato abusivo.
- Numerosi mezzi utilizzati per il trasporto e lo stoccaggio, tra cui sette tank container, trattori stradali, semirimorchi e 58 cisterne con relative pompe di erogazione.
Inoltre, è stato disposto il sequestro delle imprese ritenute coinvolte nella frode e amministrate da Carcagnolo: la Tir international Srl, la Logistica zero e la New logistica di Adrano. La Tir international è stata anche oggetto di un sequestro per “responsabilità amministrativa dell’ente”, in quanto, secondo l’accusa, il sistema illecito è stato attuato nell’interesse e a vantaggio della stessa società.
