Torino – Un’esperienza formativa trasformatasi in un incubo, fortunatamente a lieto fine. È la storia di circa duecento studenti italiani, molti dei quali minorenni e provenienti da istituti scolastici torinesi, rimasti bloccati a Dubai in un clima di crescente tensione internazionale. I giovani si trovavano negli Emirati Arabi Uniti per partecipare a “L’ambasciatore del futuro”, un prestigioso progetto di simulazione delle assemblee delle Nazioni Unite organizzato da Wsc Italia – World Student Connection Global Leaders.
L’inizio dell’incubo: esplosioni e rifugi nei bunker
La situazione è precipitata improvvisamente, gettando nell’angoscia studenti e famiglie. “Siamo molto preoccupati per i nostri figli: ieri sera ci hanno raccontato che li hanno fatti scendere nei bunker dei garage dell’hotel perché si sentivano delle esplosioni”, hanno raccontato i genitori di uno studente torinese. Queste testimonianze dirette hanno dipinto un quadro allarmante: sirene, allarmi via SMS e la necessità di correre in rifugi di fortuna nei seminterrati degli alberghi. “In diversi momenti della giornata e anche di notte arrivavano allarmi”, ha raccontato Lucio, un 17enne del liceo Sant’Anna di Torino. “In quelle circostanze eravamo costretti a scendere nei seminterrati, trasformati in bunker”.
L’apprensione dei genitori in Italia è cresciuta esponenzialmente, alimentata dall’incertezza sulle modalità e le tempistiche del rientro. La chiusura dello spazio aereo, conseguenza di un’escalation militare nell’area del Golfo, ha cancellato migliaia di voli, bloccando a terra non solo gli studenti ma migliaia di cittadini italiani, incluso il ministro della Difesa Guido Crosetto.
La mobilitazione e l’assistenza in loco
Nonostante la paura, i ragazzi sono stati costantemente seguiti. Lo staff di WSC Italia, insieme ai docenti accompagnatori, ha garantito un’assistenza 24 ore su 24. I vertici dell’associazione hanno espresso ringraziamenti alle istituzioni italiane per il supporto. “Siamo al sicuro all’interno di due hotel e, con i tutor WSC, monitoriamo costantemente le condizioni degli studenti”, avevano dichiarato Giuseppe Cataldo e Luca Colianni, rispettivamente Presidente e Direttore di WSC Italia. Il gruppo di studenti, composto da 124 minorenni e 66 maggiorenni (tra studenti, docenti e staff), è stato trasferito in due diverse strutture alberghiere, il Le Meridien e un altro hotel a Bur Dubai, per gestire al meglio la situazione logistica.
Anche la diplomazia italiana si è mossa prontamente. L’ambasciata ad Abu Dhabi e il consolato a Dubai hanno seguito da vicino la vicenda, fornendo assistenza e supporto burocratico. Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha istituito una “Task Force Golfo” per rafforzare il lavoro dell’Unità di Crisi e sostenere le ambasciate nella regione.
Il rientro e il sollievo: “Siamo a casa”
Dopo giorni di attesa e ansia, è arrivata la notizia del rientro. Un volo partito da Abu Dhabi è atterrato all’aeroporto di Milano Malpensa, riportando in Italia i 200 studenti. Ad attenderli, tra lacrime di commozione e lunghi applausi, c’erano genitori, amici e insegnanti. “Adesso che sono qua e ho baciato mia mamma sto bene. Prima no, però adesso bene”, ha detto Valerio, uno degli studenti, riassumendo il sentimento di tutti.
L’esperienza, seppur traumatica, rimarrà indelebile nella memoria dei giovani. “Ci siamo sempre fatti coraggio io e gli altri ragazzi, ma man mano che passava il tempo la preoccupazione aumentava perché sentivamo nel cielo il rombo degli aerei ed esplosioni”, ha aggiunto Lucio. Un’avventura che li ha visti, loro malgrado, testimoni di un “tragico evento storico”, come l’ha definito il padre di una studentessa.
Anche le istituzioni locali hanno accolto con gioia la notizia del rientro. “A loro va un caloroso bentornato”, ha dichiarato il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, esprimendo il sollievo della città per il ritorno a casa degli studenti del liceo Sant’Anna.
Un progetto culturale nel cuore della geopolitica
Il progetto “L’ambasciatore del futuro” è un’iniziativa di Model UN (MUN), simulazioni diplomatiche che permettono agli studenti delle scuole superiori e delle università di vestire i panni di delegati di diversi Paesi, affrontando temi globali. Organizzato da WSC Italia Global Leaders, un’associazione specializzata in percorsi educativi internazionali, l’evento promuove il dialogo interculturale e la cooperazione tra le nuove generazioni. La scelta di Dubai come sede sottolinea il ruolo della città come hub internazionale, un luogo dinamico e multiculturale. Ironia della sorte, i giovani “ambasciatori” si sono trovati immersi in uno scenario di crisi geopolitica reale, un’esperienza diretta e cruda che va ben oltre qualsiasi simulazione.
