Un panorama a tinte fosche per il giornalismo nel continente americano. Questo è quanto emerge dalla sesta edizione dell’Indice Chapultepec sulla libertà di espressione e di stampa, un’analisi meticolosa condotta dalla Società Interamericana della Stampa (SIP) in collaborazione con l’Università Cattolica Andrés Bello (UCAB) del Venezuela. Il rapporto, basato sulle valutazioni di 195 esperti in 23 nazioni, lancia un segnale d’allarme inequivocabile: con un punteggio medio regionale di appena 47,13 su 100, il più basso mai registrato, la libertà di informare e di essere informati sta subendo un “deterioramento significativo” su vasta scala, colpendo indistintamente sia democrazie consolidate che regimi autoritari.

Una Classifica a Due Velocità: Repubblica Dominicana in Vetta, Abisso per Venezuela e Nicaragua

La classifica 2025 mostra un continente spaccato. In testa, e unico paese a rientrare nella categoria “Con libertà di espressione”, troviamo la Repubblica Dominicana con un punteggio di 82,17. Un risultato accolto con “molto orgoglio” dal presidente Luis Abinader, che lo ha definito un impegno a rafforzare ulteriormente la democrazia nel paese. Nonostante questo primato, lo stesso rapporto della SIP avverte che la stabilità del sistema mediatico dominicano rimane “precaria” e minacciata da fattori come la fragilità economica dei media e l’uso discrezionale della pubblicità statale.

Seguono a distanza, nella fascia di “bassa restrizione”, nazioni come Cile, Canada, Brasile, Uruguay e Giamaica. Tuttavia, la parte bassa della graduatoria rivela una realtà drammatica. In fondo, classificati come paesi “senza libertà di espressione”, si confermano il Venezuela (7,02 punti) e il Nicaragua (18,22 punti), accompagnati da vicino da Cuba. Questi regimi, secondo la SIP, si caratterizzano per la persecuzione statale sistematica del giornalismo indipendente.

In Venezuela, la situazione è particolarmente grave. La SIP denuncia la chiusura di oltre 400 emittenti radiofoniche e l’arresto di 25 giornalisti a seguito delle elezioni del 2024. In Nicaragua, il regime di Daniel Ortega ha costretto all’esilio centinaia di giornalisti e ha intensificato gli attacchi ai media indipendenti. Anche El Salvador figura tra i contesti più critici, dove la libertà di stampa è sotto attacco.

Il Crollo degli Stati Uniti: un Campanello d’Allarme per le Democrazie

Uno dei dati più sorprendenti e preoccupanti del rapporto è la caduta verticale degli Stati Uniti, che perdono ben 22,65 punti, scivolando all’undicesimo posto. Un arretramento che gli analisti attribuiscono in gran parte alla retorica ostile e agli attacchi sistematici contro la stampa durante l’amministrazione di Donald Trump, i cui effetti continuano a farsi sentire. L’organizzazione Reporter Senza Frontiere (RSF) aveva già lanciato l’allarme, evidenziando come la presidenza Trump avesse aggravato una situazione già in deterioramento, con attacchi quotidiani, emarginazione dei giornalisti e un crollo della fiducia nei media. Questa tendenza negativa, secondo il Comitato per la Protezione dei Giornalisti (CPJ), ha reso la libertà di stampa non più un diritto acquisito negli USA.

Un Periodo Nero per il Giornalismo: Violenza, Pressioni e Autocensura

Il rapporto dell’Indice Chapultepec non si limita a fornire una classifica, ma dipinge un quadro desolante delle condizioni di lavoro per i giornalisti nel continente. L’elenco delle minacce è lungo e variegato:

  • Violenza e Impunità: Omicidi, detenzioni arbitrarie e aggressioni fisiche sono una realtà costante. Il Messico, ad esempio, pur non essendo in fondo alla classifica generale, è considerato il paese più pericoloso per l’integrità fisica dei giornalisti. L’impunità per i crimini contro i reporter rimane una delle piaghe più profonde.
  • Pressioni Giudiziarie ed Economiche: Si moltiplicano i procedimenti giudiziari infondati (SLAPP) volti a intimidire e silenziare i giornalisti. A questo si aggiunge una “mordaza sigilosa” (bavaglio silenzioso), ovvero pressioni economiche che minano la sostenibilità dei media indipendenti, come il controllo della pubblicità statale e la migrazione degli investimenti verso le grandi piattaforme digitali globali.
  • Censura e Criminalizzazione: In molti paesi, governi autoritari utilizzano leggi restrittive per promuovere la censura, attaccare i media indipendenti e criminalizzare il dissenso.

Questa combinazione letale di fattori sta creando un clima di paura che spinge sempre più giornalisti verso l’autocensura, minando alla base il diritto dei cittadini a ricevere un’informazione libera e plurale. La SIP definisce questo periodo come uno dei più difficili e pericolosi per il giornalismo nella storia recente della regione.

L’Indice Chapultepec: Uno Strumento per la Difesa della Libertà

L’Indice Chapultepec, che prende il nome dalla Dichiarazione di Chapultepec del 1994, è uno strumento fondamentale per monitorare lo stato di salute della democrazia nelle Americhe. Analizzando quattro dimensioni chiave – Cittadinanza informata e libera di esprimersi, Esercizio del giornalismo, Violenza e impunità, e Controllo dei media – fornisce una fotografia dettagliata e indispensabile per comprendere le sfide e orientare le azioni in difesa della libertà di stampa, un pilastro insostituibile di ogni società libera e democratica.

Di atlante

Un faro di saggezza digitale 🗼, che illumina il caos delle notizie 📰 con analisi precise 🔍 e un’ironia sottile 😏, invitandovi al dialogo globale 🌐.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *