Roma si prepara a diventare, per una settimana, il cuore pulsante della memoria cinematografica. Dal 9 al 15 marzo 2026, la capitale ospiterà la seconda edizione del festival “Custodi di sogni – I tesori della Cineteca Nazionale”, un evento che, dopo il successo del suo debutto, si preannuncia ancora più ricco di appuntamenti imperdibili per cinefili, studiosi e semplici appassionati. Un’edizione che si apre, tuttavia, con una nota di commossa mestizia, nel ricordo del critico cinematografico Giorgio Gosetti, scomparso proprio in queste ore.

Un omaggio a Giorgio Gosetti, instancabile organizzatore culturale

La giornata inaugurale del festival sarà dedicata a Giorgio Gosetti, una figura di spicco nel panorama culturale italiano. La Presidente della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, Gabriella Buontempo, ha sottolineato come con la sua scomparsa “il cinema italiano perde un critico e un organizzatore culturale intelligente, curioso e attento soprattutto alla creatività dei nuovi registi”. Un amore per il cinema, quello di Gosetti, che ha accompagnato intere generazioni, contribuendo in modo significativo alla conoscenza del cinema italiano contemporaneo. Anche Steve Della Casa, Conservatore della Cineteca Nazionale e ideatore del festival, ha ricordato Gosetti come un “instancabile organizzatore culturale” la cui attività si è intrecciata con le principali rassegne cinematografiche in Italia e all’estero. La sua profonda conoscenza della storia del cinema ha guidato la sua attività di direttore e programmatore, lasciando un’eredità preziosa.

Un programma ricco e diffuso per celebrare la settima arte

Il festival “Custodi di sogni” si propone di svelare al grande pubblico i tesori nascosti negli archivi della Cineteca Nazionale, offrendo un viaggio affascinante attraverso la storia del nostro cinema. Il programma, fitto e variegato, si snoderà in diverse location prestigiose della capitale, tra cui la sala Pietro Germi del Centro Sperimentale di Cinematografia, il Cinema Farnese Arthouse, Spazio Scena, il Cinema Teatro Don Bosco, l’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi (ICBSA) e il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo. L’ingresso a tutti gli eventi sarà libero fino a esaurimento posti, a testimonianza della volontà di rendere la cultura cinematografica accessibile a tutti.

Mostre, convegni e incontri: un dialogo tra passato e presente

Ad inaugurare il festival, il 9 marzo, sarà la mostra tematica “Ti amo, cinéma! – France Italie une longue histoire d’amour et coproductions”, a cura di Antonella Felicioni. Allestita nel portico del Centro Sperimentale di Cinematografia, la mostra, che ha già riscosso successo a Parigi nell’estate del 2025, racconterà attraverso 45 immagini dell’Archivio Fotografico della Cineteca Nazionale la proficua relazione cinematografica tra Italia e Francia.

Sempre il 9 marzo prenderà il via il convegno internazionale “Cent’anni dopo. (Ri)vedere i luoghi e i paesaggi del primo cinema italiano”, in programma fino all’11 marzo presso l’Auditorium dell’ICBSA. L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra università e cineteche italiane e francesi, proporrà un’analisi interdisciplinare dei paesaggi e dei territori italiani nel cinema muto, attraverso incontri, proiezioni di rari film d’archivio restaurati e un dialogo tra geografia, arte e storia.

Il programma degli incontri vedrà protagonisti numerosi professionisti del mondo del cinema, tra cui registi come Pupi Avati, Lamberto Bava e Maurizio Nichetti, attori come Chiara Caselli e Riccardo Rossi, e critici ed esperti come Silvio Alovisio e Ivo Blom. Particolarmente atteso è l’incontro con il regista Andrea De Sica, a cura degli allievi della Scuola Nazionale di Cinema, che offrirà uno sguardo sul cinema fantastico italiano degli anni Cinquanta e Settanta. A seguire, la proiezione del capolavoro del nonno, Vittorio De Sica, “Miracolo a Milano”.

Proiezioni speciali e restauri: la Cineteca si svela

Il cuore del festival saranno, naturalmente, le proiezioni. Sarà un’occasione unica per ammirare sul grande schermo capolavori restaurati dalla Cineteca Nazionale, come “Esterina” di Carlo Lizzani, “Roma ore 11” di Giuseppe De Santis e “Il delitto Matteotti” di Florestano Vancini. In programma anche rarità e riscoperte, come i frammenti del classico del cinema muto “Sperduti nel buio” di Nino Martoglio, a lungo considerato perduto. Verranno inoltre presentati i primi film interpretati da una giovanissima Claudia Cardinale in Tunisia e un nuovo cofanetto dedicato a Elvira Notari, la prima regista italiana.

Un’attenzione particolare sarà dedicata al cinema muto, con la proposta da parte della Cinémathèque française di “Saffo” di A. Molinari, in una versione restaurata con l’accompagnamento musicale dal vivo del Maestro Antonio Coppola. Il festival sarà anche l’occasione per presentare l’ultimo numero della storica rivista “Bianco e Nero”, dedicata in questa uscita al cinema documentario.

Di euterpe

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